Perché il sud arranca e il nord corre?

di Franco Luceri | 11 giugno 2018

I privilegiati del mondo della cultura, (gli illuminati a kerosene come li chiamo io) fingono di non capire perché il sud Italia impoverito (ma forse è più giusto dire rapinato) un secolo e mezzo fa, non ha più colmato lo svantaggio rispetto al nord.

Invece è fin troppo chiaro: la spesa degli imprenditori arricchisce tutti perché è finalizzata a comprare lavoro produttivo. Ed è per questo che il nord è arricchito ed è rimasto ricco. (la spesa privata si espande come l’olio distribuendo salari e incassando profitti).

Mentre la spesa pubblica con i soldi dei contribuenti, è usata in maniera mirata dai politici per elargire assistenzialismo, parassitismo e impunità alle classi dirigenti e comprare consenso.

E questo modo di prendere da tutti e restituire a pochi privilegiati al servizio della politica rende gli imprenditori e i lavoratori onesti del sud irrimediabilmente poveri se si rifiutano di dipendere dal nord per il lavoro e dalla politica disonesta e irresponsabile che da sempre trasforma i diritti in favori al miglior offerente di mazzetta di contanti o di consensi (leggi voti).

Ora però abbiamo nel primo governo condominiale, “Conte Di Maio Salvini” i rappresentanti politici del lavoro del sud e del capitale del Nord e la politica non ha più l’alibi per continuare a mal governare, tassando il nord per conservare povero il sud e per costringere gli imprenditori  del nord e del sud ai peggiori crimini per non fallire delocalizzare o suicidarsi.

O consente al sud e al Nord di lavorare onestamente e produrre ricchezza in uno stato amico e non nemico (da sempre forte con i deboli è debole con i forti) o per l’Italia intera nord e sud è la fine.

 

Franco Luceri 

Nato nel 1941 e residente nel Salento, dopo due anni di esperienza da dipendente, come ragioniere, passò a l’attività autonoma come agente di commercio. Sposato da 46 anni, e pensionato da 10, ormai coltiva la sua passione più grande e quasi trentennale di opinionista dilettante, apolitico e libero, iniziata nel 1987 per il Quotidiano di Lecce e poi estesa alla Gazzetta del Mezzogiorno e altri giornali nazionali o locali con interventi occasionali. Dal 2011 ha un blog personale su internet “il rebus della cultura”. E dopo varie collaborazioni sul web, è approdato, per la cortese ospitalità del Direttore Nicola Cariglia, su Pensalibero.

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