LETTERA AL SINDACO DI ROMA PER RICORDARE IL MONDO DI PANNUNZIO

Nel 2009 saranno sessanta anni dalla fondazione del Mondo. Il presidente del centro Pannunzio, prof. Pier Franco Quaglieni ha chiesto al sindaco Alemanno che una targa-ricordo sia apposta in via Campo Marzio, dove la rivista ebbe la sua prima sede

di Pier Franco Quaglieni | 25 maggio 2008

Nel quarantennale della morte di Mario Pannunzio ed in previsione del centenario della nascita nel 2010 il presidente del centro <Pannunzio< di Torino professor Pier Franco Quaglieni ha inoltrato al nuovo Sindaco di Roma Gianni Alemanno la lettera in allegato. In essa il presidente del Centro Pannunzio propone al nuovo sindaco di porre una targa che ricordi il direttore del <Mondo< in via Campo Marzio 24 dove venne fondato nel 1949 -il prossimo anno saranno sessant’anni-ed ebbe la prima sede il giornale diretto da Pannunzio . Nella lettera si afferma che Pannunzio è ricordato a Roma con l’intitolazione di una via troppo periferica che suscitò vent’anni fa una qualche polemica e che la stessa proposta di una lapide in via Campo Marzio fu avanzata nel 2004 al Sindaco Veltroni senza esiti.

Torino, 21 maggio 2008

On. Gianni Alemanno
Sindaco di Roma
Piazza del Campidoglio
00100 – Roma

Illustrissimo Signor Sindaco,

più di vent’anni fa, su istanza dell’Istituto scrivente, il Comune di Roma intitolò a Mario Pannunzio una via periferica della città: la scelta non piacque a molti degli amici di Pannunzio, parecchi dei quali allora ancora vivi.
Passando ieri in Via Campo Marzio, ho rivisto al civico 24 il Palazzo dove fu fondato ed ebbe la prima sede “Il Mondo” cinquantanove anni fa, nel febbraio 1949.
Mi rivolgo a Lei come Sindaco che si sente di rappresentare tutti i Romani, per proporLe di collocare, eventualmente anche a spese dell’Istituto scrivente , una targa marmorea che ricordi Mario Pannunzio e “Il Mondo” sulla casa in cui ebbe sede la prima redazione del giornale.
C’è stata la tendenza in questi ultimi decenni a fare di Pannunzio una sorta di “Santo laico”, senza approfondire adeguatamente cosa egli abbia davvero rappresentato col suo giornale nel dibattito politico-culturale. Oggi c’è la tendenza a dimenticare la grande lezione pannunziana.
Credo che si possa dire che egli sia stato un raro esempio di liberale autentico in un’Italia in cui le minoranze erano viste con dileggio, un liberale che non si è mai appiattito sul conformismo degli schieramenti, non ha mai visto le cose da punti di vista precostituiti, si è rivelato costantemente alieno dallo spirito partigiano.
Anche per questo credo andrebbe ricordato degnamente a Roma che fu la città in cui visse, operò e morì.
Quest’anno ricorre il 40° anniversario della morte di Pannunzio di cui nel 2010 si ricorderà il centenario della nascita. Il prossimo anno ricorrerà il 60° anniversario di fondazione de “Il Mondo”.
Sicuro di interpretare i sentimenti di tanti amici che non sono più, da Nicolò Carandini ad Arrigo Olivetti, da Francesco Libonati a Mario Soldati, da Ennio Flaiano a Vitaliano Brancati, inoltrai nel 2004 analoga istanza al Suo predecessore ricevendone una cortese risposta che però non ebbe seguito alcuno.
Le invio i miei più cordiali saluti e La ringrazio per la Sua cortese attenzione.

Il Presidente
Prof. Pier Franco Quaglieni

Un commento

  1. Il prof. Quaglieni è un vero erede intellettuale di Pannunzio, e rappresenta bene quello che il Mondo raccoglieva intorno a sé.

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