L’era della grande “ammuina”

Ed è molto pericoloso, perché i governi deboli sono predisposti a sortite temerarie per nascondere la realtà dell’impotenza. E, peggio, tendono a durare con mille stratagemmi per rinviare il temuto appuntamento con l’elettorato che molto si aspettava.

di Nicola Cariglia | 10 luglio 2018

Prendete l’eroe e prototipo della nuova era penta-leghista, Matteo Salvini. E’ un duro. Piace ai suoi  ammiratori parla schietto, fa quel che dice e dice quel che fa. Insomma, ci troviamo per l’ennesima volta (non scrivo “seconda volta”, per non creare simmetrie con il fascismo) di fronte all’homo novus. Ma siamo in Italia e ci piace la matriciana. Per cui, che ne è stato della sua perentoria richiesta di parlare, al Capo dello Stato, dell’attentato perpetrato dai magistrati alle libertà politiche, specificamente al suo partito, la Lega? L’incontro si è tenuto, ma, via via, ancor prima che si tenesse, si è scolorito. Doveva essere, nell’annuncio di Capitan Matteo Fracassa, una sorta di sfida all’OK Corrall: “presidente, toglimi dalle palle questi giudici che pretendono di perseguire la Lega pignorandole i soldi necessari al partito con la scusa di una truffa nel loro utilizzo” sembrava dovesse dire il vicepresidente e ministro degli esteri. E invece, già qualche giorno prima, “illustrerò al Presidente della Repubblica quanto siamo bravi al Governo e, in particolare, al Ministero degll’Interno”.

Il problema è che da quando si è costituito, quella degli annunci roboanti e dei fatti controproducenti è l’unica coerenza che emerge da questo governo presieduto da Conte e sostenuto da 5Stelle e Lega. Ci era stata annunciata l’era del reddito di cittadinanza, della flax tax, della fine degli sbarchi, dei pugni su tutti i tavoli europei. Stiamo assistendo ad un cicaleccio su reddito di dignità, qualche circumnavigazione delle imbarcazioni di qualche ONG, alla sparizione della flax tax, e ,intanto, sui tavoli europei l’Italia sembra essere presa in giro più e peggio di prima: gli altri fanno silenziosi e concreti accordi, l’Italia strepita e resta con il classico pugno di mosche.

Di Maio e Salvini si sono resi conto che le loro promesse non sono realizzabili nelle condizioni finanziarie attuali. Sentono che a furia di cuocersi a fuoco lento potrebbero bruciarsi di brutto. E procedono copiando l’immortale ordine di un ufficiale di marina napoletano. “ Facite ammuina: tutti chilli che stanno a prora vann’ a poppa e chilli che stann’ a poppa vann’ a prora; chilli che stann’ a dritta vann’ a sinistra e chilli che stanno a sinistra vann’ a dritta; tutti chilli che stanno abbascio vann’ ncoppa e chilli che stanno ncoppa vann’ bascio passann’ tutti p’o stesso pertuso; chi nun tene nient’ a ffà, s’ aremeni a ‘cca e a ‘ll à”.  Insomma, tutti dichiarano, annunciano, fanno conferenze stampa, partecipano ai talk show e tutto resta come prima.

Stiamo vivendo l’era della grande “ammuina”. Ed è molto pericoloso, perché i governi deboli (perché è troppo compromessa la situazione o perché hanno idee confuse o hanno promesso troppo) sono predisposti a sortite temerarie per nascondere la realtà dell’impotenza. E, peggio, tendono a durare con mille stratagemmi per rinviare il temuto appuntamento con l’elettorato che molto si aspettava. E niente di tutto ciò lascia presagire alcunchè di buono.

Nicola Cariglia

Nicola Cariglia ha svolto un'intensa attività giornalistica in RAI, dove entra nel 1970. Per vari anni è stato Vice Direttore della Direzione Esteri RAI (auttalmente RAI International), Direttore della Sede di Pescara e Direttore della Sede RAI per la Toscana. Ha avuto anche una importante parentesi politico-amministrativa, ricoprendo tra gli altri incarichi quello di Vicesindaco di Firenze e Presidente della Società di gestione dell'Aeroporto di Firenze. Dal 2002 è Presidente e co-fondatore del Gruppo dei Centouno e Direttore di PensaLibero.it Dal 2009 è Presidente della Fondazione Filippo Turati, Ente Morale Onlus associato alle Nazioni Unite.

