L’ignotocrazia e “Il fare”

Di talk show in talk show, mi pare ci sia un po’ di confusione tra l’apparire e il fare.
Non c’e’ distinguo tra un ignotocrate e l’altro.

di Fiorenzo Da Ros | 4 dicembre 2017

Di talk show in talk show, mi pare ci sia un po’ di confusione tra l’apparire e il fare.
Non c’e’ distinguo tra un ignotocrate e l’altro.
Renzi, abbandonato come un cane sull’autostrada in agosto, dall’ignotocrazia che un tempo lo amava.
Oramai vive su un solo argomento: gli ottanta euro da allargare di votazione in votazione alla categoria di cittadini che scende nella povertà, ma soprattutto che assicura, presumibilmente, voti
Per chi muove i fili dietro il sipario non conta più nulla perché non può più essere usato, avendo perso ogni credibilità.
Salvini, è infastidito dalle promesse elettorali da vacanze ai Caraibi di Berlusconi, mentre lui promette cose concrete: l’abolizione della legge Fornero.
Giusto, ma se avesse l’opportunità di farlo sul serio in 48 ore si ritroverebbe con lo spread al 6% e dopo 72 ore sarebbe a casa a fare la maglia.
Mi scivola un francesismo: non conta un c……..
Di Maio, un democristiano DOC anche nel look, il sovrano delle dichiarazioni pilatesche.
E’ già cosciente di non contare nulla e a mio avviso, al di là dei proclami, non vuole proprio governare.
Presentarsi in parlamento con un programma e trovare convergenze? Una patetica barzelletta.
Berlusconi? E’ stato la prima vittima dell’Ignotocrazia e guai a lui se riprova a sfidarla.
Perché questi signori, consci che oramai il governo è globale ed essere eletti significa “obbedire o perire”, “nuotare con la corrente”, “fare di necessità virtù” e altri luoghi comuni ameni, non accettano i suggerimenti che arrivano dal mondo del lavoro, dal mondo professionale serio e li riportano umilmente ai cittadini.
Le idee non mancano.
Una: viaggiavo per lavoro con il mio amico veneziano Gian Paolo Mar, che in un minuto ha declamato la soluzione per risolvere in modo virtuoso il problema abitativo e contemporaneamente integrare in modo civile, senza ghettizzare, le famiglie meno abbienti, evitando sacche di protesta della classe media, perché l’inserimento sarebbe estremamente frazionato e darebbe anche l’occasione a queste persone sfortunate di acquisire il nostro sistema di vita. “Lo stato compri al 50-70% del valore di ipoteca il patrimonio immobiliare invenduto abitabile e avremo liberato risorse private per nuovi investimenti, con edilizia mirata alla riqualificazione turistica, energetica e ambientale”.
Zero populismo, molta concretezza, civiltà, moderazione, a medio termine per lo Stato un favorevole rapporto costi benefici e Ignotocrazia paralizzata al palo.
Cari sbraitatori del nulla, declamatori ad alta voce di frasi fatte, rottamatori in rottamazione e populisti dello scafista: servono idee come questa per salvare l’Italia e passare alla storia come Statisti e non come meteore disperse nello spazio siderale dopo un breve giro di poltrona.


Fiorenzo Da Ros

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