Nani e ballerini non muoiono mai

l’unica differenza è che negli anni novanta ci si muoveva perlomeno all’interno di palcoscenici organizzati, dove il concetto di politica e di partito valevano ancora qualcosa.

di Roberto Caputo | 30 luglio 2018

Con la sua nota espressione “Un circo di nani e ballerine”, Rino Formica, allora Ministro alle finanze ed esponente di spicco del Partito socialista, scatto una fotografia molto nitida e in parte impietosa del suo stesso partito. Era il ’91 e il riferimento chiaro era all’Assemblea Nazionale del Psi, un organo dalle maglie troppo larghe ed effimero con cui si era deciso di sostituire il Comitato Centrale, fino ad allora vero organo politico.

Una volta capito che il Psi con Craxi stava letteralmente guadagnando spazio e consensi, in molti cercarono di salire sul carro dei vincenti. In molti riuscirono anche, ottenendo così incarichi e poltrone senza neppure sapere quale fosse l’ideologia e l’animo del partito. Questo fu un grave errore e non certo per colpa di Craxi. Gli stessi che, appena il segretario cadde in disgrazia, abbandonarono la nave quasi fosse il Titanic. Da qui il primo brutto esempio della Prima Repubblica.

Sembra essere passato un secolo, eppure quell’atteggiamento, simile a un circo, pare non tramontare mai. A ragionarci, i problemi del nostro Paese negli ultimi trent’anni non sono poi cambiati molto. Chi ha governato ha messo delle toppe, ma navigando sempre a vista e mai con uno sguardo a lungo termine e nel tempo commettendo gli stessi sbagli. Una crisi orami divenuta endemica e di sistema. Oggi, il governo Lega – Cinque Stelle votato dagli italiani al grido del cambiamento, di fatto cambia tutto per non cambiare nulla. I nani e le ballerine certo sono del secondo millennio, per quanto lo spessore sia decisamente più insignificante, ma l’unica differenza è che negli anni novanta ci si muoveva perlomeno all’interno di palcoscenici organizzati, dove il concetto di politica e di partito valevano ancora qualcosa, oggi, va bene la qualunque e bastano giocolieri di strada a far lustro ad acrobati governanti. In fondo, lo spettacolo non si ferma mai.

Roberto Caputo

 

Roberto Caputo è un politico milanese, per più legislature è stato consigliere comunale a Milano e Assessore alla Cultura e allo Sport nella giunta del sindaco Paolo Pillitteri nelle fila del Partito socialista italiano. Ha ricoperto poi la carica di Presidente del Consiglio Provinciale di Milano durante la presidenza di Ombretta Colli e quindi Vicepresidente dello stesso con la giunta di Guido Podestà sino all'avvento della Città Metropolitana. Ha alle spalle anche una intensa attività pubblicistica incominciata prima con le raccolte di poesie, poi con i racconti sulla "Mala" a Milano, infine con una serie di romanzi noir metropolitano che ha scritto a quattro mani con la giornalista Nadia Giorgio.

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