Le grandi manovre di Rossi per tornare nel PD (ed essere candidato alle Europee)

Rossi intende candidarsi alle elezioni europee ma con un partito che gli permetta preferenze sufficienti per essere eletto.

Enrico Rossi

di Daniele Marchetti | 12 Novembre 2018

Toscana, Toscana ed ancora Toscana. Dopo la riconquista renziana del fortino mediceo con l’imposizione ed elezione della neo-segretaria regionale PD Simona Bonafé e le grandi manovre interne alla Lega per annettere definitivamente gli ultimi rimasugli del centrodestra che fu e tentare la scalata a Palazzo vecchio: il vero “trono” toscano, qualcosa sembra muoversi anche a sinistra. Ovvero in casa Rossi.

Il governatore che per primo aveva osato sfidare l’ex Sindaco allora sulla rampa di lancio imponendo -di fatto- la sua ricandidatura a Governatore della Toscana (correva l’anno 2014) e che dal giugno 2015 -mese della sua riconferma alla guida della Regione- indossò i panni dell’antirenziano DOC (dapprima autocandidandosi -assai prematuramente e con scarsissimo successo- alla segreteria del PD per poi confluire -con molte riserve (le stesse che gli altri nutrivano nei sui confronti) – in Liberi ed Uguali da cui prese subito le distanza per divenire il promotore del “partito del lavoro”) adesso tenta l’ultima giravolta doppio-carpiata: rientrare nel PD.

E lo fa nel momento apparentemente peggiore nel quale Renzi ha rialzato la testa confermando il suo potere tra le fila della rossa Toscana. Eppure adesso è per Rossi il momento più opportuno!

Procediamo per ordine.

Rossi intende candidarsi alle elezioni europee ma con un partito che gli permetta preferenze sufficienti per essere eletto. E a sinistra l’unico partito che ha un tale bacino di preferenze è il PD.

Allo stesso tempo Renzi, tornato granduca, esige la candidatura di un renziano a Presidente della Toscana liberandosi una volta per tutte dell’ingombrante ex-renziana, vicepresidente ed assessore regionale alla salute Saccardi. Ritenuta da molti la candidata in pectore a succedere allo stesso Rossi.

Il gioco è fatto: tu dai una cosa a me ed io do una cosa a te. Rossi defenestra la Saccardi e viene riaccolto dal PD fiorentino che lo appoggia per la candidatura alle europee della prossima primavera.

Lineare Watson! Tanto che nei palazzi della Regione si parla sempre più apertis vebis di rimpasto.

E tutto per il duro scontro che -guarda caso- Rossi ha innescato -strumentalmente- con la Saccardi sull’intramoenia ovvero sulla possibilità per i medici dipendenti del Sistema Sanitario Nazionale di esercitare la libera professione in ospedale. Rossi improvvisamente è divenuto contrario, mentre l’assessora  è per lo status quo.

Scontro ideologico: la migliore scusa per evidenziare una incompatibilità di vedute da scatenare un’autentica bagarre e parole dure della stessa Saccardi: quando vedrò il testo della proposta di legge (del presidente) la valuterò.

Come dire io non parlo più con quello lì.

Il dado è tratto. Adesso si attende il voto in Giunta. Ma quella parolina magica “rimpasto” che Rossi aveva sempre avversato ormai riecheggia in tutta Firenze. E molti, nel giglio magico molto “potato”, scaldano i motori per una poltrona che, nei mesi prossimi, diventerà “la poltrona”.

Infatti con l’eventuale elezione di Rossi al Parlamento europeo le redini del governo regionale sarebbero affidate al Vicepresidente fino alla naturale scadenza del mandato ossia al giugno 2020.

Quindi se Rossi vuol meritarsi un posto in Europa da candidato PD ha solo una chance: “dimettere” l’ex renziana Saccardi e sostituirla con il nome che indicherà Simona Bonafé, ovvero Renzi.

Un percorso che appare assai ben avviato.

Daniele Marchetti

Nato a Lucca nel gennaio 1965, sposato e padre di un furetto di nome Filippo, risiede a Firenze. Laureato in Scienze Biologiche, specializzato in Epistemologia presso l’Università degli Studi di Pisa e perfezionato in “Bioetica e Biotecnologie” all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma, dal 1997 è abilitato alla professione di Biologo e dal 2003 è giornalista iscritto all’Ordine della Toscana e Direttore di alcuni periodici lucchesi. Già ricercatore presso l’Università degli studi di Firenze e titolare di una borsa di ricerca del Ministero degli Affari Esteri (bandita dall’Istituto Agronomico per l’Oltremare), nel 2000 ha pubblicato per lo Studio Editoriale Fiorentino (S.E.F.) il volume “L’Italia delle Agro-Biotecnologie”. Appassionato da sempre di politica (quella pensata più di quella “realizzata”), nel 2001 entra in Consiglio regionale della Toscana come funzionario e nel 2009 guida, con la carica di Dirigente, una Segreteria Istituzionale. Dal 2010 ha rivestito l’incarico di Responsabile dell’Ufficio stampa di un influente Gruppo consiliare.

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