Mi sa che al buon governo basterebbero tre pilastri

di Franco Luceri | 4 aprile 2018

La civiltà umana credo sia un ammasso di errori fatti oggi e corretti domani con finte soluzioni che generano altri guasti da risanare dopodomani con altre finte soluzioni e così per millenni.

Ma su tre fronti, gli errori di pianificazione culturale ed esecuzione politico economica sono mortali per l’uomo e l’ambiente: istruzione, informazione e mercato.

La formazione e l’implementazione dei cervelli non può essere lasciata al caso o affidata a soggetti pedagogicamente inappropriati  e a pennivendoli onesti non oltre la lira.

E la creazione di imprese private va incentivata e riservata agli imprenditori onesti e capaci, provvisti di personali risorse finanziarie e a loro esclusivo rischio e pericolo.

Ciò che nasce con i soldi pubblici (o con altra opaca, sporca o lurida manovra politico finanziaria, sempre a danno degli ultimi e a vantaggio dei primi) senza o con scarsa responsabilità per chi intraprende, dirige, presiede, governa e controlla è fallimentare e devastante a l’origine e resta insanabile per generazioni. (E’ solo volano di debito pubblico, corruzione, povertà, disoccupazione, insicurezza e guerra fra poveri, vedi Italia).

Se chi dovrebbe pianificare e governare ha il potere di produrre guasti irreparabili nella formazione e informazione, per truffare e rubare impunemente, non c’è la minima possibilità che il sistema funzioni democraticamente, vale a dire con vera giustizia sociale.

Con un vero Stato di diritto “servo” dei cittadini sovrani (nel rispetto della Carta Costituzionale e dei diritti dell’uomo) e non con i cittadini tirannicamente “asserviti” allo Stato, rapinati di tasse (a tutto vantaggio della classe dirigente elefantiaca, irresponsabile, incapace e ladra) e lasciati senza diritti fino ad istigarli a l’omicidio, al suicidio, o a l’emigrazione se non si rassegnano a “vivere” di elemosine o di Caritas.

Franco Luceri

Nato nel 1941 e residente nel Salento, dopo due anni di esperienza da dipendente, come ragioniere, passò a l’attività autonoma come agente di commercio. Sposato da 46 anni, e pensionato da 10, ormai coltiva la sua passione più grande e quasi trentennale di opinionista dilettante, apolitico e libero, iniziata nel 1987 per il Quotidiano di Lecce e poi estesa alla Gazzetta del Mezzogiorno e altri giornali nazionali o locali con interventi occasionali. Dal 2011 ha un blog personale su internet “il rebus della cultura”. E dopo varie collaborazioni sul web, è approdato, per la cortese ospitalità del Direttore Nicola Cariglia, su Pensalibero.

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