Moschea ed economia a Firenze. Ottusita’ e lungimiranza

di Vincenzo Donvito | 15 aprile 2017

L’ipotesi della moschea fiorentina nella vecchia caserma dei Lupi di Toscana, ai confini tra il Comune di Firenze e quello di Scandicci, e’ oggetto di confronto politico. A noi sembra bizzarro che la politica se ne debba occupare. La questione sarebbe puramente amministrativa, cioe’ l’impatto tecnico che una molto probabile grande quantita’ di persone possono avere sulla zona, e non solo; quindi: ci sono i servizi per farvi fronte? Se insufficienti (come in realta’ lo sono nonostante e in virtu’ della presenza di altra struttura a forte impatto di presenze come l’ospedale di Torregalli), che servizi intende aggiungere ed incrementare la nostra amministrazione? Un confronto -e decisioni- quindi fra tecnici della stessa amministrazione, per garantire i diritti degli utenti ad essere tali e non forzati, per esempio, di trasporti precari e di commercio eservizi altrettanto precari.
Buttarla sul politico, trasversale in assoluto viste le prese di posizione contro anche di chi ufficialmente sostiene di essere per la multiculturalita’ e la liberta’ di religione, serve solo a fare “caciara”. E a non affrontare i problemi. Che ci sono. E vanno risolti. Non paventati come ostacoli assoluti alla realizzazione della moschea. Realizzazione per la quale ci sono innegabili vantaggi per tutta la citta’ metropolitana, e non solo. Vediamo quali:
– economici. Realizzazione e incremento di servizi pubblici (trasporti, etc). Incentivazione di servizi commerciali di ogni tipo in zona. Crescita del turismo religioso. Con ricaduta non solo sulla specifica area: Firenze e la Toscana hanno tutte le carte in regola per essere quindi ancora piu’ attrattive;
– culturali. Firenze non solo come monumento della storia passata, ma pilastro e laboratorio di quella attuale e futura. E la cultura genera economia.
– ordine pubblico. Se non si decide subito in merito, vogliamo continuare a vedere alcune strade invase impropriamente di persone che cercano spazi di preghiera, vogliamo alimentare il disamore verso l’amministrazione che non tiene conto delle esigenze di parte dei suoi residenti?
Se non si considerano questi aspetti, si e’ solo ottusi e non lungimiranti. Si da’ spazio a dirigenti politici in grado solo di cavalcare cio’ che sembra loro piu’ opportuno per conservare posizioni di potere.

Vincenzo Donvito, presidente Aduc

Vincenzo Donvito, giornalista classe 1953, è fondatore ed animatore di Aduc (Associazione per i diritti degli utenti e consumatori), della quale è Presidente.

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