Nuovi e vecchi spazi per la cultura a Firenze (terza parte)

di Punto e a Capo | 18 Novembre 2018

Grande attenzione occorrerà anche nel pensare l’Estate fiorentina come un lungo momento che coinvolga le periferie anzi, nell’idea di chi scrive dovrebbe proprio dipartirsi da queste.

Gli spazi utilizzabili per attività culturali e di spettacolo: vi sono a Firenze innumerevoli spazi che già vengono utilizzati e ci preme qui non esprimere giudizi di merito, altri che potrebbero esserlo e che invece sono inutilizzati e vi sono altri spazi ancora, diversamente destinati, che potrebbero essere convertiti a tali fini. Si tratterà di fare un censimento in una o più fasi, ma comunque completo perché anche qui si tratta spesso di beni culturalmente “alti” da mantenere e proteggere. Si tratterà di individuare le disponibilità di Associazioni (una Consulta) all’altezza di proporre e portare avanti collaborazioni basate su programmi realizzabili. Non vogliamo intrattenerci ulteriormente su questo punto, ma occorre concludere che la trasformazione estiva degli spazi in attività più commerciali che artistiche andrà rivista accuratamente.

 

Estate fiorentina

 

Chi scrive ricorda e confronta con ciò che questo titolo rappresentava. l’Estate Fiorentina oggi – pur godendo di grandi manifesti pubblicitari – non è all’altezza della Città e, come già scritto in altra parte, non promuove la Città ma solo alcuni piccoli settori di essa. La programmazione non possiede i livelli di qualità necessari, gli artisti non vengono scelti sulla base di una riflessione unitaria sugli obbiettivi da raggiungere, ma vengono proposti in maniera “improvvisata” in modo che possano attrarre varie generazioni. L’estate fiorentina è spettacolo e ricerca a tutto campo e con questo si intende che contesto cittadino (luoghi d’arte e non solo) e manifestazione artistica in se debbono essere uniti come idea e come rappresentazione. Grande attenzione occorrerà anche nel pensare l’Estate fiorentina come un lungo momento che coinvolga le periferie anzi, nell’idea di chi scrive dovrebbe proprio dipartirsi da queste. Questa, come altre manifestazioni, debbono avere “una ideologia” propria che non può che essere quella di incontrare Nazioni diverse, le loro culture, i loro artisti. Non si può parlare di integrazione tra i popoli se questo non sarà l’orientamento che seguiremo.

 

Quartieri

 

Una particolare attenzione, da parte della Amministrazione comunale, dovrà essere rivolta alle attività culturali del suo decentramento in Quartieri sia per quanto riguarda i beni artistici del Quartiere che per la parte spettacolo. Il principio, certamente da approfondire, è quello del sostegno agli artisti e alle strutture (teatri, sale da concerto, spazi vari) per favori l’emersione cittadina , provinciale e nazionale. Non si crea niente se il comportamento è quello di rivolgersi ad organizzatori che svolgono il loro lavoro di programmazione sul territorio rivolgendosi ad agenzie che sono ormai quanto di più decrepito possa esistere in fatto di spettacolo. Peggio ancora quando gli organizzatori scambiano con altri organizzatori. È ormai costume che “io do uno spettacolo a te e tu ne dai uno a me”.

Anna Maria Castelli

 

 

 

Rispondi

Il suo indirizzo e-mail non verrà pubblicatoI campi obbligatori sono marcati *

*