Migranti Marziani e Pensioni

Complessivamente, solo il 4% dei pensionati prende l’assegno sulla base di quanto ha versato (e alcuni sono paradossalmente a rischio). Il 13% è regolato da un sistema misto e l’82% utilizza il retributivo.

Tito Boeri

di Beppe Facchetti | 10 luglio 2018

Il presidente dell’Inps, Tito Boeri, é davvero, come denuncia Salvini, un “marziano”, quando fa notare che per pagare le pensioni degli italiani sono oggi molto utili i contributi versati dagli stranieri, ormai ex migranti?

In un Paese in cui – lo conferma lo studio di Alesina e altri economisti citato lunedì dal Corriere – la percezione dell”’ invasione” é tra i 16 e i 20 punti superiore al reale, Boeri dice effettivamente cose che di questi tempi non piacciono, ma tra tanti annunci e proclami, qualche cifra non è male.

Solo i numeri, forse, possono ridimensionare la vulgata corrente che mette la migrazione al primo posto dell’agenda (non i dazi, non il debito, non i vincoli del lavoro, che addirittura aumentano) proprio quando gli arrivi via mare sono scesi dell’80%. Un tema che persino in campagna elettorale era in secondo piano, oggi é diventato “il” tema.

Ma i numeri, almeno quelli, non sono marziani, sono molto terra a terra.

Ne basterebbero 3 per fotografare la situazione. Il primo: 270 miliardi. É Il costo dei 23 milioni di pensioni percepite da 16 milioni di italiani. Il secondo:128 milioni (milioni, non miliardi) è il costo delle pensioni da pagare ai 130 mila stranieri in quiescenza. Il terzo: 11 miliardi, è il versamento di contributi da parte di 2,4 milioni di stranieri. 11 miliardi che entrano quasi puliti nelle casse dell’Inps.

Un altro numero chiave lo fornisce Confindustria: su dati 2015, il Pil sarebbe stato inferiore di 124 miliardi se non ci fosse stato l’apporto degli immigrati. Che quindi non rubano il lavoro, tanto più che quelli di bassa qualità sono affidati per il 36% a stranieri e solo per l’8% a italiani.

Sarebbe giusto calcolare anche alcuni costi, in particolare i 5 miliardi per l’accoglienza, ma Boeri in sostanza ha ragione (e per questo sarà presto sfrattato).

Piaccia o non piaccia, causa ovviamente la giovane età media dei lavoratori (33 contro 45 degli italiani) gli immigrati colmano da soli il disavanzo di molte gestioni pensionistiche di categorie che magari si offendono se parli di privilegi (per ora) costituzionalmente intoccabili.

In cima alla classifica ci sono i militari, che godono di una retribuzione superiore al versato tra il 40 e il 60%, seguono gli alti dipendenti del Ministero oggi affidato a Salvini, con circa il 40%, i diplomatici con il 29%, i professori universitari con il 10/20% e i Magistrati con il 12%. Tra i privati, il personale di volo é a più del 30%, quanto i commercianti, e gli sportivi sono addirittura al 60%. Difficili i conti per gli agricoltori, ma la categoria ha avuto sempre forti protezioni. Naturalmente, la durata delle carriere incide e i divari più netti riguardano le più brevi (sportivi) e quelli meno le carriere più lunghe, come nel caso dei Magistrati.

É Il limite dei calcoli medi che nascondono alcuni casi di pensioni davvero d’oro, non quelle nel mirino in questi giorni, quasi tutte coperte da contributi.

Complessivamente, solo il 4% dei pensionati prende l’assegno sulla base di quanto ha versato (e alcuni sono paradossalmente a rischio). Il 13% è regolato da un sistema misto e l’82% utilizza il retributivo, cioè incassa non in funzione del versato ma in proporzione con gli ultimi stipendi. É per questo che in Italia la media delle pensioni é ancora circa l’85% di quanto si guadagnava al lavoro, mentre in Europa é al 60%.

Numeri, che noia. Molto più belle le feroci polemiche sui soldi degli altri, facendo le vittime per i propri.

Bisogna tuttavia ricordarli certi numeri, soprattutto quando la politica ne prescinde volutamente.

Il problema vero é che questioni come queste sono assai complesse, e non c’é niente di più fuorviante che sminuzzarle a fini di discorso da comizio o da tweet.

Tutto é guidato dalla demografia, che condiziona qualsiasi scenario futuro. Se oggi siamo 60,8 milioni, nel 2065 saremo 53,7 secondo Istat, e con 144 mila italiani già oggi in fuga all’estero, il nostro destino é quello di un litigioso Paese piccolo piccolo.

 

Beppe Facchetti

 

Beppe Facchetti è stato deputato al Parlamento e responsabile economico del PLI. E’ attualmente vicepresidente di Confindustria Intellect, che federa le associazioni della comunicazione e della consulenza. Ha sempre lavorato, in aziende, associazioni e istituzioni, nell’ambito della comunicazione d’impresa, materia che ha insegnato all’Università di Perugia e attualmente di Milano. Editorialista di politica economica per “L’Eco di Bergamo”, ha ricevuto nel 2015 la medaglia dell’Ordine per 50 anni di attività pubblicistica. Già membro della Giunta esecutiva dell’ENI, vicepresidente di Sacis Rai, ASM Brescia. Consigliere comunale, provinciale di Bergamo, candidato alla presidenza della Provincia per il centrosinistra.