41 commenti

  1. Gian Franco Orsini

    Caro Nicola, non ho mai pensato che un direttore di giornale debba essere un esperto di economia. Penso solo che il giudizio su una forza politica non possa essere espresso basandosi solo sullo schieramento sinistra-destra, senza esaminare la situazione economica in cui quella forza agisce. Sono anni che ascolto con diligenza e passione i discorsi dei maggiori leaders politici ed osservo l’assoluta povertà della loro preparazione economica di base. Ho seguito con particolare attenzione molti dei discorsi di Matteo Renzi e non ho mai ascoltato un suo giudizio sulla situazione economica italiana e preoccupazione sull’aumento del debito pubblico. Quando ha governato si è solo preoccupato di ottenere dall’UE il permesso ad una maggiore flessibilità di bilancio ovvero di ottenere il permesso di approvare un bilancio in deficit, con conseguente aumento del debito pubblico. Il compotamento di M. Renzi è solo un esempio. Lo stesso discorso vale per i suoi successori. Attualmente non ci accorgiamo che il debito pubblico sta aumentando perchè, grosso modo, la BCE rinnova senza oneri per l’Italia i titoli che periodicamente vengono a scadenza. Ma cosa succederà al nostro paese quando la BCE sarà costretta a sospendere o a limitare di molto questa modalità di rinnovo dei titoli di stato? Per brevità termino affermando che senza l’integrazione politica dell’UE si avrà un ulteriore impoverimento del nostro paese. La sola integrazione economica e finanziaria non ci consente di mantenere l’attuale tenore di vita. Come vedi questi sono concetti economici semplici che ogni persona che si occupa di politica dovrebbe conoscere.

  2. Paolo Francia

    scellerata posizione di questi “illuminati” cervelli che criticano una posizione giustissima per l’Italia, facendo col loro gesto dell’Italia un porto d’entrata di tutta l’Africa. Faccia lei, forse ha casa abbastanza grande da accogliere una decina di migranti, socialista libertario?!?
    Il problema con la solita solfa di Hitler, come Marzio afferma, questi signori sono ancora in seconda guerra mondiale, allora a cosa serve discutere? Questi parallelissmi sono fuori dal mondo e dalla logica, e proprio editti di questo tipo fomentano e favoriscono il nascere di movimenti anti europei e contro l’immigrazione selvaggia, faccia quindi pure. Benissmimo il Governo sulla questione migranti, anzi direi FINALMENTE.

  3. NICOLA CARIGLIA

    CARTA DI IDENTITA’ DI PENSALIBERO

    A beneficio di alcuni incauti o ingenui (e comunque graditi) frequentatori delle nostre pagine, riportiamo la carta di identità di Pensalibero che già si trova pubblicata sul sito. Ognuno valuti la coerenza o meno della linea del giornale con le sue impostazioni originarie:

    “Scrivono su Pensalibero, nella maggior parte, donne e uomini che si riconoscono nei principi della cultura laica, liberale e socialdemocratica. E proprio per questo ci scrivono anche molti altri che appartengono a differenti ispirazioni culturali e politiche. Ma tutti concordiamo nel credere che la politica sia una attività nobile. Indispensabile per risolvere i problemi della gente e per garantire un futuro ai giovani.
    Ecco perché Pensalibero, da quando ha cominciato le pubblicazioni, nel 2003, ha condotto una incessante battaglia contro coloro che, per calcolo o per viltà, pur essendo parte della classe politica, hanno rinunciato alle responsabilità che questa comporta. Ed ha denunciato la incessante ricerca di legittimazioni esterne nella Chiesa o in altre istituzioni che hanno occupato i vuoti della politica, quali la magistratura, i sindacati dei lavoratori e le associazioni imprenditoriali: istituzioni da rispettare sempre, eccetto quando esulano dai loro compiti.
    La nostra è una visione positiva e fiduciosa. Per questo non ci siamo mai uniti al coro di coloro che periodicamente invitano ad accettare soluzioni di governo con l’unica motivazione che rappresenterebbero “l’ultima spiaggia” prima della catastrofe. Al contrario, noi crediamo fermamente nella capacità delle democrazie di autorigenerarsi. E che mai sia consentito derogare alle regole della democrazia e dello Stato di diritto. Troppo breve è il passo dall’ultima spiaggia ai salvatori della Patria e agli uomini della Provvidenza.
    Solo su questo Pensalibero rispetta una coerenza maniacale. Su tutto il resto nessuno si sorprenda di leggere articoli che contengono giudizi e soluzioni differenti per gli stessi problemi. Il giornale non ha da imporre alcuna linea. E, per quanto possa interessare, non è in obbligo con alcuno che una qualsiasi linea possa o voglia imporgliela”.

  4. marzio siracusa

    Caro socialista ignoto, le sue uscite, e non scherzo affatto, testimoniano una tale ingenua onestà da suscitarmi simpatiche. È raro trovare qualcuno che ancora creda nell’attuale realtà storica all’esistenza di artisti e intellettuali. Mi sembra che lei si sia appisolato mezzo secolo fa, e svegliato oggi, ignaro di quanto nel frattempo è accaduto. Ma contento lei…Quanto alla querelle eterna tra Nicola e Paolo, un punto a favore di Paolo vorrei segnalarlo, la censura per il centinaia e passa di milioni che la Juve butta su Ronaldo, destinato a Torino a vivere il declino della propria stagione. E poi da quali misteriosi giri di fogna vengono i soldi non solo della Juve, ma di tutto il calcio nazionale, che non sa più trovare dieci ragazzi italiani decenti da mandare ai mondiali, e spende e spande per arruolare campioni già strafatti? No, Nicola, i dubbi di Paolo sull’operazione non si possono cassare dicendo che la Juve coi suoi soldi faccia quel che vuole, proprio perché quel ” suoi ” è molto, molto nebuloso, qualunque sia la contabilità ammaestrata addotta per chiudermi la bocca. Figuriamoci!

