L’ordine c’è ma non vince sul caos

Abbiamo i parlamenti pieni di onorevoli democraticamente eletti ma dello Stato di diritto non v’è traccia.

di Franco Luceri | 16 Luglio 2018

Per avere un’idea dell’utilità di tutte le scienze umane nel sostituire il caos con l’ordine; immaginate di fermarvi da un gommista con una ruota scoppiata, l’addetto vi fa accomodare in un salottino, vi serve un caffè, vi chiede se volete una brioche, poi vi sceglie una bella ruota fiammante, ma invece di montarla al posto di quella scoppiata, va a sistemarla nel bagagliaio, vi mette in mano lo scontrino,  pagate il conto, ma rimanete come prima e peggio di prima.
Nel mondo l’ordine esiste, ma l’addetto che lo sostituisca al caos non lo hanno ancora inventato.
Ecco perché abbiamo le scuole piene di professori, ma i popoli liberi sono tutti anarchici e allagati della peggiore umanità.
Abbiamo i parlamenti pieni di onorevoli democraticamente eletti ma dello Stato di diritto non v’è traccia.
I tribunali sono pieni di giudici, ma la giustizia resta sempre a babbo morto.
Dopo il capitalismo ci siamo inventati il liberismo, poi la globalizzazione, il diritto internazionale, le banche mondiali, le Agenzie di Rating e via elencando, ma i debiti di tutti gli stati del mondo sono 318 volte il PIL mondiale. La produttività onesta e la ricchezza tassabile sono andate a farsi f******
Abbiamo ordine e caos talmente mischiati da vanificare tutti i nostri desideri di progresso, civiltà, Giustizia sociale e pace. La qualità della vita i diritti umani restano miraggio.
In altre parole l’uomo di scienza è ancora gattopardiano, è alunno di Tomasi di Lampedusa. È come il gommista truffatore: ci rifornisce di una qualità e quantità di ordine solo teoricamente alternativo al caos,  ma finisce sempre da ruota di scorta e quella che rimane operativa è sempre la ruota scoppiata, il caos a lunga conservazione anzi immortale

 

Franco Luceri 

Nato nel 1941 e residente nel Salento, dopo due anni di esperienza da dipendente, come ragioniere, passò a l’attività autonoma come agente di commercio. Sposato da 46 anni, e pensionato da 10, ormai coltiva la sua passione più grande e quasi trentennale di opinionista dilettante, apolitico e libero, iniziata nel 1987 per il Quotidiano di Lecce e poi estesa alla Gazzetta del Mezzogiorno e altri giornali nazionali o locali con interventi occasionali. Dal 2011 ha un blog personale su internet “il rebus della cultura”. E dopo varie collaborazioni sul web, è approdato, per la cortese ospitalità del Direttore Nicola Cariglia, su Pensalibero.

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