3 commenti

  1. lorenzo allegri

    Numeri, che noia! E’ vero, ma purtroppo, senza fare le dovute “riprove”, è anche vero che è facile dare numeri imprecisi. Facendo un pò di conti semplificati su un foglietto con un lapis (per chi li sa fare), oppure servendosi della calcolatrice che ormai tutti abbiamo anche sul telefonino, mi pare che nei numeri dati ci sia qualcosa che non va, ad esempio: la cifra delle pensioni totali erogate agli italiani sembrerebbe calcolata su base annua, mentre quella degli stranieri su base mensile. In sostanza, la spesa annua per le pensioni erogate agli stranieri dovrebbe essere non 128 milioni (questa, per gli importi pro-capite risultanti da una semplice divisione sembra appunto mensile), ma circa 1 miliardo e mezzo. Poi, i versamenti INPS pro-capite fatti dagli stranieri, ovviamente quelli regolari e che hanno un’attività, perchè quelli irregolari non versano nulla, risultano insolitamente bassi, forse perché fanno mestieri a bassissimo reddito, o a grande evasione? Se fosse davvero così si dimostrerebbero almeno due cose: 1) che il loro apporto all’INPS non è poi così importante per sostenere anche le pensioni degli italiani (anzi si risolverà in futuro nella necessità di trovare nuove risorse assistenziali anche per loro per poterli portare ai minimi pensionistici) 2) che l’integrazione nel nostro tessuto economico è assai difficile, o viceversa che si sono integrati così bene da aver imparato dagli italiani a come evadere tasse e contributi….

  2. francesco martelli

    Due soli commenti x sottolineare un preconcetto evidente, ovvero che i migranti ci salvano/salveranno.
    -La questione attualmente in discussione non sono gli immigrati in italia (maggioranza paesi est e Cina et simil con modeste percentuali dall’Africa) Sono i Clandestini che per quanto modesti , non concorrono in alcun modo alle casse INPS; Tutti i paesi Demo hanno Quote di ingresso regolate e nessuno qui le vuo cancellare . Si confonde as usual per propaganda Immigrato grato con chi arriva nei barconi , anche questo è populismo all’incontrario !
    11 Miliardi di Contributi son versati da 2,4 Immigrati regolari comportano 4300 versamenti pro capite x un reddito medio di 14k€/y, quello usuale di un impiegato di basso livello italiano , niente di strano. Ma quanto versano Gli altri milio di Italiani (o son tutti evasori !) , parliamo di percentuali non di valori assoluti , please anche questo è un approccio strabico e usa i numeri scelti a bella posta xd colpire lil sentimento.
    Last but not Least: ISTAT predice che fra 48 anni avremo una riduzione del 10 % della popolazione , per poca natalità o fuga di cervelli . Bene Le previsione economiche demografiche a lungo raggio non anno scarsa probabilità di successo(ed almeno dicessero , a tasso di natalità costante /fuga di personale qualificato etc!) e come queste ne potremmo citare molte altre di previsioni guru fallite a comincaire dall’Energia .
    Ma perchè invece di assumere questi trend assodati non si propongono politiche volte ad :auebtare la natalità come nie paesi del Nord, trattenere i Cervelli con qualità di servizi e settori innovativi /ricerca incentivati ?
    Mi dispiaciema questa bovina sottomissione all teoria della sostituzione plaudita da grandi Banche non mi piace e da liberale (Senza tessera)) spero che lo spirito nazionale riesca a valorizzare le nostre tradizioni/orgini/ e futuro senza con questo entrare in conflitto con chi vuol venir da noi ed integrasi. Le invasiooni si realizzano quando una società è in decadenza e nuove forse fresche arrivano per prendere il testimone(vedi Roma) Io vorrei cercar di non assecondare la DECADENZA:
    Al netto delle pensioni

  3. Pierluigi Pontillo , iscritto al Partito Liberale dal 1961.

    Caro Facchetti, i tuoi scritti faziosi e volutamente incongruenti, fanno capire, ma non c’era bisogno, che il Facchetti credibile era quello, buonanima, dell’Inter.
    Non ti piace parlare dei costi indotti dai migranti che vanno oltre i 5 miliardi e di cui nessuno parla, non ti piace accennare alle scuole gratis le cure gratis le case gratis che vengono date si migranti regolari che oltrepasseranno, di gran lunga, il contributo di questi ultimi al nostro sistema pensionistico.
    E poi dell’Inpschi se ne frega, fate previsioni demografiche svincolate dall’andamento economico della nazione. Se ci sarà ripresa, e ci sarà se usciremo dall’euro, alle pensioni ci penserà la fiscalità generale . Se di qui a 30 anni si scopre , ad esempio il più grande giacimento metanifero in val padana o nell’adriatico O al largo delle coste egiziane… tutto potrà cambiare. Sei un gufo barbagianni in malafede che non a caso lavora per chi vuole schiavi negri a basso costo.

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