    • Ripeto: al massimo il problema riguarda gli azionisti. I soldi della lega riguardano gli italiani. Anche se tutti gli onestà -ta-ta sono in ferie.

    • Un socialista libertario

      Caro Marzio,
      lei invece non mi suscita particolare simpatia. Forse perché considera gli artisti o gli intellettuali come una categoria omogenea, che trascende i singoli contributi, le singole espressioni. O forse perché fraintende il rapporto fra società e pensiero, auspicando che il secondo si sottometta alla prima: dimenticando che è proprio il pensiero a creare (o a rivoluzionare) la società. O magari lei vorrebbe i pensatori come degli zelanti cronisti, degli entusiasti apologeti del dato? Vede, è proprio a questo che serve l’utopia, che lei tanto disprezza: a costruire una società migliore guardando oltre la datità, oltre il fattuale. Si guardi il videoeditoriale di Sansonetti uscito un paio di giorni fa sul sito del Dubbio: è un’analisi lucida e puntuale da cui magari trarrà qualche spunto.
      Ma il problema credo sia più a monte: lei si immagina una storia intesa deterministicamente, che procede verso il Bene e il Giusto. Così, se ci troveremo dinnanzi ad un nuovo Nazifascismo, lei sarà tra quelli che diranno: così ha voluto la storia, dobbiamo adattarci. Ma noi no, caro Siracusa, noi non ci adattiamo. NOI RESTIAMO UMANI.

  5. carmine eliseo

    Bravo il compagno Nicola, non affonda il bisturi ma traccia un profilo di questo governo, definendolo un gruppo di giovani, che da dilettanti, lanciano solo strali ma in concreto non hanno portato niente a casa, se non l’dea di tagliare i vitalizi e di abbasare le pensioni a 5.000 euro a chi supera questa soglia. Intanto il Ministro del Lavoro, napoletano doc, non ha ancora concluso una trattativa che possa sollevare tanti lavoratori dall’incubo dei licenziamenti o di cassa integrazione a volonta. E chi paga? L’INPS siamo noi e probabilmente l’attuale Presidente, molto scomodo alla Lega ed ai 5 Stelle, non la pensa come loro e quindi alla fine va defenestrato perchè è un tecnico che vuol fare politica di SINISTRA, secondo Matteo e Luigi. Tacco di Ghino

  6. Un socialista libertario

    Paolo, Marzio: perché tutto questo disprezzo per gli intellettuali, per gli artisti, per gli uomini di scienza e di lettere? Che accidenti vorrebbe dire “intellettuali e gli artisti, quelli che che lo sono piu degli altri”? Prendersela con gli intellettuali o con gli artisti in quanto tali è una pratica infantile, ridicola. Ve ne rendete conto?

    • Paolo Francia

      caro socialista anonimo, sono artista e leggo parecchio, quindi me la prendo a ragion veduta con una parte marcita di tale mondo al quale appartengo.

      • Un socialista libertario

        E fai male a prendertela. I firmatari dell’appello non hanno detto nulla che faccia “venire i brividi”, non hanno usato “metodi fascisti” e tantomeno sono stati “razzisti” (trovami UNA parola razzista che abbiano detto). Quindi non parlare a vanvera e lascia la gente libera di fare gli appelli che vuole.

        • Paolo Francia

          i firmatari, come lei li chiama, gia sono una categoria che mi fa ribrezzo a prescindere, tutti “guerrieri”, da casa, con una firma su internet, intorno a libri e vecchie teorie, e non mi parli dei cervelloni della Normale a Pisa, ambiente che ho frequentato quando stavo in Italia anche per il mio lavoro, fornivano una bella sala ma pagavano poco e in ritardo! Oggi si fanno le petizioni, mentre una volta si andava in strada a manifestare, i firmatari arroganti, che rifiutano l’esito delle urne e starnazzano come oche, perché solo loro detengono la democrazia, il sapere, l’intelletto e la cultura?!? ma per favore, è spesso proprio vero il contrario, gli stessi firmatari tacciono quando le maialate le fanno i compagni i merenda politici, allora please, taccia, tanto non mi convincerà! Lei chiama populisti i popolari, mentre questi velleitari firmatari sono anti popolari, lontani dal vivere e dai problemi della gente comune. Se li tenga lei!

