Le parlamentiarie grilline: fumo negli occhi per gli elettori

Un inganno questa è la parola giusta per descrivere la farsa delle parlamentarie. Un inganno a rischio privacy da quanto denunciava C. Cerasa su ‘Il foglio’, di qualche giorno fa.

di Luigi Vimercati | 11 febbraio 2018

Per rappresentare il popolo degli indignati bastano pochi voti di amici e parenti. Questi ci dicono i risultati delle cosiddette parlamentarie grilline. Fuori lo scapestrato d’Italia Dibba Di Battista, impegnato nella difficile battaglia di mettere d’accordo l’essere padre, che vuol vaccinare giustamente il proprio bebè, con l’essere un grillino schiaccia l’occhio ai no vax, gli altri, big e non, non hanno faticato granchè a conquistare un posto blindato in lista. A Roberto Fico, il presidente della vigilanza Rai, con il look da barbudo sudamericano perchè è ‘de sinistra’, sono bastati solo 315 voti; la sconosciuta ma avvenente Simona Nocerino ha mobilitato forse solo gli amici della palestra, in numero di 57, per ottenere nientepopodimeno che il posto da capolista al Senato in Lombardia 4; l’avvocato del Movimento ligure Mattia Crucioli si guadagna un posto blindatissimo con 40 preferenze, meno del numero dei suoi clienti immagino. Infine Luigi Di Maio, detto Giggino o’ congiuntivo, candidato in pompa magna alla carica di premier d’Italia, ha collezionato la fantasmagorica cifra di 490 voti di preferenza dopo mesi di presenza mediatica nazionale e internazionale! La miseria dei voti di preferenza per i candidati è però nulla di fronte al flop dei partecipanti al voto sul sacro blog di Casaleggio. Per i candidati alla Camera hanno votato meno di 40 mila persone ( 39.991 per la precisione). E questa sarebbe la democrazia diretta che dà voce ai cittadini, che ricordo sono circa 60 milioni? Consiglio Di Maio, Grillo e Casaleggio di fare una seduta spiritica e farsi raccontare dal buon Jean Jacques Rousseau che cos’è la democrazia diretta. La verità è che il voto online ha fatto solo da schermo per la nomina dall’alto dai candidati esercitata da Di Maio e Casaleggio. Un inganno questa è la parola giusta per descrivere la farsa delle parlamentarie. Un inganno a rischio privacy da quanto denunciava C. Cerasa su ‘Il foglio’, di qualche giorno fa che dava conto dei risultati di un’indagine del Garante per la Privacy. Pare, infatti, che il sistema obsoleto usato dal giovane Casaleggio per il voto on line consenta la profilatura dei votanti e l’accesso alla loro identità.
Quello che però stupisce è la mancata reazione delle migliori penne italiane che dal Corriere in giù continuano a sostenere lo storytelling pentastellato di essere i cavalieri senza macchia che sono pronti a salvare l’Italia da quel perfidone di Renzi.

Luigi Vimercati    (lavocemetropolitana.it)

 

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