LETTERA AD UN DETENUTO ITALIANO NEL 2011

Nella vita chi sbaglia paga, ed è giusto che sia cosi, ma oggi c’è chi purtroppo paga troppo, e chi troppo poco. Non è rispettata assolutamente la misura della giustizia. Non esiste la giustizia. O meglio esiste solo per qualcuno. Di Giuseppe Ferone

di Giuseppe Ferone | 5 maggio 2011

Caro Amico

Ti scrivo questa lettera perchè spero ti faccia piacere e perchè anche se stai passando un brutto periodo lì dentro spero che almeno per il tempo in cui leggi questa mia lettera possa distrarti da tutti i problemi. Lo so, lo Stato fa schifo, l’Italia fa schifo, il mondo di oggi fa schifo. La gente muore come se niente fosse, incidenti sul lavoro, morti bianche, sparatorie nella strada e nella vita di tutti i giorni, ma la televisione e i giornali parlano solo delle morti dei vip, di qualche persona famosa, degli scandali e dei politici. Tutto questo falso mondo che creano grazie ai giornali e alla televisione non è il vero mondo. Non è il mondo che conosci te, che conosco io, che conosce la gente normale. Dobbiamo renderci conto che c’è troppo accanimento contro le persone piccole, le persone comuni. Non si fa altro che prendere, arrestare e massacrare di botte gente piccola e indifesa come il povero Stefano Cucchi, uno dei tanti. Ed invece persone potenti come i politici corrotti, gli imprenditori corrotti, quelle si che vivono nel crimine, il crimine vero, il crimine che oggi, purtroppo, non paga. E forse non ha mai pagato abbastanza, in Italia come in tutto il mondo. Nella vita chi sbaglia paga, ed è giusto che sia cosi, ma oggi c’è chi purtroppo paga troppo, e chi troppo poco. Non è rispettata assolutamente la misura della giustizia. Non esiste la giustizia. O meglio esiste solo per qualcuno. Il mondo si sta piano piano rovinando, sta arrivando al declino, senza giustizia, senza meritocrazia, senza democrazia. E chi purtroppo ne paga le conseguenze è la gente debole, la gente comune, la gente come te e come il povero Stefano. Il cittadino medio, i lavoratori, gli sfruttati. Ma tu devi continuare a vivere sempre grazie all’amore dei tuoi genitori, della famiglia, degli amici e di tutti quelli per cui conti veramente qualcosa. La famiglia, gli amici veri. E stai attento perchè il mondo è pieno di falsi amici, amici pronti a voltarti le spalle all’ultimo. E’ facile essere amici di una persona quando tutto va bene. Ma i veri amici sono quelli che ti stanno vicino nel momento del bisogno, nel momento di aiuto. Mi raccomando, quando sarai fuori di là, ricorda sempre chi ti vuole bene veramente. Un grosso abbraccio Pasquale, da me e da chi ti vuole bene.

Giuseppe Ferone

Giornalista pubblicista, ha collaborato per due anni con l'Avanti!, quotidiano socialista. Attualmente scrive per diverse testate nazionali e locali come Rinascita, Il Punto e Ottavonews. Ventitreenne, è studente di giurisprudenza a Roma presso l'Università Tor Vergata, dove è anche stato eletto nel 2012 Consigliere di Dipartimento. Da sempre socialista, contro ogni totalitarismo, sia esso comunista, fascista o di qualsiasi altro colore, compreso il totalitarismo dei magistrati, i quali, secondo lui, rappresentano la vera dittatura presente oggi in Italia. Per questo è assolutamente convinto della necessarietà, in Italia, di una riforma della Giustizia.

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