          • Un socialista libertario

            “Tutti ‘guerrieri’, da casa, con una firma su internet, intorno a libri e vecchie teorie”? “I firmatari arroganti, che rifiutano l’esito delle urne e starnazzano come oche, perché solo loro detengono la democrazia, il sapere, l’intelletto e la cultura”?

            Di fronte a siffatte argomentazioni, che le devo rispondere? Si ricordi solo che Hitler andò al potere legalmente. E che soltanto quelli come lui o quelli come Putin – punto di riferimento del governo gialloverde – non ammettono voci critiche. Proprio la democrazia, quella a cui lei si richiama, tutela la presenza di un’opposizione, promuove il pluralismo. Quindi faccio mia la frase dei firmatari dell’appello: “Nel futuro non assisteremo senza opporci con tutti i possibili mezzi legali al respingimento di navi umanitarie, alla minaccia di “censimenti” di tipo etnico-razzista o ad altri fatti di questa gravità.”

  7. carla ceretelli

    Condivido, caro prof. Anch’io ho questa impressione del premier, anche se non ho auspicato questo esecutivo un tantino schizofrenico. Si esprime anche in altre lingue e anche questo non è poco per non dare adito a fraintendimenti con capi degli altri stati attraverso traduzioni maldestre. Si presenta bene e parla dopo, come dici tu, a differenza del vicepremier urlante che si presenta sempre peggio, anche se qualcosa che fa sarebbe condivisibile, ma la fa male. Eppure la gente è troppo provata, ormai, sono state tirate troppo le corde e ora.. speriamo che non si spezzino del tutto, ancorchè sfilacciate….Quanto al vice vice premier, .pensavo peggio, francamente. E ora vediamo quel che ci riserva il destino.

  8. Marzio Siracusa

    Caro Paolo, quanto a Salvini Nicola non ha torto. Mattarella non è il quarto grado di giudizio? Giusto, ma una volta che Mattarella ha fatto sapere da bravo cattolico di nascondersi dietro l’ufficio e che non intendeva parlare della sentenza sulla Lega di Bossi, Salvini doveva avere le palle per dire: ” Allora, caro Presidente, al Quirinale non vengo a perdere tempo “. Non sarebbe stato un bel rovesciamento della parti che lasciava di stucco, senza bisogno degli F4 sulla Moneda o dei panzer alla Casa Rosada?

  9. marzio siracusa

    Vedo che i firmatari del manifesto elitario, appartengono in prevalenza alla fabbrichetta di umanisti e presuntuosi dell’erudizione che affollano l’ateneo pisano, come i centri non solo di scienze umane di tutto il mondo. Mi fa obbligo allora spiegare le ragioni delle mie tirate, per non essere assimilato, orrore!, ad un rozzo populista. Conosco a fondo i meriti degli Stussi, dei Settis ecc. ecc., la cui produzione filologica è inappuntabile, quanto purtroppo inutile. Perché inutile? Per la più manifesta delle ragioni che destina comunque all’oblio e a anemiche postume riscoperte anche lo studio filologico più profondo e rivoluzionario. La filologia ha senso e sbocco se opera nella prospettiva reale e non utopica del rinnovamento della polis, ma questo è possibile se non si è perso il bandolo, il sentiero che relazione filologia e politica. Ora si dà il caso che, specie in Italia, quel bandolo e quel sentiero siano stati cancellati e siano introvabili da quasi un secolo, se non ci si vuole accontentare di volontarismo etico, di belle parole e belle scritture, insomma della convegnistica. La grandissima filologia di fine ottocento trovò in tutta Europa quel bandolo nei nazionalismi. Esaltato o all’acqua di rose, fu il nazionalismo con pretese ecumeniche a guidare come una calamita la ricerca filologica in ogni aspetto dello scibile, così in Germania, in Francia, in Italia e Inghilterra. Oggi niente di tutto questo esiste, i firmatari di manifesti elitari, naturalmente cosmopoliti e aeroportuali, si faranno il callo al culo nelle biblioteche di mezzo mondo, produrranno ricerche strabilianti per incrementare l’itterizia dei colleghi, ma le loro fatiche resteranno inutile lettera morta, votate alla curiosità occasionale di futuri ricercatori, perché perso il bandolo della politica la filologia che si nutre di un seguito solo filologico serve unicamente alle carriere accademiche, ai primi letterari, alle miriadi di fondazioni dove si recita che il percorso tra filologia e politica sia vivo e operante. Tutto qui. Voglio ricordare ai firmatari del manifesto, che forse potrebbero provarsi a cercare quel bandolo nelle rozze ragioni dei loro avversari, magari per nobilitarle quelle ragioni e chiudere per sempre con la loro emotività un po’ moralistica un po’ comica che sa di muffa.

