Luisi inaugura il ciclo di Mahler

di Luca Summer | 8 ottobre 2018

La stagione sinfonica del Maggio Musicale è stata inaugurata con il primo dei concerti del ciclo Mahler, con il direttore musicale del teatro fiorentino Fabio Luisi sul podio.

La serata è stata introdotta da un discorso del sindaco (nonché presidente della Fondazione del Maggio) Dario Nardella, che ricordava i 90 anni di vita dell’orchestra fiorentina, sottolineandone il suo grande rilievo nella vita culturale della città per un lungo periodo, durante il quale non sono mancati momenti difficili; gli faceva eco il soprintendente Cristiano Chiarot, che ha evidenziato il valore artistico delle masse orchestrali e corali e il fondamentale sostegno del pubblico fiorentino.

 

Dai discorsi celebrativi si passava quindi alla musica, con l’esecuzione di una delle più colossali partiture mahleriane, la Sinfonia n. 2 in do minore, più nota come “Resurrezione”.  Composta in un lasso di tempo piuttosto lungo (dal 1888 al 1894), questo lavoro sinfonico è il primo in cui il musicista boemo utilizza la voce umana (solista nel Quarto movimento e solisti più coro nel Quinto conclusivo). L’opera si contraddistingue, inoltre, per un organico strumentale di dimensioni smisurate, soprattutto nel settore degli ottoni.

A fronte di tale monumentalità e di una notevole intensità di contrasti espressivi, l’approccio interpretativo di Luisi nell’”Allegro maestoso” iniziale è apparso in realtà teso ad una certa sobrietà e quindi, seppure a tratti, un po’ privo di mordente; d’altra parte il direttore ha ben delineato la dimensione lirica del primo movimento, soprattutto nella presentazione del secondo tema, caratterizzandolo magnificamente nel suo intimismo tardo romantico. Una simile eleganza di fraseggio è emersa nell’”Andante moderato”, mentre gli orchestrali del Maggio (molto bravi in ogni settore) hanno scolpito con efficacia il più focoso terzo movimento nel suo inquietante clima grottesco; e dopo l’intensa atmosfera di raccoglimento del breve quarto tempo, con il brano Urlicht tratto dal Wunderhorn, interpretato dall’ottimo mezzosoprano Veronica Simeoni, la grandiosa sinfonia si è conclusa con l’ampio Finale, in cui la bacchetta di Luisi dominava con energia e al tempo stesso con sensibilità le masse orchestrali, qui arricchite dal coro, assolutamente perfetto, dalla espressiva voce del soprano Valentina Farcas e nuovamente dalla Simeoni.

Successo caloroso di un pubblico accorso in massa per questo concerto inaugurale della stagione sinfonica del Maggio.

Luca Summer

Diplomato in pianoforte presso il Conservatorio Luigi Cherubini di Firenze, si è laureato presso il Dipartimento di Storia della Musica presso l’Università di Firenze. Insegnante di Storia della Musica in varie scuole ed associazioni, è specializzato nei compositori del 19° e 20° secolo. Ha al suo attivo numerose pubblicazioni.

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