L’indipendenza degli USA e la massoneria in Italia

di Aldo A. Mola | 10 luglio 2018

In questi giorni gli Stati Uniti d’America festeggiano la Dichiarazione di Indipendenza pronunciata in Filadelfia il 4 luglio 1776. Essa proclamò che tutti gli uomini sono creati uguali e dotati di diritti inalienabili: la vita, la libertà e la ricerca della felicità. I suoi estensori, a cominciare da George Washington, padre dell’Indipendenza degli USA, erano quasi tutti massoni  e si ispiravano a illuministi e massoni italiani, come Gaetano Filangieri e Mario Pagano.

Massoni furono anche gli artefici del Risorgimento e dell’unificazione nazionale italiana, caposaldo dell’Italia attuale: Federico Confalonieri, Giuseppe Garibaldi, Francesco Crispi, Giuseppe Zanardelli (che abolì la pena di morte: un primato civile italiano), Michele Coppino e Francesco De Sanctis, che vararono la scuola elementare obbligatoria e gratuita e l’educazione fisica, anche femminile. Massone fu il miglior ministro degli Esteri dei governi Giolitti: Antonino di San Giuliano.

Quel retaggio va ricordato mentre un partito oggi al potere propone di escludere i massoni dai pubblici impieghi. Lo fece già Benito Mussolini nel 1925 per instaurare il regime di partito unico: pessimo precedente.

La proposta del governo attuale viola la libertà di associazione garantita dalla Costituzione e mette l’Italia ai margini dei Paesi a democrazia liberale.

Occorre arginare la pericolosa deriva anticostituzionale e rivendicare la libertà di associazione per fini non vietati ai singoli dalla legge penale (art. 18 della Costituzione).

 

Aldo A. Mola

Aldo Alessandro Mola è uno storico e saggista italiano.

2 commenti

  1. MATTEINI ANNIO

    Infatti. Solamente il glorioso Partito Repubblicano Italiano ebbe una ampia componente massonica!

  2. Direi proprio che uno dei problemi italiani del XX secolo sia stato la poca influenza della Massoneria, dovuta essenzialmente alla preclusione nei suoi confronti di comunisti e cattolici…

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