Nessuno dovrebbe essere profeta a casa propria

Le persone non devono essere giudicate dal genere o dall’età.

di Fabrizio Amadori | 2 gennaio 2018

I casi politici di quest’ultimo anno sembrano confermare gli assunti di alcune tesi liberali che, evidentemente, non vanno per la maggiore.

La prima è che chi di ideologia fanatica colpisce di ideologia fanatica perisce: il caso della Raggi docet. Usare la morale come cavallo di battaglia della propaganda politica è un modo per non parlare delle idee e dei candidati: i quali, nel caso dei grillini, sembrano usciti dal nulla, e a proposito di alcuni di essi si potrebbe parafrasare quanto disse anni fa Francesco Cossiga riferendosi a Pietro Folena con ironia: “Che splendidi modelli/e sarebbero potuti diventare!”

La seconda è che le persone non vanno giudicate dal genere, e come esistono uomini attaccati alla poltrona, così esistono donne: basti pensare alla tenacissima Raggi, appunto, ma anche e soprattutto alla Boschi, nominata pure nel Governo Gentiloni nonostante l’esito disastroso del referendum, e rimastavi senza ritegno dopo il caso Etruria!

La terza è che le persone non vanno giudicate dall’età, essendo le differenze solo individuali, e gli stupidi affollano le fila degli anziani come dei giovani: il fatto che molti grillini siano “ragazzi” non mi consola se i risultati sono questi, né se sono donne, come ho già detto.

A tutti loro consiglio modi diversi di pensare e di agire. Mi verrebbe voglia di terminare con un’apologia dell’educazione civica – che dovrebbe includere la voce “educazione politica” – e del suo potenziamento nelle scuole superiori, magari in sostituzione dell’ora di religione i risultati della quale – mi si passi la battuta – sono quelli di formare dei profeti, a giudicare dai fatti osservabili: e di profeti l’Italia – soprattutto quella di oggi – non ha proprio bisogno!

Fabrizio Amadori

Genovese, nato nel 1971, diplomato al liceo classico "Mazzini", laureato in filosofia all'Università Statale del capoluogo ligure, ama la letteratura in lingua tedesca e russa. Residente a Milano dal 1999, dopo varie esperienze, prima come responsabile di pizzeria (Germania) e poi come docente in Italia e all'estero (Zambia), si occupa da gennaio 2007 di comunicazione per le aziende (dalle piccolissime alle multinazionali). Al suo attivo ha numerose pubblicazioni - articoli e interviste - su giornali e riviste culturali nazionali ("Filosofia", "Avanguardia", "Poeti e poesia", "Ideazione", etc.). Da ricercatore in ambito letterario ha scritto soprattutto di teoria della scrittura (si veda, ad esempio, il suo breve saggio "Ragionare alla Poe", "Avanguardia" n. 59). Ottenuta nel 2000 una borsa di studio e ricerca da una Fondazione italo-americana per sviluppare il discorso iniziato col suo pamphlet "Giovani e potere" - o "Giovani, sesso e potere" a seconda dell'edizione - (prefazione di Dino Cofrancesco), ha potuto lavorare a stretto contatto, tra gli altri, con Anita Desai e Philip Levine. Polemista, si è occupato per i giornali anche di cultura. Di recente ha iniziato a pubblicare alcune poesie - o "testi rimati" come li definisce lui - sulla rivista "Poeti e poesia". Già membro della segreteria della "Enzo Tortora" di Milano e Consigliere generale della "Coscioni", si è occupato come oratore del referendum per l'abrogazione della Legge 40 portando a casa anche un importante risultato: convincere il quotidiano "Liberazione" - di ispirazione comunista - ad usare come allegato per la campagna il materiale dell'associazione radicale.

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