  10. NICOLA CARIGLIA

    Caro Gianfranco Orsini,

    sono io ad essere dispiaciuto. Ti lamenti che io non scriva di economia, ed è vero che non lo faccio abbastanza. Ma così fai grandissimo torto a giornalisti ed economisti come Enrico Cisnetto, Gerardo Coco, Beppe Facchetti, per citarne solo alcuni, che di economia scrivono continuamente e con grandissima competenza. Dovresti intervenire sotto i loro articoli (per esempio, in questo numero di Pensalibero c’è un intervento puntualissimo di Beppe Facchetti su quanto incida il problema pensioni sul nostro debito). Il compito del direttore non è scrivere su tutto, ma scegliere chi può scrivere adeguatamente sui vari temi. Un caro saluto.

  11. NICOLA CARIGLIA

    Caro Paolo,
    se segnali il presunto errore per fare sfoggio della tua cultura, cioè per rendere noto al volgo e all’inclita che sei al corrente dell’esistenza della carinissima Amatrice, al confine tra Lazio e Abruzzo, passi. Ma sappi che il saporitissimo condimento si può indifferentemente definire “matriciana” o “amatriciana”. ed io, non essendo come te uno snob, lo chiamo come detta l’uso comune. Impossibile convincermi del contrario. Per il resto, le solite trite e ritrite osservazioni che niente aggiungono o tolgono alla tua predisposizione ad assecondare luoghi comuni e pregiudizi ispirati al peggiore risentimento giustizialista. Quando ti sarai stancato di recitare la tua parte potremo supplire tirerando fuori dall’archivio i tuoi commenti che sono sempre uguali.

    • Paolo Francia

      Caro Nicola, se i miei post ti paiono identici, posso dire lo stesso dei tuoi pezzi, ormai dei copia/incolla dei renzisti sfegatati che si agitano ad Agorà su rai 3 al mattino, stai dicendo le loro stesse cose, con la stessa enfasi , allora giu la maschera, socialista, liberale, radicale? No, ti stai dimostrando un Renziano DOP, allora assumilo.
      Ti paio snob? Puo’ darsi, non lo nego, te la sei presa per i commenti sulla “rinascita” socialista da Livorno, ma purtroppo confermo, evento che non produrrà nulla, mi spiace, ma non cambio idea come te non la cambi sulla Matriciana.

      • Ovviamente gli archivi di Pensalibero documentano anni di critiche mie a Renzi, gli attacchi dei renziani sa Pensalibero per questo motivo ed i tuoi interventi a mio sostegno. Ma ora che Renzi è sconfitto io taccio. Lascio ad altri la pratica delle iene.

  12. Adalberto Scarlino

    Il direttore è un …navigato osservatore. Salvini a parte, tuttavia, non darei unna valutazione altrettanto critica del governo attuale nel suo insieme.
    Vorrei, piuttosto, fare – ad oggi – un elogio di Conte: parla poco; ha l’abitudine di parlare DOPO, non prima; si esprime in italiano ( mi sembra un pregio ); preferisce argomentazioni concrete a vanterie.
    Si chiama Giuseppe Conte; ed è lui il presidente del consiglio.

  13. marzio siracusa

    Il mito della gentucola sia ex aristocratica che ex stalliera per cui essere docenti universitari è garanzia di sicura appartenenza a una qualsiasi élite, spiega ampiamente il vuoto critico e conoscitivo in cui versa il paese, ancorato a vecchi schemi emotivi ampiamente propagandati nel covo fiorentino di Lardo De Gasperi da Rai3 Toscana, la tana della Gran Pretagna ateo rossa, e ovviamente spiritosa. Una generazione che ancora in fasce fu unta dai segni miracolosi di una eterna verità storica, tra onanismi e procreazioni può aver messo al mondo solo generazioni di esaltati fideisti, appunto gli intellettuali firmatari di manifesti dell’obbligo, che ogni mattina si battono pacche sulle spalle nei corridoi di facoltà, felici fi puppare prebende in cambio di risapute banalità libresche, molto, molto scientifiche, alte, profonde e ipercitanti.

    • Paolo Francia

      Caro Marzio, trattasi di “emeriti” imbecilli, tanto per semplificare, spesso la troppa cultura allontana anche dal buon senso e, stranamente, limita l’intelligenza.

      • Un socialista libertario

        Paolo scrive: “spesso la troppa cultura allontana anche dal buon senso e, stranamente, limita l’intelligenza.” Questo fantozziano elogio dell’ignoranza qualifica Paolo meglio di qualsiasi altro commento.

  14. Paolo Francia

    Faccia piuttosto, Nicola Cariglia, un pezzo contro i 105 milioni di Euro che la Juventus spende per assoldare Ronaldo, Panem et Circenses, queste sono le vergogne odierne, non i legittimi tentativi di Salvini e Di Maio di applicare un programma votato e voluto dagli elettori.
    “L’è tutto sbagliato…l’è tutto da rifare”, quando ancora lo sport aveva un senso e attualissima frase di Gino Bartali.

    • La Juventus con i suoi soldi faccia ciò che vuole. E, invece, un tuo intervento su Salvini, i soldi della Lega ed il tentativo rimangiato di parlarne con il presidente della Repubblica?

