Maglietta rossa non vincerà

Il paradosso è che molti che hanno indossato la maglietta rossa nelle urne hanno votato i Cinque stelle per protesta o perché incazzati con il Pd e oggi si ritrovano Salvini.

di Roberto Caputo | 10 luglio 2018

Metonimia dal suono nostalgico, e di certo il riferimento non è all’iniziativa dei giorni scorsi che, per tradursi come una manifestazione contro Salvini, ha finito per coinvolgere i soliti noti. Il fuoco è sull’assemblea del Partito democratico che ancora una volta non ha deciso nulla se non una proroga a tempo determinato per il segretario Martina. Per il resto si è rimandato tutto all’anno prossimo in previsione di nuove primarie. Di nuovo però non c’è nulla. Il Pd è incapace di arrivare a un sintesi, i valori che hanno per decenni caratterizzato la sinistra continuano ad essere sacrificati sull’altare delle correnti e delle vecchie logiche di un partito ormai stantio con sempre meno appeal e consensi. Perché se le Primarie un tempo sono state una buona idea, oggi andrebbero riconsiderate alla luce di come la società civile e il modo di fare politica siano in questi anni cambiati. Forse, bisognerebbe arrendersi al fatto che non sempre si può mettere pezze e rattoppi e che per costruire bisogna radere al suolo. Oggi il nostro Paese ha un governo Cinque Stelle e Lega senza alcun tipo di opposizione. La sinistra è ridotta all’ombra del ricordo di ciò che è stata. I sistemi partito in molte nazioni sono arrivati al collasso e sempre dalle macerie è nato qualcosa di nuovo. Qui il paradosso è che molti di quelli che hanno indossato la maglietta rossa sono gli stessi che nelle urne hanno votato i Cinque stelle per protesta o perché incazzati con il Pd e oggi si ritrovano Salvini che fa il bello e il cattivo tempo.

 

Roberto Caputo

Roberto Caputo è un politico milanese, per più legislature è stato consigliere comunale a Milano e Assessore alla Cultura e allo Sport nella giunta del sindaco Paolo Pillitteri nelle fila del Partito socialista italiano. Ha ricoperto poi la carica di Presidente del Consiglio Provinciale di Milano durante la presidenza di Ombretta Colli e quindi Vicepresidente dello stesso con la giunta di Guido Podestà sino all'avvento della Città Metropolitana. Ha alle spalle anche una intensa attività pubblicistica incominciata prima con le raccolte di poesie, poi con i racconti sulla "Mala" a Milano, infine con una serie di romanzi noir metropolitano che ha scritto a quattro mani con la giornalista Nadia Giorgio.

Un commento

  1. Il rosso è il colore del socialismo.
    Non vedo socialisti fra i radicalch della sinistra.
    Il Pd potrebbe benissimo sciogliersi.
    Per fortuna se lo filano da tempo in pochi.
    Non mi pare ad ogni modo che Gad Lerner o la Bindi, che indossavano certe magliette, abbiano votato 5 Stelle.

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