Non andrò a votare, ma, in Italia, invito a votare per il Partito Comunista

Ad una politica e ad una economia che mette in vendita tutto, persino i sentimenti e la “verginità delle persone” io non ci sto proprio e mi schiero dalla parte di coloro i quali vogliono contrastarle.

di Luca Bagatin | 11 febbraio 2018

Di fronte ai soliti sbarramenti elettorali ed a raccolte firme “a discrezione”, ovvero ove a doverle raccoglierle sono unicamente le liste che non fanno parte di gruppi parlamentari o non hanno ottenuto accordi con nessuno di tali gruppi, c’è da chiedersi davvero dove sia la democrazia in Italia.

La democrazia è rappresentanza di tutti e personalmente da tempo credo nella democrazia diretta, in apposite assemblee popolari ove chiunque possa dire la sua e dare il suo contributo civile e civico alla vita pubblica. Senza necessità di partiti elettoralistici o di poteri centralizzati.

I partiti, come dico da tempo, dovrebbero e potrebbero, molto più utilmente, tornare alla loro funzione originaria di scuole di pensiero e di formazione intellettuale e politica. Che è quanto manca alla società mercantilistica, consumistica e modernista di oggi e, dunque, al corpo politico ed elettorale odierno in generale.

Detto questo, auspicando e credendo nella democrazia diretta e nell’autogestione politica ed economica, nemmeno a questa tornata elettorale andrò a votare.

Ad ogni modo, a tutti coloro i quali decideranno o stanno decidendo di andare alle urne, sto consigliando di dare il loro sostegno ed il loro voto ad un partito che mai avrei pensato in passato di sostenere, ovvero il Partito Comunista guidato da Marco Rizzo.

Questo per diverse ragioni, che di seguito sintetizzerò ed elencherò brevemente.

La prima è il coraggio dei comunisti di aver raccolto le firme necessarie alla presentazione della lista, senza apparentamenti o accordi con nessuno, senza lamentele e senza clamori mediatici.

La seconda è il coraggio di presentare un simbolo storico, quello con la falce ed il martello e di dichiararsi orgogliosamente una lista socialista, oltre che comunista.

La terza è appunto la coerenza di essere socialisti autentici nel 2018, ovvero parlare di superamento del sistema capitalista, di socializzazione dei mezzi di produzione, di libertà dal bisogno.

La quarta è il voler proporre, coerentemente, l’uscita da una Unione Europea oligarchica, autoreferenziale ed austera e, contestualmente, il proporre l’uscita dalla NATO, criticandone le politiche imperialiste e destabilizzatrici: dalla guerra nell’ex Jugoslavia alla guerra in Libia contro il governo laico e socialista di Mu’Ammar Gheddafi sino alla guerra in Iraq e alla guerra in Siria (per fortuna l’intervento della Russia a fianco del governo legittimo è stato determinante nella lotta all’Isis). Tutte guerre che hanno, alla fine dei conti, favorito il fondamentalismo in quanto volte a combattere, assurdamente, i governi di matrice laica.

La quinta è l’aver capito che lo Ius soli è una battaglia ideologica e che, come ha dichiarato Marco Rizzo in un suo intervento, “il flusso immigratorio serve solo a creare un esercito industriale di riserva”. Creando, dunque, guerre fra poveri. E ricordando che: “Se vogliamo risolvere il problema dell’immigrazione dobbiamo innanzitutto non far la guerra in quei Paesi”e, dunque, evitare le operazioni imperialistiche. E, aggiungerei, favorendo politiche panafricane in quei Paesi.

La sesta è il sostegno incondizionato del Partito Comunista alle politiche di emancipazione portate avanti dal Socialismo del XXI secolo in America latina e a tutti i movimenti di emancipazione nel mondo.

La settima, ma certamente non ultima, è l’opposizione politica alla sinistra borghese e capitalista ed al liberalismo in generale, ovvero ad una visione unipolare del mondo fatta di accumulo, crescita economica, perdita di sovranità e di identità degli Stati e degli esseri umani.