  15. Secondo me è troppo presto per dare giudizi affrettati.
    Ad ogni modo non mi pare stiano facendo peggio dei governi di Forza Italia e del Pd.
    Del resto sarebbe impossibile.

    • Un socialista libertario

      Stanno facendo molto, ma molto peggio dei governi precedenti. Quello di Berlusconi era un governo di destra, quello di Monti un governo di borghesi centristi, quello di Renzi un governo democristiano con (blandi) accenni di socialdemocrazia moderata. Questo è un governo di destra estrema, razzista, xenofobo e giustizialista.

  16. Gian Franco Orsini

    A me dispiace criticare il direttore di “Pensa Libero”,che è un caro amico, però non posso non rilevare che nei suoi editoriali non parla mai di economia e in particolare del debito pubblico italiano, che ha continuato a crescere durante i governi della cosiddetta sinistra italiana. Il nostro paese è ormai una democrazia autoritaria sostenata da un’informazione RAI che è semplicemente vergognosa ( vedi in particolare il telegionale della notte di Rai Tre). Ho ascoltato in diretta il discorso di M. Renzi all’ultimo consiglio nazionale del PD. Al di là delle solite battute non c’è stata nessuna proposta per risolvere la crisi economica italiana e niente Renzi ha detto sulla via da seguire per arrivare all’integrazione politica della UE. Una domanda: ” In che casa differisce la politica immigratoria di Salvini da quella di Macron?”

    • Paolo Francia

      Non differisce in nulla, tranne che Macron è molto meno democratico di Salvini. Lui e la consorte hanno speso mezzo milione di euro per rinfrescare la porcellana dell’Eliseo, fanno il Re e la Regina del popolo bue, e alle frontiere si è visto quanti siano democratici e accoglienti (i casi di XXmiglia, Bardonecchia etc). Panem et Circenses, ora il dittatorello, osannato da Renzi e dalla sua banda e preso come modello (dicché?!?) Macron, da Re di Francia, ma non nobile, sta distruggendo il lavoro in una Francia paralizzata da scioperi quotidani, ma gli da in pasto i mondiali, tenendo nel pugno la classe miserevole operaia e le classi meno abbienti annientate dalle sue leggi che corrono dietri a calciatori miliardari e illetterati, ma cosi democratici e buoni. Questo è Macron, Panem (poco) et Circenses.

  17. Un socialista libertario

    Concordo con Cariglia, e segnalo un interessante appello di intellettuali, artisti ed esponenti della società civile contro le politiche migratorie del governo Salvini-Di Maio.

    PRESA DI POSIZIONE PUBBLICA CONTRO LA POLITICA IN TEMA DI MIGRAZIONI DEL GOVERNO CONTE-SALVINI-DI MAIO

    Per aderire si indichino Nome Cognome, Affiliazione/Qualifica
    e Luogo (di residenza o lavoro)

    a

    petizionemigranti chiocciola gmail punto com

    Siamo insegnanti, docenti universitari, scrittori, artisti, medici, economisti, membri della società civile. Denunciamo come incostituzionale, moralmente inaccettabile e contraria ai più elementari diritti umani la politica sull’immigrazione del governo Salvini-Di Maio. Nel futuro non assisteremo senza opporci con tutti i possibili mezzi legali al respingimento di navi umanitarie, alla minaccia di “censimenti” di tipo etnico-razzista o ad altri fatti di questa gravità.

    Denunciamo come ugualmente pericoloso, anti-costituzionale e inaccettabile l’intero asse politico europeo di orientamento razzista e nazionalista cui questo governo guarda ideologicamente. Da sempre i flussi migratori sono naturali ed essenziali per le civiltà umane; il rispetto della diversità culturale, del diritto d’asilo e del diritto all’integrazione, principi duramente conquistati dall’Europa con la sconfitta del nazifascismo, sono l’unica strada che è necessario regolare e percorrere, naturalmente a livello europeo.

    Chiediamo al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella di ostacolare in quanto incostituzionale ogni provvedimento ispirato a discriminazione etnico-razzista o lesivo del diritto d’asilo.

    Tra i firmatari:

