Nuova Zelanda: incognite dal governo di laburisti e nazionalisti

di Redazione Pensalibero.it | 6 novembre 2017

Jacinda Ardern, proveniente da una famiglia di estrazione media originaria della città di Hamilton e leader del Partito laburista neozelandese, è il nuovo primo ministro della Nuova Zelanda, la seconda donna dopo Helen Clark. La Ardern, che si è ufficialmente insediata il 26 ottobre si erge a rappresentante delle istanze sociali. Alla guida da circa tre mesi di un partito socialdemocratico e progressista, deve affrontare un compito non da poco: conciliare le esigenze degli strati sociali dei lavoratori, che hanno percepito un eccessivo deterioramento delle loro condizioni in nome dei risultati dell’economia del Paese, con quelle delle riforme in senso liberale per il bene della struttura produttiva neozelandese. Il tutto in un delicato momento per l’area del Pacifico, che vede le tensioni causate dalla Corea del Nord unirsi al deterioramento delle condizioni di sicurezza legate alla diaspora degli ex-foreign fighters nell’Asia del Sud.

Crescita economica e voglia di cambiamento
Il governo di Wellington ha avuto una crescita economica del 3,9% nel 2016, ottenendo quindi un pregevole risultato, il tutto grazie alla flessibilità del mercato del lavoro ed alle riforme liberali del governo in carica sino ad oggi. Il National Party(Np), forza di centrodestra, era alla guida dell’esecutivo dello Stato insulare dal 2008, ma ha ceduto il passo alla rocambolesca vittoria del Labour Party della Ardern. I laburisti hanno infatti ottenuto solamente 46 seggi, contro i 56 degli uscenti dell’Np. Come da protocollo per la formazione del governo, si è poi proceduto a delle consultazioni che garantissero ad una coalizione di ottenere la maggioranza assoluta (61 seggi). I laburisti della Ardern si sono quindi coalizzati con il Partito dei Verdi (che ha ottenuto 8 seggi) e, dopo varie trattative, con i populisti del New Zealand First (Nzf, 9 seggi). Leggi tutto:
http://www.affarinternazionali.it/2017/11/nuova-zelanda-incognite-governo/

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