Leonardo: morte per un ritratto

La recensione all’ultimo libro di di Massimo Gregori Grgic, edito da Mohicani Edizioni di Palermo, a cura di Alessandro Bertirotti.

di Alessandro Bertirotti | 12 settembre 2016

immagine-di-morte-per-un-ritratto-00“E poi c’è il profilo di una donna sconosciuta, angelica, la cui identità Leonardo non ha mai voluto svelare o confermare di fronte agli innumerevoli pettegolezzi dei suoi discepoli. (…) I più audaci tra loro sussurravano che fosse stata amante di Leonardo”.

Proprio intorno a questa misteriosa opera ruota la fitta trama del nuovo libro giallo di Massimo Gregori Grgic, Leonardo: morte per un ritratto. Il romanzo si pone tra storia e finzione, come lo stesso autore sottolinea nella prefazione. Questa duplice appartenenza di genere è di notevole interesse per il lettore appassionato della storia di Leonardo da Vinci cosicché, mentre legge le vicissitudini che la trama propone, può scoprire quali e quante storie leonardesche siano riferite a fatti e persone reali.

Come afferma Peter Silverman, proprietario del ritratto di Leonardo in questione, nella sua introduzione al testo, “Massimo Gregori (…) è per molti aspetti un uomo rinascimentale. (…) Lui e io condividiamo una passione, se non un’ossessione, per il più grande genio universale che sia mai vissuto: Leonardo da Vinci. Sospetto che Massimo e io saremmo stati felici di vivere nella Firenze del quindicesimo secolo”.

È certo un libro di enorme interesse, tanto dal punto di vista storico-letterario che stilistico, perché riesce a catturare l’attenzione del lettore creando continuamente attese e domande, lasciando comunque la risposta finale a ciò che ogni lettore desidera trovare. Certo, faccio qualche fatica a credere che le nuove generazioni, siano attratte da questo genere di letteratura, essendo poco avvezzi ad un lettura sistematica e raffinata.

Il romanzo narra i passaggi di proprietà che attraversa il ritratto dopo la morte del Maestro. Infatti, il dipinto, nel corso dei secoli, fa scomparire le proprie tracce passando dalle mani di moltissimi, illustri e non, proprietari, a seguito di eredità, donazioni e acquisti. Esiste, per altro, una copia fedele del quadro, dipinta da Gian Giacomo Caprotti, detto Salai, allievo e amico di Leonardo e questa riproduzione, scambiata per il dipinto originale, subisce la sua stessa sorte, finendo in possesso di innumerevoli proprietari.

La vicenda storica è confusa con la contemporaneità, con quell’intreccio tra opera originale e riproduzione che si fa sempre più fitto, obbligando il lettore ad una attenta rivisitazione del rapporto tra i concetti di vero e falso.

Gregori, con maestria, varia il proprio stile narrativo, in relazione alla circostanza narrata. Si nota uno stile colloquiale e leggero nella narrazione degli eventi contemporanei, mentre lo stile si fa molto più delicato e dettagliato nella presentazione degli scenari rinascimentali, quando l’autore si abbandona, forse, ad eccessive digressioni di natura sessuale. La massima accuratezza viene raggiunta quando l’autore presenta la figura di un Leonardo ormai anziano, descrivendo il Maestro nei minimi particolari, quasi a volerlo dipingere. E ci riesce magistralmente.

Il testo, inizialmente lento e verboso, diventa sempre più agile, essenziale e coinvolgente accompagnando il lettore e la sua curiosità verso le pagine finali le quali, come accade in ogni buon libro, si fanno leggere in un solo respiro.

Alessandro Bertirotti

Alessandro Bertirotti, antropologo della mente, è nato nel 1964. Si è diplomato in pianoforte presso il Conservatorio Statale di Musica di Pescara e laureato in Pedagogia presso l'Università degli Studi di Firenze. È Vice Segretario Generale dell’Organizzazione Internazionale della Carta dell’Educazione CCLP Worldwide dell’UNESCO, membro del Comitato Scientifico Internazionale del CCLP e Presidente Internazionale della Philomath Association È docente di Psicologia Generale presso il Dipartimento di Scienze per l'Architettura della Scuola Politecnica dell'Università degli Studi di Genova e Visiting Professor di Anthorpology of Mind presso la Universidad Externado de Colombia, a Bogotà.

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