    Renata Allio (Prof. Emerito Univ. Torino)
    Franca Balsamo (Prof. Emerito, Univ. Torino)
    Riccardo Barbieri (Prof. Emerito Sc. Normale Sup., Pisa)
    Anna Chiarloni (Prof. Emerita, Univ. Torino)
    Claudio Ciancio (Prof. Emerito, Univ. del Piemonte Orientale)
    Giancarlo Consonni (Prof. Emerito, Politecnico Milano)
    Rosaria Egidi (Prof. Emerita Roma Tre)
    Annalisa Fasolino (Prof. Emerita, Radboud Univ., Nijmegen, NL)
    Marta Fattori (Prof. Emerita, Univ. Roma La Sapienza)
    Lia Formigari (Prof. Emerita, Univ. Roma La Sapienza)
    Anna Maria Gentili (Prof. Emerita, Univ. Bologna)
    Marcello Giorgi (Prof. Emerito, Univ. Pisa)
    Sergio Givone (Prof. Emerito, Univ. Firenze)
    Hugo Grossi (Prof. Emérito Univ. Nacional de Luján, Buenos Aires, Argentina)
    Maria Grossmann (Prof. Emerita, Univ. Aquila)
    Tomaso Montanari (Presidente di Libertà e Giustizia, Univ. Napoli Federico II)
    Giorgio Nebbia (Prof. Emerito, Univ. Bari)
    Fabrizio Nicastro (Ist. Naz. di Astrofisica – Osservatorio Astronomico di Roma)
    Loredana Olivato (Prof. Emerita Univ. Verona)
    Giorgio Patrizi (Univ. Campobasso, Premio Flaiano per la letteratura 2015)
    Augusto Ponzio (Prof. Emerito, Univ. Bari Aldo Moro)
    Francesco Remotti (Prof. Emerito, Univ. Torino)
    Franca Ruggieri (Prof. Emerita, Univ. Roma Tre)
    Salvatore Settis (Prof. Emerito, Sc. Normale Sup., Pisa)
    Alfredo Stussi (Prof. Emerito Sc. Normale Sup, Pisa)
    Silvano Tagliagambe (Prof. Emerito, Univ. Sassari)

    • Paolo Francia

      ecco appunto, gli “intellettuali” e gli “artisti”, quelli che che lo sono piu degli altri, questo appello fa venire i brividi, trattasi di metodi fascisti per denigrare il potere in carica, copione gia visto negli USA dagli esagitati contro a prescindere (quelli che quando Obama faceva le guerre, tacevano, della seria 2 pesi e 2 misure!) e lo stesso in GB.
      La feccia sono loro stessi in realtà, impopolari, elitari e razzisti.
      La scelta poi di Nicola di fare passare i due già dalla foto per Stallio & Ollio, patetica. Concordo con altri lettori, finalmente un primo ministro degno e una politica che, nei limiti, cerca di rispettare il programma elettorale, bene quindi il governo, male chi continua nella denigrazione a prescindere, già dall’insediamento.

  18. Un socialista libertario

    Concordo con Cariglia, e segnalo un interessante appello contro le politiche in tema di migrazioni del governo Conte-Salvini-Di Maio. Per firmarlo si può scrivere a petizionemigranti@gmail.com indicando nome, cognome, affiliazione/qualifica e luogo di residenza.

    PRESA DI POSIZIONE PUBBLICA CONTRO LA POLITICA IN TEMA DI MIGRAZIONI DEL GOVERNO CONTE-SALVINI-DI MAIO

    Siamo insegnanti, docenti universitari, scrittori, artisti, medici, economisti, membri della società civile. Denunciamo come incostituzionale, moralmente inaccettabile e contraria ai più elementari diritti umani la politica sull’immigrazione del governo Salvini-Di Maio. Nel futuro non assisteremo senza opporci con tutti i possibili mezzi legali al respingimento di navi umanitarie, alla minaccia di “censimenti” di tipo etnico-razzista o ad altri fatti di questa gravità.

    Denunciamo come ugualmente pericoloso, anti-costituzionale e inaccettabile l’intero asse politico europeo di orientamento razzista e nazionalista cui questo governo guarda ideologicamente. Da sempre i flussi migratori sono naturali ed essenziali per le civiltà umane; il rispetto della diversità culturale, del diritto d’asilo e del diritto all’integrazione, principi duramente conquistati dall’Europa con la sconfitta del nazifascismo, sono l’unica strada che è necessario regolare e percorrere, naturalmente a livello europeo.

    Chiediamo al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella di ostacolare in quanto incostituzionale ogni provvedimento ispirato a discriminazione etnico-razzista o lesivo del diritto d’asilo.

    Tra i firmatari:

