Non più amara ma benedetta. La Maremma dei santi secondo Marco Faraò

di Redazione Pensalibero.it | 30 settembre 2018

Quest’opera tratta della storia dei santi nati, vissuti, morti o sepolti in una specifica zona d’Italia: la Maremma. Ma cosa si intende con questo termine? Una delle prime difficoltà che affrontai nella stesura del testo fu proprio riconoscere i confini di questo territorio geografico. Non è stato facile individuare i limiti di questa zona che, a seconda delle differenti interpretazioni ed epoche, identificavano aree diverse della Toscana e non solo. Ho deciso alla fine di prendere come punto di riferimento la citazione dantesca del XII Canto dell’Inferno che così recita:
Non han sì aspri sterpi né sì folti,
quelle fiere selvagge che ‘n odio hanno,
tra Cecina e Corneto i luoghi colti.

Più precisamente ho considerato la zona costiera tra il fiume Cecina e il Mignone a sud di Tarquinia (nome che dal 1929 ha sostituito quello di Corneto) e l’intera provincia di Grosseto con la parte meridionale delle Colline Metallifere e la parte occidentale del Monte Amiata, l’arcipelago toscano e la zona nord occidentale della provincia di Viterbo fino al lago di Bolsena. Ho così raggruppato non solo la Maremma propriamente detta (quella cioè compresa tra i promontori di Piombino e dell’Argentario), ma anche la cosiddetta Maremma pisano-livornese e quella laziale oltre alle isole e all’entroterra legate storicamente e culturalmente alle vicende del territorio maremmano che copre un’area vasta circa 5.000 kmq. Ecco spiegato perché troviamo località che portano il nome di “marittimo/a” pur trovandosi a decine di chilometri dal mare! Leggi tutto: http://www.toscanalibri.it/it/scritti/non-piu-amara-ma-benedetta-la-maremma-dei-santi-secondo-marco-farao_2711.html

 

Rispondi

Il suo indirizzo e-mail non verrà pubblicatoI campi obbligatori sono marcati *

*