Paura di futuro

“Una vita in vacanza niente nuovo che avanza” cantano gli Stato Sociale a Sanremo mentre le statistiche ci dicono mancheranno medici, cibo, acqua, e buonsenso. Ritornano livori e rancori.

di Fabrizio Binacchi | 11 febbraio 2018

Una “vecchia che balla” fa più notizia della sanità perduta. Va così. Ce lo perdoniamo nella settimana di Sanremo dove molte canzoni ci fanno riflettere e discutere di grandi problemi sociali. Del momento. Un momento molto lungo, a dir il vero e quasi interminabile. Le statistiche, a cicli, ci proiettano situazioni sociali al limite del sostenibile nella (quasi) più completa indifferenza di quelli che dovrebbero decidere e scegliere per il bene della comunità.

Paura di futuro e buon senso smarrito.  Ci balocchiamo tra ricette e palloncini, tra maschere e apertivi mentre le coordinate fondamentali del convivere sociale sembrano smarrirsi nell’indifferenza della cosiddetta classe dirigente.

Ritornano  violenze verbali e fisiche, tornano livori e rancori, riemergono contrasti che pensavamo, credevamo, speravamo digeriti e contestualizzati da decenni. E invece no.

La brace cova sotto la cenere. Buonsenso ragazzi, altrimenti è un casino. Buonsenso cercasi ovunque ma soprattutto laddove si deve e si può pensare il domani, dove si deve costruire il futuro .

Ad esempio. Da tempo le statistiche ci dicono che fra sette anni un italiano su tre non avrà più il medico di famiglia. Non avremo più un medico che ci cura dovremo andare tutti al pronto soccorso? Cosa si fa nel concreto per evitare questo problema che potrebbe diventare un disastro?

Se da decenni si scatenano polemiche sui tempi lunghi delle visite e delle cure perché in decenni, salvo qualche eccezione di eccellenza, non si è fatto niente o ben poco per evitare che si debbano aspettare sei mesi per una controllo al cuore o alla retina?

Se da tempo ci dicono che mancheranno certi cibi e l’acqua in certe zone del pianeta, per arrivare a orizzonti davvero globali, perché non si costruisce una piattaforma globale di salvaguardia?  I nostri bisnonni non avevano i social ma se prevedevano una carenza provvedevano a mettere a risparmio  qualsiasi cosa in cascina: dalla legna al grano, dai formaggi alle conserve. Perché nella cosiddetta società contadina primeggiava  il buon senso, ora prevale la competizione dell’apparire. “Una vita i  vacanza niente nuovo che avanza”  cantano a Sanremo gli Stato Sociale. Potrebbe essere anche il titolo di una ricerca sul mercato del lavoro. Da anni le statistiche ci dicono che nel lavoro avremo un salto di una o due generazioni perché non c’è più il sistema di una volta e perché è cambiato il mondo e via elencando. Molto bene o molto male.

Ma la risposta doveva e deve essere corale e decisa. La scienza ci dice tante cose. Quando un organismo – diciamo un sistema neurobiologico – incontra nuovi e differenti stimoli nell’ambiente in cui vive cerca di adattarsi,  cerca nuove risposte alle sfide e agli attacchi anche potenti e negativi. Solo così può guadagnare futuro. Gli organismi collettivi, non biologici ma sociali e politici, sembrano ignorare questa regola dell’adattamento migliorativo e infatti non costruiscono futuro.

Per paura, per disagio o per incompetenza? Anche la risposta a questa domanda deve far paura. Negli organismi sociali sembra che i batteri abbiamo già vinto sugli antibiotici. Speriamo sia solo un’ impressione.

 

Fabrizio Binacchi

Fabrizio Binacchi, giornalista economico @Tg1, poi in giro per l'Italia a dirigere redazioni e sedi regionali. Ha realizzato e curato varie trasmissioni su @RaiUno e @RaiTre. Ha condotto Linea Verde finendo in acqua e su Striscia, Paperissima, Blob, facendo passare quel poco di popolarità dai palazzi della politica ai supermercati. Insegna in vari master, ha scritto tre libri e ha vissuto in sette città ma solo in due si trova a casa: Bologna e Firenze.

Un commento

  1. Gian Franco Orsini

    Gli organismi collettivi sociali e politici spesso non costruiscono il futuro, a differenza di quelli biologici, perchè hanno il pensiero obnubilato dalla ideologia.

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