L’inno dei nominati. E degli innominabili.

La legge dalle belle ciglia, tutti la vogliono nessuno la piglia.
Come offrire la vittoria ai penta sul piatto d’argento. Ma a razzolare nel fango magari si trova un diamante.

di Carla Ceretelli | 16 ottobre 2017

Sei stato nominato! questo era il temuto e minaccioso grido del noto reality.

Ma qui si parla di altri grandi fratelli. Di quelli che si sono appropriati con una serie inenarrabile di inciuci di poltrone poltroncine sgabelli e predellini e non li vogliono mollare.
Il Conte, quatto quatto lemme lemme si era aggiudicato una stima che alla fine lo rendeva anche un po’ simpatico. Moscio, eh.. ma brav’uomo educato, loffio ma equilibrato. Tanto da far dimenticare che era uno preso e messo lì da fantocciare a piacimento.
Poi, il tempo stringe, e si lascia conquidere, non si sa da chi o da cosa, tanto da mettere la fiducia, una fiducia che non ci sta.
Ci chiediamo perchè. Ci è o ci fa?
Ora, ci chiediamo perchè si deve fare sempre tutto in fretta e furia, all’ultimo momento. Eppure sappiamo bene che la gatta frettolosa fece i micini ciechi.
Ascoltando un paio di giornalisti bravi che spiegano daddio il rosatellum si capisce che non si capisce nulla. Uno dice bianco l’altro nero. E affermano o e confermano quello che ormai tutti gli italiani sanno. Ormai anche la sguattera del guatemala. Siam divisi in tre, tre somari e tre briganti siamo tre. Oppure, a piacere, siam tre piccoli porcellin…dunque inutile parlare di bipolarismo. Allora si sono inventati una mistura invereconda per sapere la sera dello spoglio chi governerà. Icchè??
Facciamo la prova del budino ma se nel budino c’è la segatura che prova vuoi fare, per dirla con Telese, uno a caso. Voti gli animali e porti voti a FI oppure voti il partito dei precari e i voti vanno a PD. Quanto agli uninominali, i collegi dico, vengono eletti comunque. Taroccatura perversa.
Con le coalizioni. Dopo. Tu mi dai una cosa a me io ti do una cosa a te.
Ma senza coalizioni non si governa. Naturalmente tutto in ipotesi. Con il beneplacito della Corte Costituzionale, s’intende.Ma si può.. sempre il meno peggio dopo tutto sto tempo. Perchè non garba a nessuno.
Proporzionale e maggioritario. Con due voti, la scheda è nulla. La truffa delle truffe. Ma raffinata acciocchè il volgo non capisca un piffero. Come la sottoscritta.
Allora non ci meravigliamo e non ci stracciamo le vesti e strappiamo i capelli se il volgo sta a casa tremebondo in attesa di sapere chi lo porterà sull’orlo dell’orrido che sta già franando con scombussolamento e capitombolamento a destra. O a sinistra. Questo è tutto da vedere.
Sarei curiosa di sapere quanti cittadini aventi diritto hanno compreso a fondo quel che sono chiamati a votare.

Intanto assistiamo al principio della campagna elettorale. Da deschetti di colore diverso, stesso comizio. Voglio vincere da solo. Insomma Piddì e Forzitalia. Ecco comincia il gioco delle parti che verrà sparigliato in corso d’opera. L’importante è arginare e bloccare i penta con cavalli di frisia, se necessario.
Il resto alla prossima puntata senatoriale.

Due parole sulla marcia del 28. Ridicola e provocatoria. Che poi pare non si farà.
E poi non ha senso offrire il fianco a Fiano e alla sua superflua pleonastica proposta. Perchè non occorre dirsi antifascisti a ogni piè sospinto. Se lo si è.

Nata a Sesto fiorentino, risiede da sempre a Firenze, attualmente nella Piazza di Santa Croce. Laureata in in Pedagogia qualche decennio fa, non ha mai amato l’insegnamento e ha scelto di affiancare il marito farmacista nella conduzione della Farmacia Logge del grano, nella Via de’ Neri, per oltre 25 anni. Impegnata in politica attiva sul territorio è stata Consigliere del Quartiere Uno Centro Storico dal 99 al 2009. Da qualche anno si è affrancata dal lavoro e si dedica a varie occupazioni nel sociale, nel volontariato e canta nel coro “Accademia del Diletto” di Giorgiana Corsini. Ha sempre amato scrivere e avrebbe voluto fare la giornalista ma da giovane non ne ha avuto l’opportunità e forse neppure il coraggio. Ma ha sempre scribacchiato in modo non professionale. E, per la serie non è mai troppo tardi, collabora ora molto volentieri con Pensalibero.

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