Migranti in Caserma. Repetita Juvant

In quale paese è concesso agli immigrati giunti sul territorio straniero di disperdersi in esso con un foglio provvisorio in tasca per mesi, per anni, senza alcun punto d’arrivo, scopo, fine ?

Migranti

di Guglielmo Adilardi | 11 febbraio 2018

Mi spiace ritornare ancora una volta sull’argomento “migranti” di cui mi occupai con l’articolo in Pensalibero del giugno 2017 dal titolo: << Basta nutrire la malavita ! Risparmiamo chiudendo tutti i centri di accoglienza dell’ immigrazione. Ai militari la gestione >>.

Ma vale ancora il motto repetita juvant dopo i fatti criminosi recenti.

In quale paese è concesso agli immigrati giunti sul territorio straniero di disperdersi in esso con un foglio provvisorio in tasca per mesi, per anni, senza alcun punto d’arrivo, scopo, fine ? Ora non diciamo che vogliamo fare come in Australia, nazione che attua

respingimenti manu militari navali continui verso il continente Indiano di profughi, peraltro avvertiti e quindi pochi, essendo rischioso e molto improbabile per loro uno sbarco sulla costa australiana. Né come in America ove i clandestini li arrestano e li rigettano nei paesi d’origine dopo pochissimo tempo. Nè siamo come la Spagna che nell’enclave del Marocco sparò uccidendo otto clandestini mentre salivano sulla rete che segnava il confine fra le due nazioni (nessuno più tentò quella strada). Ma un sistema almeno un po’ più ordinato non sarebbe male che anche l’Italia lo adottasse, considerato il fallimento (come vogliamo chiamarlo?) di quello attuale. D’altronde le cooperative (false) che hanno gestito il sistema sin qui hanno dimostrato la loro pochezza. Costi alti, nessun rispetto dei diritti umani, clandestini e profughi sparsi dovunque nel paese con ricadute a volte delinquenziali. Senza voler enumerare i casi scoperti (e non scoperti) di corruzione connessi alla gestione dei migranti nel suolo. Vogliamo anche sottolineare che ai disoccupati italiani, giovani e meno giovani, alla prima occupazione o licenziati senza paracadute sociale, quei trentacinque euri giornalieri farebbero comodo. Cosa suggerivamo ?

Presto detto: << Allora, concludendo, suggeriamo ulteriori soluzioni per risparmiare al ministro Minniti: a) di chiudere tutti i centri italiani di accoglienza e trasferire, quanti ancora non siano scappati all’estero, nelle numerose caserme ormai vuote da tempo e lì tenerceli, facendo gestire il tutto ai militari. Certamente sarebbero centri di accoglienza per “migranti irregolari” migliori di quelli che andremo a creare in Libia i quali saranno soltanto conformi “ agli standard umanitari internazionali ”( = campi di concentramento). Sicuramente questi centri italiani costeranno molto meno per i contribuenti degli attuali in mano alla malavita o se va bene agli speculatori, inoltre vi sarebbe un maggior controllo, organizzazione e la malavita cesserà di avvantaggiarsi a spese del contribuente. Altro suggerimento: b) per i giovani Eritrei, soltanto loro, che volessero abbracciare la professione militare consigliamo di inserirli al più presto nelle scuole militari italiane. Costoro furono i più fedeli soldati degli Italiani di sempre (i famosi ascari) a conquista e difesa delle nostre colonie. Una ferma retribuita di dieci anni volontaria, il tempo per ottenere la cittadinanza italiana, ciò rimpinguerebbe da una parte la scarsità odierna di adesioni al milite volontario (si parla con insistenza di ristabilire la leva obbligatoria a causa delle scarsità di “vocazioni”), nonostante la crisi occupazionale giovanile, e dall’altra, se un domani volessero ritornare nella loro nazione, sarebbero dei quadri dirigenti formidabili per il futuro dell’Eritrea e fedeli alleati dell’Italia >>. Non davo cattive o impraticabili soluzioni, vero?

Cosa possiamo aggiungere: far lavorare quei palestrati giovanotti all’interno delle caserme per il loro restauro e se già ben messe ( ma c’è sempre bisogno di una mano di calce) lavorare fuori della caserma a ripulire le strade, a mettere la spazzatura nei cassonetti, a tagliare l’erba ai bordi strade, ecc. e poi rientro in caserma fino al loro rimpatrio per coloro che non abbiano diritto accoglienza. Semplice no?

 

Guglielmo Adilardi

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