Miracolati al volante

La faccia del signore che era passato col rosso diceva: dove sono? cosa sto facendo? Perché sono qui? Siamo distratti da tutto a cominciare dal telefonino. E facciamo incidenti che potremmo evitare

di Fabrizio Binacchi | 22 gennaio 2018

L’altra sera in un incrocio importante di Bologna un signore, all’apparenza anche abbastanza giovane,  forse distratto, non vede il rosso e va. Da destra un altro conducente col verde va a sua volta e si trova a distanza ravvicinata un’auto che non doveva stare lì. Frenata bruschissima, reciproca, e per pochi centimetri i due non si toccano. La faccia del signore che era passato col rosso diceva: dove sono? cosa sto facendo? perché sono qui in mezzo all’incrocio? Miracolati al volante. Poteva essere un incidente gravissimo.

La prontezza dell’autista col verde ha evitato il peggio, come si direbbe in un articolo di cronaca nera. Il problema è che per un incidente evitato, probabilmente con la manina della Provvidenza, tanti altri avvengono e consumano vite e arti vari. Le statistiche sono molto chiare: il 25 per cento , almeno, degli incidenti è causato dalla distrazione. Pensiero altrove.

Se sei al volante, il pensiero deve essere sulla strada. Come si direbbe con uno slogan: “guida e basta”. E deve essere un pensiero cordiale rivolto anche agli altri. Perché noi stiamo attenti ma glia altri? Ormai il problema maggiore di chi sta al volante in maniera consapevole, cioè si rene conto che sta su un veicolo a ruote a volte lanciato come un missile e a volte come una alabarda, deve farsi carico delle potenziali distrazioni degli altri. Distratti per le cause più diverse.

Pensate a questa stima, prudenziale: le persone distratte che girano per le strade sia al volante di un veicolo, bicicletta compresa, sia a piedi arriva  quasi all’80 per cento. E’ un numero grave: 8 su dieci girano senza la necessaria attenzione. Ciclisti contro mano a velocità da Giro d’Italia, scooteristi con caschi a microfono e cuffie da discoteca che  circolano come se fossero pedoni tra marciapiedi e strisce pedonali, camionisti che a volte scambiano strade di città o controviali per autostrade o piste di gara. Distratti dai pensieri altrove,  ma soprattutto distratti dalle tecnologie come dice un rapporto specifico che sta studiando l’assessorato alla Mobilità della Regione Emilia-Romagna perché ormai un incidente su quattro è dovuto all’uso improprio e improvvido di smart, telefonini, apparati tecnologici dell’automobile stessa e relative applicazioni.

Situazioni gravi, per incidenti e vittime, analoghe in tante altre regioni a cominciare dalla Lombardia fino alla Toscana.  E la chiamano intelligenza tecnologica.  D’altronde non servono particolari rilevazioni od osservazioni antropologiche specialistiche per verificare quanti umani al volante sono contemporaneamente alla guida e al telefono.  Leggono, scrivono, chattano, mandano foto, invitano, sussurrano, programmano cene, annunciano arrivi, sospirano e registrano al microfono whatsap audio:  qualcuno si fa pure video e selfie.

Visti i numeri di distratti conclamati siamo dei miracolati, potrebbe essere una strage quotidiana. E, come si dice,  non è che se è distratto lui o lei ci rimette solo lui o solo lei ci rimettiamo tutti. Anche noi che siamo (tendenzialmente) attenti e circospetti. Dai, fai il bravo: guida e basta. Guida la vita.

 

Fabrizio Binacchi

Fabrizio Binacchi, giornalista economico @Tg1, poi in giro per l'Italia a dirigere redazioni e sedi regionali. Ha realizzato e curato varie trasmissioni su @RaiUno e @RaiTre. Ha condotto Linea Verde finendo in acqua e su Striscia, Paperissima, Blob, facendo passare quel poco di popolarità dai palazzi della politica ai supermercati. Insegna in vari master, ha scritto tre libri e ha vissuto in sette città ma solo in due si trova a casa: Bologna e Firenze.

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