L’indagato licenzia l’indagatore

di Oscar Bartoli | 14 maggio 2017

Trump licenzia  James Comey, il direttore dello FBI, con l’accusa di avere compiuto molti errori.
Quando a pochi giorni dalle elezioni presidenziali lo stesso Comey venne fuori con una dichiarazione relativa alle decine di migliaia di e-mail che Hillary Clinton aveva gestito personalmente o con qualche suo diretto assistente con account personali, fu un coro di repubblicani che infierirono sulla candidata democratica.
Quella dichiarazione di Comey si rivelo’ fatale per la Clinton.
I commenti a caldo che si colgono ora a Washington  sono che Donald Trump, appena venuto a conoscenza che lo FBI stava indagando su di lui o su qualcuno dei suoi diretti collaboratori, ha ritenuto di adottare questa incredibile decisione, la prima nella storia americana.
L’indagato licenzia l”indagatore.

Oscar Bartoli     (letter from Washington)

Avvocato, giornalista pubblicista, collabora con molti media italiani. Risiede negli Stati Uniti dal 1994 e vive tra Washington D.C. e Los Angeles. Ha lavorato per molti anni nel gruppo SMI,leader europeo nel settore metalli non ferrosi, successivamente nell’IRI come responsabile dei contatti con i media e in seguito direttore IRI USA. Ha insegnato per dieci anni alla scuola di giornalismo della Luiss e per due anni alla Catholic University di Washington DC. Tiene un corso sulla comunicazione nel Master di Relazioni Internazionali dello IULM di Milano. Da giovane, per pagarsi gli studi ma, soprattutto, perche’ gli piaceva, ha lavorato come chitarrista – cantante suonando nelle case del popolo, circoli cattolici, night clubs, radio e televisione. Gli articoli per la rubrica Pillole d’Oltreatlantico sono pubblicati dal blog Letter from Washington DC

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