Il pacco delle meraviglie

Un pacco sfuggito al gran repulisti di un annetto fa e che nascondeva della strepitosa biancheria intima da gran mignotta (di cui ho fatto buon uso).

di Florenza Carsi | 10 agosto 2017

È passato del tempo da quanto ho ripulito il cassetto della biancheria (quello predestinato alle prime ispezioni). Sì, perché il neo fidanzato che acquisisce una certa pratica territoriale della tua tana, dopo aver ravanato nel tuo frigo alla ricerca della birra, ravana nel cassetto delle mutande alla ricerca della tua anima nascosta. E se trovasse slip bianchi (di cotone) e collant (color carne morta), allora si rasserenerebbe sulle tue virtù.
A distanza di un annetto, sarebbe (poi) lui a transitare con occhio lascivo di fronte ad una guêpière esposta in vetrina dicendo che potresti (anche) riceverla in regalo. Apperò! Se invece quella stessa guêpière l’avesse trovata nel cassetto, allora avrebbe intuito d’essere arrivato secondo, terzo, quarto. Potrebbe perfino essere (drammaticamente) solo l’ultimo della lista. Oddio… forse neppure quello! Poverino, non saprebbe se rinunciare alla guêpière, oppure accettare l’idea che sia stata ampiamente maneggiata (con te dentro) da qualcuno prima di lui.
Ma perché sottoporre il neo fidanzato a sto stress? Perché rivelargli che Babbo Natale non esiste? Perché sostituirsi allo psicologo o a quella mammina che (con insano spirito materno) non lo ha educato a vedere le donne come qualcosa di diverso da una proprietà? Quindi, elimini tutti i residuati bellici e le armi di seduzione di massa. Lui ravanerà (felice) nel cassetto della suorina e si meraviglierà (al momento dei fuochi notturni) delle tue tecnicalità tanto sofisticate. Chiederà come mai sei tanto brava e tu risponderai (con la faccia come il culo): “merito tuo… mi fai perdere la testa.”
Ora, non intendo (certo) inoltrarmi in una disquisizione sulle responsabilità etiche di molte donne-mamme che non fanno gioco di squadra e ci consegnano maschi rimasti al sedicesimo secolo. No… mi trovo (solo) a ragionare sulla pragmatica gestione del “pacco delle meraviglie” che ho ritrovato lunedì mattina nell’armadio, mentre assemblavo il trolley per un viaggetto di lavoro. Un pacco sfuggito al gran repulisti di un annetto fa e che nascondeva della strepitosa biancheria intima da gran mignotta (di cui ho fatto buon uso).
Ora ho tre opzioni. La prima: essere candida. La seconda: dare via tutto. La terza: dire che sono recenti acquisti. La prima opzione sarebbe buona per dimostrare che potrei (anche) essere una donna disinibita e sincera. È ovviamente un’ipotesi di scuola: è noto che disinibizione e sincerità coesistono serenamente nella femmina da ufficio solo se protette da uno pseudonimo. La seconda, mi pare uno spreco (perché privarsene?). La terza, potrebbe anche andare. Ma al mio quasi-fidanzato verrebbe il sospetto che giudichi bassa la sua libido (e non è vero). Ne rimarrebbe una quarta: fare passare l’attrezzatura come il regalo di un’amica molto mignotta che (in effetti) s’è appena fidanzata con un gelosone. In questo caso, il mio “quasi” si sentirebbe (in comparazione) uno di larghe vedute. Poi, siccome è spiritoso e intelligente, mi chiederebbe di provare quelle sconcezze (ai suoi occhi già usate dall’amica bonazza). Io lo farei volentieri: potrò giovarmi di un maschione al cubo e lui provare i brividoni del luna park.
Un giorno, chissà, racconterò a lui, a mamma e zie, che sono stata un filino bugiarda e che ho tenuto sotto pseudonimo un pubblico diario. Forse rivelerò che il mio profilo FB ha pure pubblicato un libro. Ma tutto a tempo debito… non c’è fretta d’apparire sincera e disinibita (casomai vispa allo stesso tempo). Lo farò (forse) quando lui ed io avremo già dei figli… dopo la loro laurea… meglio se avessero già un lavoro. Vabbbbé, vediamo.
Ancora a zonzo per lavoro, dentro un tailleurino da maestrina, sognando solo canotta e shorts (e nulla sotto)

Florenza Carsi

Florenza Carsi, libero professionista. Cura un proprio blog sul social Facebook

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