Matrimoni combinati, divorzi suggeriti e ipocrisia. Il Sindaco di Riace e non solo

di Alessandro Gallucci | 8 Ottobre 2018

Mi pare di capire che una delle accuse mosse al sindaco di Riace – accusa così grave da concorrere a fargli meritare la privazione della libertà personale – sia quella d’avere “organizzato” matrimoni combinati. Che vergogna! Quale scandalo!
L’inchiesta, com’è giusto che sia, farà il suo corso. In Tribunale ci si aspetta Giustizia, anche se spesso si trovano verità di comodo. Ma questo è un altro discorso.
Agli immarcescibili social-soloni che hanno già condannato per direttissima questo sindaco e che vivono spesso un’esistenza triste di servile adulazione del politico, del professore, del magistrato di turno solo per raccattare un tozzo di pane rancido, privi di qualunque anelito che non sia quello di conservare il proprio status di ipocrita e mediocre essere vivente, senza consapevolezza d’esserlo, a loro, grandissime teste non pensanti e quindi indotte a credere, domando: ai commercialisti, tributaristi, ecc. ecc. che consigliano, ipotizzano, fanno capire che se due si separano è meglio dal punto di vista fiscale rispetto al matrimonio o indicano facili scappatoie fiscali per eludere il loro sacro Stato, a questi personaggi che facciamo? Fucilazione in piazza domattina? Rogo se il matrimonio è concordatario? O peggio ancora ascolto ininterrotto per ore ed ore d’un comizio del ministro Fontana? Ma no, agli elusori che gli garbano non gli si fa nulla, anzi lì ci si guarda bene dall’attaccare. In quei casi, si sa, è un attacco della magistratura a brave persone. Che pena.

Alessandro Gallucci, legale, consulente Aduc

legale, delegato Aduc per Lecce-www.aduc.it

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