    Renata Allio (Prof. Emerito Univ. Torino)
    Franca Balsamo (Prof. Emerito, Univ. Torino)
    Riccardo Barbieri (Prof. Emerito Sc. Normale Sup., Pisa)
    Anna Chiarloni (Prof. Emerita, Univ. Torino)
    Claudio Ciancio (Prof. Emerito, Univ. del Piemonte Orientale)
    Giancarlo Consonni (Prof. Emerito, Politecnico Milano)
    Rosaria Egidi (Prof. Emerita Roma Tre)
    Annalisa Fasolino (Prof. Emerita, Radboud Univ., Nijmegen, NL)
    Marta Fattori (Prof. Emerita, Univ. Roma La Sapienza)
    Lia Formigari (Prof. Emerita, Univ. Roma La Sapienza)
    Anna Maria Gentili (Prof. Emerita, Univ. Bologna)
    Marcello Giorgi (Prof. Emerito, Univ. Pisa)
    Sergio Givone (Prof. Emerito, Univ. Firenze)
    Hugo Grossi (Prof. Emérito Univ. Nacional de Luján, Buenos Aires, Argentina)
    Maria Grossmann (Prof. Emerita, Univ. Aquila)
    Tomaso Montanari (Presidente di Libertà e Giustizia, Univ. Napoli Federico II)
    Giorgio Nebbia (Prof. Emerito, Univ. Bari)
    Fabrizio Nicastro (Ist. Naz. di Astrofisica – Osservatorio Astronomico di Roma)
    Loredana Olivato (Prof. Emerita Univ. Verona)
    Giorgio Patrizi (Univ. Campobasso, Premio Flaiano per la letteratura 2015)
    Augusto Ponzio (Prof. Emerito, Univ. Bari Aldo Moro)
    Francesco Remotti (Prof. Emerito, Univ. Torino)
    Franca Ruggieri (Prof. Emerita, Univ. Roma Tre)
    Salvatore Settis (Prof. Emerito, Sc. Normale Sup., Pisa)
    Alfredo Stussi (Prof. Emerito Sc. Normale Sup, Pisa)
    Silvano Tagliagambe (Prof. Emerito, Univ. Sassari)

  19. Giocondo Brogi

    Non sono d’accordo ,in questo caso, con Nicola Cariglia. L’attuale governo sembra tenti di mantenere qualche cosa di quanto ha promesso in campagna elettorale. Il Matteo Salvini mi sembre,forse meno “simpatico” , ma più serio del Matteo precedente. Per non parlare del presidente del consiglio che mi sembra il più accettabile degli ultimi venti anni.
    Intendendo fra i predecessori sia gli eletti che i nominati. Lasciateli lavorare ! Peggio del cerchio magico non potranno mai fare.

  20. Adalberto Scarlino, Firenze

    Il direttore è…navigato osservatore. Chiare, come sempre, le sue argomentazioni. Salvini a parte, però,
    non darei un giudizio altrettanto critico sugli altri.
    Vorrei, anzi, fare l’elogio di Conte. Parla poco; di preferenza parla DOPO e non prima; parla in italiano corretto ( a me sembra un pregio ); e preferisce la concretezza alla vanteria. Non male, per ora.
    Si chiama Giuseppe Conte. Ed è lui il presidente del Consiglio.

  21. Paolo Francia

    alcuni errori Nicola, intanto alla “matriciana” manca la A (il famoso sugo viene da Amatrice), poi non si capisce cosa avrebbero fatto di meglio altri politici al posto di Salvini, in Europa invece hanno capito che la musica è cambiata, e mi sembra un bel risultato. Quanto alla paura delle urne, purtroppo devo smentirti, il M5S resta in testa delle preferenze degli elettori, seguito di corta misura dalla Lega, mentre i “buoni” del PD franano ancora un po’, incapaci di analizzare la situazione, intercettare il malcontento, ma insistendo (un po’ come te) a fare i buoni e intelligenti, i soli con la patente dei migliori a prescindere. Mi pare che il bilancio di una legilstura che è iniziata da appena un mese stoni col tuo giudizio tranciante, pare che per te siano passati 4 anni, ma capisco che il tempo a una certa età corra via sempre piu veloce.

    • Un socialista libertario

      Paolo persiste nel difendere un governo razzista, nazionalista, filo-putiniano. Un consiglio: si legga “La personalità autoritaria” di Adorno, Brunswik, Levinson e Sanford o magari “Il fascismo eterno” di Umberto Eco. Si renderà conto che essere fascisti non significa necessariamente inneggiare a Benito Mussolini, significa avere una precisa visione della vita e del mondo. Le caratteristiche di questa visione del mondo sono molteplici: culto dell’aggressività, sottomissione autoritaria, pensiero magico, disprezzo della tenerezza e della dolcezza, della riflessione, della complessità. Il populismo stesso, caro Paolo, è in qualche modo un’espressione del fascismo.

    • Caro Paolo,
      se segnali il presunto errore per fare sfoggio della tua cultura, cioè per rendere noto al volgo e all’inclita che sei al corrente dell’esistenza della carinissima Amatrice, al confine tra Lazio e Abruzzo, passi. Ma sappi che il saporitissimo condimento si può indifferentemente definire “matriciana” o “amatriciana”. ed io, non essendo come te uno snob, lo chiamo come detta l’uso comune. Impossibile convincermi del contrario. Per il resto, le solite trite e ritrite osservazioni che niente aggiungono o tolgono alla tua predisposizione ad assecondare luoghi comuni e pregiudizi ispirati al peggiore risentimento giustizialista. Quando ti sarai stancato di recitare la tua parte potremo supplire tirerando fuori dall’archivio i tuoi commenti che sono sempre uguali.

      • Un socialista libertario

        In effetti le argomentazioni di Paolo sono sempre più grossolane. Ora è addirittura arrivato a prendersela perché parliamo di politica invece che della Juve…

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