Nè con Matteo Renzi nè con Massimo D’Alema

La raccomandazione è che lo scontro non avvenga a colpi di dossier……

Matteo Renzi

di Graziano Cioni | 12 marzo 2016

Ho conosciuto Massimo D’Alema in più circostanze , è venuto a casa
mia quando mori mia figlia Valentina,si trattenne con gli altri miei figli, ho un dolce ricordo di questa sua visita.

Svelava una umanità inaspettata.

Mi chiese di entrare nel Movimento Italia Dei Valori del quale sono stato un fondatore,ne uscii quando Di Pietro ne fece un partito.

A Veltroni ho sempre preferito D’Alema

Non mi convinse la sua elezione a Presidente del Consiglio con il voto determinante di Cossiga e dei suoi. Motivo dell’appoggio la copertura dei caccia bombardieri che partivano dagli aereoporti italiani per sganciare bombe sulla ex iugoslavia.

Non mi piacevano i suoi collaboratori oggi i suoi peggiori denigratori:Velardi,Orfini.Rondolino.

Ora attacca frontalmente e con una durezza inaudita Matteo Renzi e i dirigenti PD che lo circondano, è un attacco in minima parte sui contenuti e in gran parte sul modo di essere….

Appare senza strategia al buio…

Lo fa alla vigilia delle elezioni amministrative…..

Ci spieghi nelle prossime ore i “contenuti politici” di questo attacco, quale è l’obiettivo che si pone , quale prevede sia il punto di caduta ,ci convinca perchè altrimenti ci sembrerebbe solo uno sfogo,veritiero ma rancoroso.

La caduta di Renzi può avvenire in un solo modo visto che un congresso, ad oggi, sarebbe pressochè di conferma di Renzi : il pd perde alle elezioni amministrative Roma, Napoli e Milano..

Se D’Alema punta a questo vuol dire che ha messo nel conto la possibilità concreta che può andare al Governo del Paese la destra più rognosa o l’avventura grillina.

Che il PD sarà cacciato all’opposizione per molti anni.

Caro Massimo se con Renzi è padella ,con Grillo o Salvini , è brace.

E non è pensabile che questo caos sia generato da Renzi, questa è una storia che viene da lontano ,che ha come protagonista tutto il vecchio gruppo dirigente che non si è accorto che il Paese non ne poteva più, certamente se Renzi non l’ha generata ne è il prodotto finale.

  1. la raccomandazione è che lo scontro non avvenga a colpi di dossier…..
Graziano Cioni ha svolto una intensa attività politica nell’amministrazione cittadina di Firenze di cui è stato a lungo Vice Sindaco; soprannominato “lo Sceriffo” per la sua incessante attività a favore della legalità, è stato Deputato e Senatore. Uscito di scena nel 2009, in pieno avvento Renzi, oggi è osservatore privilegiato sul suo profilo Facebook. I suoi post sono riprodotti “ufficialmente” da Pensalibero con l’assenso del loro autore.

Un commento

  1. PippoSanese

    Giusto ne con Renzi e ne con D’Alema …e tanto meno con Graziano Cioni, rottamiamoli TUTTI ! I danni che ci hanno fatto a noi normali cittadini sono incalcolabili. In fondo quello che viene rimproverato a D’Alema cioè lo sgambetto a Prodi può essere il solo suo titolo di merito. Non dimentichiamo che il salcicciolo bolognese fin dai tempi della Cirio ed altri interventi nell’economia italiana ha prodotto solo danni. Per non parlare dell’ingresso nell’euro alle condizioni da lui accettate ! Sarebbe necessaria la ghigliottina per molti cominciando da Amato e terminando a Napolitano. Di questa banda Craxi era il migliore l’unico che nonostante gli errori aveva la statura di capo di governo gli altri sono quaraqua’ . Fra i viventi questo D’Alema è il meno peggio. Comunque rottamiamoli tutti . Magari riducendo i loro emolumenti a 2.000,00 € al mese .

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