Monta un’ opposizione fuori dai partiti

Una borghesia e un ceto medio che erano scomparsi dalla scena politica, e che ora di fronte al pericolo di vedere toccati sensibilmente i loro interessi, si ribellano.

di Roberto Caputo | 18 Novembre 2018

Tutto nasce a Torino con la manifestazione dei quarantamila a favore della Tav. E la memoria ci riporta indietro di tanti anni quando una similare manifestazione segnò la fine degli interminabili scioperi alla Fiat. Allora si protestava contro i sindacati massimalisti. Oggi, certamente contro il sindaco di Torino e la sua maggioranza, ma inevitabilmente contro il governo e soprattutto contro i grillini. La stessa cosa era avvenuta giorni prima a Roma dove i pigri romani si erano decisi a scendere in piazza, stanchi dello sfacelo in cui era caduta la città. Altri segnali di insofferenza vi sono stati in molte città italiane. Manifestazioni eterodirette? La manina del PD? No, nulla di tutto questo . In questa fase politica il PD non è in grado di governare nulla, alle prese con un vecchio rituale congressuale, che interessa veramente a pochi. Sono scelte spontanee, di una montante stanchezza nei confronti di un governo che rischia di mandare al massacro la già traballante economia del nostro Paese. Una borghesia e un ceto medio che erano scomparsi dalla scena politica, e che ora di fronte al pericolo di vedere toccati sensibilmente i loro interessi, si ribellano. Scelte civiche, ma anche spesso individuali. Si salva da questo improvviso ” j’accuse ” soltanto Salvini che gioca una partita a doppio binario. Molto dipenderà dai mercati e dall’ Europa, ma una crisi come quella del 2011 sarebbe drammatica. A maggio si voterà per le europee, ma forse anche per le politiche. C’è tempo perchè possa nascere un nuovo Movimento. Macron in Francia, ma anche nel lontano 1994 Forza Italia, ci narrano che tutto è possibile. E molti attendono sulla riva del fiume.

Roberto Caputo

Roberto Caputo è un politico milanese, per più legislature è stato consigliere comunale a Milano e Assessore alla Cultura e allo Sport nella giunta del sindaco Paolo Pillitteri nelle fila del Partito socialista italiano. Ha ricoperto poi la carica di Presidente del Consiglio Provinciale di Milano durante la presidenza di Ombretta Colli e quindi Vicepresidente dello stesso con la giunta di Guido Podestà sino all'avvento della Città Metropolitana. Ha alle spalle anche una intensa attività pubblicistica incominciata prima con le raccolte di poesie, poi con i racconti sulla "Mala" a Milano, infine con una serie di romanzi noir metropolitano che ha scritto a quattro mani con la giornalista Nadia Giorgio.

2 commenti

  1. marzio siracusa

    Francamente non vedo nessuna ribellione se non il riflettore pilotato qua e là dall’informazione.

  2. Gian Franco Orsini

    Forse il cosiddetto ceto medio comincia ad accorgersi che la vita dei suoi figli nel nostro paese diventa sempre più difficile per mancanza di lavoro. Abolito l’ascensore sociale, per i migliori figli del ceto medio, per non continuare a vivere in un paese ogni giorno sempre più impoverito dalle tasse, non rimane altra possibilità che l’immigrazione verso paesi industrialmente più avanzati. Giova ricordare che la prima repubblica era governata di fatto da una economia mista, dove le partecipazioni statali coesistevano con l’iniziativa privata. Con il trattato di Maastricht (1992) la Ue è diventata economicamente ” una economia di mercato regolata dalla libera concorrenza”. In parole povere fu proibito allo stato essere imprenditore, può solo essere azionista nelle imprese private. L’italia fu quindi costretta a liquidare le sue partecipazioni statali, ovvero a porre fine alla sua industria di stato. Attualmente lo stato per creare le opportunità di lavoro deve migliorare le infrastrutture ed abolire la tassazione sul lavoro nelle zone più svantaggiate economicamente. Probabilmente questo è stato compreso dai cittadini che recentemente a Torino sono scese in piazza a manifestare in favore di più efficienti infrastrutture e automaticamente contro le forze politiche come i 5Stelle che quelle infrastrutture non vogliono.

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