Il Papa torna al Quirinale. L’ Italia monarchica rivive fra le sponde del Tevere.

All’indomani del XX settembre molti Italiani si disperarono perché il papa non fu trasferito a Malta. Due Re, in Italia, parevano troppi…..

di Guglielmo Adilardi | 18 settembre 2017

Giuseppe Mazzoni ( Prato, 1808- Ivi, 1880) Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia quando all’indomani di Porta Pia (20 settembre 1870) seppe che il Governo di destra di Giovanni Lanza (1810 -1882) stava continuando le trattative per le Guarentigie, invece di cacciare il Papa a Malta, come era nei desideri dei Democratici, si disperò pensando che due Re in Italia avrebbero costituito nel futuro continue problematiche politiche nelle quali uno dei due, nelle contese, avrebbe dovuto chinare la testa. Un grande “profeta” oltre che tessitore di uomini, in quanto riunificatore della Sinistra sempre litigiosa al suo interno e conduttore alla conquista del Governo da parte della stessa (rivoluzione Parlamentare 1876 con A. Depretis). Lo si vide via via nello scorrere dei lustri come i conflitti non mancarono, dalla scuola privata, al divorzio, all’insegnamento religioso nelle scuole…e scrivo dei tempi che furono, quando l’Italia era un Regno bifronte. Oggi che di Re ne abbiamo uno solo le cose vanno meglio, non si litiga più: il 10 giugno scorso papa Francesco, durante la visita al Quirinale (era il suo palazzo prima del 20 di Settembre 1870) ha lodato l’Italia (cioè noi sudditi, visto che ricade tutto sulle nostre spalle) per la gestione di flussi migratori e relativa integrazione; pochi giorni dopo in casa dell’arcivescovo Angelo Becciu, vice Segretario di Stato Vaticano, il Papa ha incontrato Paolo Gentiloni segretamente. Scoperto il segreto le agenzie di stampa hanno diramato l’annuncio che la visita era strettamente personale e non furono trattati temi politici (i soliti sudditi stiano tranquilli). Quel che è certo è che il Papa ha successivamente fatto proprie le dichiarazioni del cardinale Gualtiero Bassetti, presidente della Cei, effettuate giorni or sono, sui migranti: << Non possiamo correre il rischio di fornire il pretesto, anche se falso, di collaborare con i trafficanti di carne umana. Rivendico, con altrettanto vigore, la necessità di un’etica della responsabilità e del rispetto della legge >>. Lo disse in appoggio ai traffici di Minniti con le bande libiche che avrebbero garantito per un pugno di miliardi di euro di trattenere nei campi di concentramento libici i migranti, limitando gli sbarchi in Italia.

Dopo tutte queste genuflessioni verso l’unico Re rimasto in Italia la Conferenza Episcopale si è sentita di alleggerire il dolore alle ginocchia dichiarando :

<< L’apprezzamento espresso sulla politica del Governo non si tradurrà in un endorsment per il Pd alle elezioni, in ossequio all’indirizzo non interventista di Bergoglio >>.

Il che in diplomazia significa esattamente il contrario. Anzi di più, traducendo: niente appoggio a Renzi, per aver fatto approvare le “unioni civili” , si a Gentiloni che promette: “niente testamento biologico” e altro ancora da aspettarsi; nelle prossime puntate su “ Abbiamo un Re” Vi terremo informati.

 

Guglielmo Adilardi

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