LEOPOLDA IX: il camper renziano riparte da Bonafè

Al di là delle kermesse romane e delle tante (auto)candidature di facciata, la scena è sempre più in mano alle truppe dell’ex-premier.

di Daniele Marchetti | 22 ottobre 2018

Tutto secondo copione. Per i prossimi tre anni il PD toscano sarà governato da un monocolore renziano capitano dall’eurodeputata Simona Bonafè. Con tanti saluti per i non renziani, i renziani critici e quelli dialoganti, tutti usciti “a pezzi” dalle primarie toscane.

Altro che scontro fra le varie anime del Partito. Nella terra di Dante, al di là della candidatura di testimonianza dell’orlandiano Fabiani (nome totalmente sconosciuto ai più), è andata in scena la “genuflessione collettiva” all’astuta strategia ideata dal duo Lotti-Giacomelli e portata a termine, con fragoroso successo (tanto per brindare alla sobrietà), dallo stresso ex-Premier.

Un segnale decisivo in vista della “resa dei conti” nazionale in programma -forse (perché tutto nel PD appare aleatorio)- nel prossimo febbraio.

Solo due infatti sono ormai le regioni decisive per il PD: l’Emilia Romagna e, appunto, la Toscana. Le uniche due realtà locali in cui, lo scorso 4 marzo, il centrosinistra ha egregiamente arginato l’irruenta avanzata giallo-verde.

Morale: senza la Toscana, ovvero senza Renzi ed il suo popolo, non si entra al Nazareno.

E che la partita sia questa lo riecheggiano le parole pronunciate dalla neo-eletta nel suo tour elettorale: “Queste primarie non saranno importanti solo per la Toscana ma per tutta l’Italia”.

Del resto, al di là delle kermesse romane e delle tante (auto)candidature di facciata, la scena è sempre più in mano alle truppe dell’ex-premier che un giorno sì e l’altro pure scandiscono e, talora, “destabilizzano” il dibattito precongressuale: ora con l’ex-Ministro Del Rio e la sua richiesta di una candidatura unitaria, ora con l’astuta quanto farlocca proposta della candidatura Minniti.

Un attacco a più punte. Ed una difesa blindata dal successo toscano.

Il Campionato è ancora lungo ed il calendario insidiosissimo. Ogni passaggio avrà la sua pena.

Ma la mèta per l’ex-Premier non sarà solo quella di confermarsi l’azionista di riferimento del primo partito riformista italiano, ma bensì ,quella di utilizzare la sala di comando del PD per il lancio di una nuova proposta politica in occasione delle prossime elezioni europee, consolidarla  con la riconferma di Firenze nella tornata amministrativa di primavera e consacrala definitivamente con la riconquista del governo regionale toscano nel 2020.

La rotta è tratta: Scandicci, Toscana, Roma, Italia.

Daniele Marchetti

Nato a Lucca nel gennaio 1965, sposato e padre di un furetto di nome Filippo, risiede a Firenze. Laureato in Scienze Biologiche, specializzato in Epistemologia presso l’Università degli Studi di Pisa e perfezionato in “Bioetica e Biotecnologie” all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma, dal 1997 è abilitato alla professione di Biologo e dal 2003 è giornalista iscritto all’Ordine della Toscana e Direttore di alcuni periodici lucchesi. Già ricercatore presso l’Università degli studi di Firenze e titolare di una borsa di ricerca del Ministero degli Affari Esteri (bandita dall’Istituto Agronomico per l’Oltremare), nel 2000 ha pubblicato per lo Studio Editoriale Fiorentino (S.E.F.) il volume “L’Italia delle Agro-Biotecnologie”. Appassionato da sempre di politica (quella pensata più di quella “realizzata”), nel 2001 entra in Consiglio regionale della Toscana come funzionario e nel 2009 guida, con la carica di Dirigente, una Segreteria Istituzionale. Dal 2010 ha rivestito l’incarico di Responsabile dell’Ufficio stampa di un influente Gruppo consiliare.

Un commento

  1. marco bonavia

    La notizia che il programma esplosivo di riconquista del potere – mai elettoralmente acquisito – passi attraverso il Tycoon Renzi, riempie di gioia e di serenità noi pentaleghisti.. Ho espresso in altre sedi una sussurrata stima per il candidato Zingaretti, appena in tempo prima del fatidico ZAP! …bruciato immediatamente!!! Il povero da me stimato sarà in Umbria a giorni, vorrei tanto dissuaderlo dal continuare a credere nel sogno degli altri, tanto avrebbe, e in effetti ha, vita breve. Peccato, ci rincuora comunque il pieno della Leopolda!!

Rispondi

Il suo indirizzo e-mail non verrà pubblicatoI campi obbligatori sono marcati *

*