Ad una politica e ad una economia che mette in vendita tutto, persino i sentimenti e la “verginità delle persone” io non ci sto proprio e mi schiero dalla parte di coloro i quali vogliono contrastarle in modo civile e democratico con un programma rivoluzionario.

E ciò al di là delle divisioni ideologiche destra/sinistra, che non credo siano affatto interessanti.

E proprio per questo ritengo che ogni persona intellettualmente onesta dovrebbe dare il suo sostegno, in Italia, oggi, al Partito Comunista. E lo dico anche e proprio da garibaldino, mazziniano, socialista rivoluzionario e libertario.

 

Luca Bagatin

www.amoreeliberta.blogspot.it

Nato a Roma il 15 febbraio 1979, blogger dal 2004 (www.lucabagatin.ilcannocchiale.it e oggi www.amoreeliberta.blogspot.it), in passato collaboratore del quotidiano nazionale "L'Opinione delle Libertà" e de "La Voce Repubblicana", oltre che di riviste di cultura esoterica e Risorgimentale. Ha fondato nel maggio 2013 il pensatoio (anti)politico e (contro)culturale "Amore e Libertà (www.amoreeliberta.altervista.org - www.amoreeliberta.blogspot.it). E' autore dei saggi "Universo Massonico" con prefazione del prof. Luigi Pruneti; "Ritratti di Donna" con prefazione di Debdeashakti e di "Amore e Libertà - Manifesto per la Civiltà dell'Amore" con prefazione del principe Antonio Tiberio di Dobrynia.

13 commenti

  1. Paolo Francia

    quanto al voto utile, solo quello al Movimento 5 stelle puo’ rappresentare una via d’uscita al renzismo o al berlusconismo, votare partito comunista, darà altra forza ai primi due.

    • Rispetto la sua opinione, come ogni opinione.
      I Cinque Stelle personalmente non mi interessano per nulla e non li capisco (ma non capisco nemmeno Pd o Forza Italia).
      Parlano di democrazia diretta, ma si candidano alle elezioni.
      Prima erano (se non sbaglio) contro l Unione Europea e l euro e oggi hanno fatto marcia indietro (se non sbaglio).
      Non sono diversi dagli altri.

      • Paolo Francia

        Sono diversi dagli altri per il semplice fatto che non hanno mai governato il Paese, Renzi e Berlusconi si.
        Devono, come tutti, usare i canali ufficiali per farsi eleggere, e per quanto riguarda l’euro, non è plausibile che se ne esca, chi lo crede sa che non è realizzabile, allora si candiderebbe a non essere eletto, come fu per la Le Pen.
        Mi permetta di dirle che, in assenza dei 5 stelle. ora non ci sarebbe proprio bisogno di andare a votare. Per questo soltanto, una forte percentuale di voti ai 5 stelle, calmerà le albagie dei cattivi ex governanti.

        • Non so se invidiare la sia sicurezza.
          A parer mio i Cinque Stelle sono l’ennesimo fenomeno mediatico di passaggio. Lo fu la Lega di Bossi. Poi passa, poi torna, poi ripassa.
          Tanto non cambia nulla, ma i contribuenti pagano.
          Buona notte.

          • Paolo Francia

            Non sono sicuro, o meglio, solo su chi non votare, appunto Renzi & Berlusconi, con Gentiloni annesso e in eterno! Ho votato oggi pomeriggio, gia messo la croce per il Movimento 5 Stelle, ho contattato uno dei candidati per la camera all’estero, un ragazzo pugliese residente a Bruxelles, che molto gentilmente mi ha scritto e spiegato diverse cose, e sono convinto di aver fatto la scelta giusta, concordo con lei che niente cambierà, ma non sul fatto che questo movimento sia una moda, è solo il segno dei tempi e una naturale reazione a logiche stantie e gia viste e riviste.

