L’Ucraina in una Europa più larga: l’anniversario dell’indipendenza

di Enrico Martelloni | 4 settembre 2017

Il 24 Agosto si è celebrata in tutta l’Ucraina, a Kiev con una parta militare internazionale,  il ventiseiesimo anniversario dell’’indipendenza del Paese dalla Russia avvenuta  al colmo del tracollo sovietico. Uno degli interventi più attesi è stato quello del primo presidente Leonid Kravchuk.  Nella occasione della commemorazione, Kravchuk  ha esplicitamente chiesto davanti alla Rada Suprema: “ l’indipendenza dell’Ucraina deve essere intesa come un paese libero in Europa, o come una nazione sottomessa alla Russia?”.  Sono caduti diecimila uomini dallo scoppio della guerra nell’estate del 2014 e l’Ucraina, quasi per timidezza attenta per non suscitare contrarietà ai Paesi occidentali, ha chiamato ATO ( Operazione Anti Terroristica) una guerra vera e propria contro l’occupante Russo.  Nel Donbass c’è una guerra calda, anche se tecnicamente gli strateghi la chiamano “guerra ibrida”. Ibrida perché fatta con armi russe, carri armati, missili, armi non convenzionali come le bombe a grappolo, o il “ Burattino”. Fatta da strategie dei vertici militari di Mosca con l’intervento dei delinquenti usciti dalle galere di Donets’k e Luhans’k, dai russi che sono andati in “vacanza” da quelle parti per un pugno di dollari;  mercenari , cui partecipano anche alcuni italiani vicino alla Lega di Salvini, e non solo. Ci sono i ceceni di Kadirov, che sono quelli degli attentati dell’ Isis, dove per esempio si è formato Omar il ceceno, loro numero due, ucciso da un drone due anni fa. L’agguato di Ilovansk e la sacca di Debaltesevo sono l’esempio più drammatico e sanguinoso dell’invasione Russa in terra ucraina. Senza parlare dell’annessione della Crimea.  E’ una antica politica del Cremlino, la guerra ibrida. Poi dopo l’abbattimento dell’aereo civile malese, La Russia ha aggiustato il tiro. Il Cremlino si è rifiutato di applicare le regole internazionali per la difesa dell’Ucraina e contemporaneamente ha creato un’altra guerra, quella della propaganda facendo passare l’Ucraina come fascista, cosa che non è mai stata, essendo una democrazia, cosa che la Russia non è. Il tentativo, spiega Kravchuk, di piegare l’Ucraina all’obbedienza russa, è da una parte la scusa di proteggere gli interessi russi e dei cittadini russi in Ucraina, come a quei  tempi di Hitler per i Sudeti . (N.d.R.). Dall’atra, proteggere il territorio Confessionale del ROC (La Chiesa ortodossa Russa), una scusa bella e buona tanto sono ateisti, che nell’idea di Mosca, l’Ucraina farebbe parte. La Chiesa Ortodossa Ucraina è più antica di quella di Mosca, non solo, ma la stessa lingua ucraina è più antica e originaria dell’alfabeto dei santi Cirillo e Metodio. Per questo va ricordato che la Russia negli ultimi 150 anni è sempre stata una nazione aggressiva, e vissuto in un continuo stato di guerra. Lo fu anche prima. Da Pietro I, con la guerra del Nord, ad Alessandro I che attaccò Napoleone ad Austerlitz. Dalle guerre caucasiche a quelle oltre gli Urali, dalla guerra di Finlandia, alla seconda guerra mondiale, quando Stalin pensava di spartirsi la Polonia, ma fu anticipato. Dalle guerre in Asia, compresa Corea e Vietnam fino all’Afghanistan e più recentemente quella voluta dalla Duma e da Putin in Cecenia dove sono state trucidate dai 150mila ai 200mila civili soltanto a Groznyj, rasa la suolo. Un “ Mutante” in guerra in sostanza, per la filosofia della “ Grade Russia”. Nessuno conosce meglio la Russia dell’Ucraina: dieci milioni di uccisi, nel secolo scorso,  un genocidio senza pari nelle tre carestie, che con un neologismo vengono chiamate Holodomor, morti di fame..  Non solo, ma la lingua ucraina fu vietata ed estirpata con violenza: un migliaio di professori ,maestri, artisti, che parlavano e insegnavano l’ucraino furono deportati alle isole Solovki e ivi trucidati. Alcuni grandi artisti come Cechov, Gogol, Shevchenko, Franko,  Mykola Kostomarov , Dragomanov, o scrivevano in russo, o era vietato farlo in lingua autoctona.  L’insuccesso degli accordi di Minsk, sono un limite e una umiliazione per l’Ucraina, afferma Kravchuk. E’ quindi necessario un aumento quantitativo e qualitativo della coalizione anti Russa da poter obbligare a smettere l’aggressione. In accordo a queste affermazioni, o almeno in parte, il presidente attuale Poroschenko, ha assicurato che dal primo settembre comincerà un accordo di associazione Ucraino –UE, per una effettiva mappa di riforme. “Un’autostrada Euro Atlantica che ci porta ad aderire alla Unione Europea e alla NATO” ha affermato ancora Poroshsenko . Intanto ci sarà un cessate il fuoco nel Donbass, da venerdì, in coincidenza con l’inizio dell’anno scolastico.

Enrico Martelloni

Fiorentino di nascita ma senese d'adozione, disegna su qualsiasi elemento gli capiti in mano, passando da una vignetta pungente ed irridente ad un ritratto del proprio interlocutore con estrema naturalezza. Nasconde una profonda sensibilità ai temi ucraini, ben raccontati su questo sito.

Rispondi

Il suo indirizzo e-mail non verrà pubblicatoI campi obbligatori sono marcati *

*