Leva militare obbligatoria? Suvvia, manco i fascisti la vogliono più…

Simili proposte albergano nelle menti di coloro che credono che i nostri giovani siano quelli che respingono gli emigrati, i neri, i gialli.

di Vincenzo Donvito | 20 agosto 2018

Dibattito di Ferragosto, anche se nei mesi passati aveva fatto capolino, restando lì come “boutade” di rigurgiti che in Italia siamo abituati a chiamare fascisti, ma che, viste le dichiarazioni anche di esponenti più culturalmente vicini alla polvere storica del trentennio cupo del secolo scorso, a questo punto li possiamo chiamare solo stupidi. Sì, stupidi perché chi li usa crede di dar mostra di nazionalismo, amor di patria, contrapposizione della nostra cultura a quella lassista dei Paesi confinanti con cui -secondo i sostenitori- siamo costretti a condividere le sorti in quella che -sempre secondo costoro- dovrebbe essere la tomba della nostra felicità, della nostra economia e -udite, udite- della nostra identità nazionale, la misconosciuta Europa. Chi legge è invitato a non ridere, ma crediamo che sia proprio questo lo spirito di chi vaneggia di leva militare obbligatoria per meglio forgiare i ragazzi e le ragazze.
Lasciamo agli esperti militari (ministro Tria e graduati di vari livelli) la confutazione di queste elucubrazioni, ché ci sembra lo abbiano ben fatto. Noi ci arroghiamo l’ardito (!) commento di coloro che dovrebbero essere le vittime di questo ritorno allo Stato Nazione che per difendersi avrebbe bisogno del popolo in armi, si’ da respingere l’odiato nemico al di là di fiumi e montagne e mari.
Siamo in fervida attesa di incontrare uno di questi ragazzi e ragazze (eh sì, anch’esse pare che si vuole che impugnino il fucile e si facciano i gavettoni fra di loro) bramosi di servire la patria… e noi che credevamo che gli occhi e i pensieri dei ragazzi oggi fossero nel guardare i modelli e il trend di tutti gli altri Paesi del mondo (Usa in prima fila). O non abbiamo capito nulla o qualcuno è ancora più stupido di quanto noi stessi lo abbiamo intuito. Ci viene in mente che simili proposte albergano nelle menti di coloro che credono che i nostri giovani siano quelli che respingono gli emigrati, i neri, i gialli, insomma tutti coloro che non assomigliano al roseo caucasico del proponente. E’ evidente -e siamo ultra sicuri di non sbagliarci – che questi proponenti non conoscono i giovani, ma solo l’odio e l’egoismo di un mondo sempre più sepolto e che, pur se non gli sputa addosso quando sentono alcuni che vagheggiano in questo senso, gli fanno un sorriso, si mettono al loro telefonino e parlano col resto del mondo.
Anche troppo tempo abbiamo dedicato per sottolineare la mancanza di dignità civica ed umana di queste divagazioni. Ah, a proposito, se proprio ci dovesse essere qualche altro stupido che consentisse a queste divagazioni di diventare legge, siccome sul campo abbiamo acquisito un po’ di esperienza a suo tempo, siamo pronti ad organizzare schiere di giovani pronti a disobbedire. Chissà se, come è accaduto a noi a suo tempo, li metteranno in galera per aver dato ascolto alla loro coscienza.

Vincenzo Donvito, presidente Aduc

Vincenzo Donvito, giornalista classe 1953, è fondatore ed animatore di Aduc (Associazione per i diritti degli utenti e consumatori), della quale è Presidente.

2 commenti

  1. Un socialista libertario

    Come ti ho scritto altrove, il Partito Comunista di Marco Rizzo è un partito che si autodefinisce staliniano. Di Stalin Rizzo ha scritto: “Stalin. Terrore dei fascisti e dei falsi comunisti. Onore e Gloria a te!!!” Sui crimini dello stalinismo, in tutto uguali a quelli del nazismo, non credo sia necessario soffermarsi. Sul fatto che Stalin non c’entri nulla col comunismo o con il marxismo, nemmeno.
    Definirsi comunisti ed elogiare la naja è una contraddizione in termini. La gerarchia, l’autoritarismo, l’uso delle armi, il cameratismo… tutto questo è l’antitesi del comunismo e del socialismo. Non c’è marxismo senza dialettica, senza il rifiuto di qualsiasi ipostatizzazione, di qualsiasi irrigidimento nel positivo, di qualsiasi dogmatismo. De Benoist, che tu citi ad ogni piè sospinto, è il teorico della “nuova destra”, tanto caro ai rossobruni. Sta al comunismo come io sto al giardinaggio.

  2. In realtà i fascisti e i liberali vogliono l esercito professionista e di mercenari.
    L esercito di popolo è una idea comunista, come ha ricordato il segretario del Partito Comunista Marco Rizzo, il quale ha ricordato come la naja abbia una funzione educativa, livelli ricchi e poveri, garantisca screening sanitari.
    Con il senno di poi , da ex obiettore di coscienza, penso sia stato un errore toglierla.

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