  2. Paolo Francia

    Perdoni Bagatin, ma il rigurgito antifascista dovrebbe accompagnarsi a quello anticomunista. Nella storia dell’umianità, Mao è stato il primo criminale, seguito da Stalin. Hitler arriva “solo” terzo. Se non è legale nà plausibile un partito fascista, allo stesso modo, dovrebbe essere vietato a un partito di chiamarsi “comunsita”. Sui temi, sono anche daccordo, c’é un’altra strada rispetto al capitalismo selvaggio che si è impadronito piu che mai del mondo, ma non chiamate in causa i comunisti, lasciamoli con i fascisti, alla storia.
    Xhiamatelo partito della non delocalizzazione, partito dell’uguaglianza sociale, partito del cavolo rosso, come volete, ma levate quel “comunista” che storicamente è simbolo, ancora piu del nazismo, di desuguaglianza, deportazioni, epurazioni e morte.

    • Storicamente fascismo e comunismo sono terminati nelle epoche che ben conosciamo.
      Non tornerei fuori vecchie e inutili contrapposizioni, utili oggi solo ai media e a taluni politici liberali o “politicamente corretti”.
      Oggi il totalitarismo da combattere si chiama liberalismo e capitalismo assoluto (come ho spiegato in altri articoli rifacendomi al pensiero di De Benoist e Dugin).
      Detto questo è anche per questo, ho spiegato nell’articolo le ragioni del mio sostegno al Partito Comunista, unico che merita sostegno anche da chi non è comunista.

      • Il liberalismo capitalista è simbolo di altrettante morti nella Storia.
        Oggi è purtuttavia il sistema totalitario da combattere, per promuovere autentica democrazia e libertà.
        Ma questo raramente viene detto, riproponendo le contrapposizioni storicamente passate di cui sopra.

      • Paolo Francia

        Non risponde Bagatin sul perché sia lecito ancora definirsi comunista, mentre non lo sia definirsi fascista. Per me ci deve essere parità, o allora si eliminano le due definizioni. Quanto al comunismo cubano, che ha affamato la popolazione, stendiamo un velo pietoso.
        Non si puo’ avere sete di giustizia sociale, di eguaglianza, prendendo come nomi e simboli proprio quelli che tutto questo hanno calpestato e tradito, appunti i comuninsti e l’assassino che guevara.

        • Non rispondo perché queste contrapposizioni non sono attuali.
          Non ha senso essere antifascisti in assenza di fascismo e anticomunisti in assenza di comunismo.
          Ha senso essere antiliberali e anticapitalista, essendo oggi attuale questo totalitsrismo economicista.
          Sul resto ho già detto: approfondisca.
          Ci fu un tempo, quando ero giovane e non avevo approfondito, in cui ero anti castrista anche io.
          Sbagliavo.

    • Guai a vietare le idee.
      È totalitarismo e antidemocrazia.
      Personalmente non mi sognerei di vietare il liberalismo , ma di contrappormisi sì (avendo avuto una formazione liberale ne ho compreso lo spirito profondamente ingiusto e censorio).

    • Da non dimenticare il carattere profondamente emancipatorio, peraltro, del Partito Comunista Cubano e di altri Partiti Comunisti (quello rumeno aveva ottimi rapporti con il Psi di Craxi). E a questo rimando a innumerevoli approfondimenti.
      In parte ne ho parlato in alcuni articoli.
      La Storia, in sostanza, è molto più complessa delle opinioni personali o delle inutili contrapposizioni.
      Merita approfondimento e storicizzazione.

  3. Allora, ci parli ancora un po’ del socialismo de XXI secolo:
    40.000 (quaranta mila) rifugiati AL GIORNO solo sul confine fra Venezuela e Colombia che fuggono dalla fame ed altri 1.000 al giorno al confine del Venezuela solo con il Roraima…

Rispondi

Il suo indirizzo e-mail non verrà pubblicatoI campi obbligatori sono marcati *

*