Le facce nuove della terza repubblica e quelle vecchie (e a culo) della seconda

di Tuttocchiali | 9 dicembre 2013

Se ne accorgono ora di quanto sia stata squallida quella che proprio loro avevano pomposamente battezzato “seconda repubblica”?

robertodalimonteNegli ultimi tempi, pur avendola spesso detestata, ci siamo fortemente affezionati a Repubblica. Scadere nel ridicolo è sempre stata una nostra inconfessata preoccupazione. Ma, sul punto, il giornale di largo Fochetti ci rassicura ogni giorno di più: il confine (tra l’essere ridicoli e non esserlo) è stato abolito. Non avremmo letto, altrimenti, la prosa e le immagini estasiate e bucoliche di Curzio Maltese a proposito dei tre finalisti delle primarie del PD: “bisogna dire che Renzi, Cuperlo e Civati hanno trasmesso insieme l’idea di una nuova classe dirigente alle porte”. Toc, toc!

“Renzi, Cuperlo e Civati sono diversi fra loro…. ma soprattutto sono molto diversi dalla compagnia di giro televisiva della seconda repubblica. Non sono uomini di potere, conducono vite normali, hanno belle facce, conservano un’ingenuità e una passione che sembravano passate di moda. Per una volta, sono politici che assomigliano a chi li vota”.

Ora, sulle facce di Renzi, Cuperlo e Civati nemmeno noi abbiamo dubbi. Li abbiamo, invece, perché non riusciamo a distinguerle dal culo, sulle facce di quelli di Repubblica, di altri giornali, e di tantissimi maitre a penser che portano il cartello con scritto “affittasi”. Se ne accorgono ora di quanto sia stata squallida quella che proprio loro avevano pomposamente battezzato “seconda repubblica”? Ce l’hanno imposta ( e ne hanno tratto ogni profitto, lecito e illecito) grazie a magistrati conniventi e alla potenza di fuoco dei loro giornali e delle loro finanze. E ora pretendono di insegnare quanto faceva schifo, a noi che lo abbiamo sempre saputo?

Con quale faccia? Con la stessa faccia del prof Roberto D’Alimonte, il quale ora imperversa sui giornali e nei talk-show per spiegare a tutti quanto il porcellum sia brutto e cattivo? Eppure è lo stesso che, come si legge (o si leggeva) nel suo curriculum “Tra il 2002 e il 2004 è stato consulente del Consiglio regionale della Toscana nella predisposizione della nuova legge elettorale e della legge sulle primarie.”  Si da il caso che questa biennale consulenza abbia poi portato la Toscana a dover votare per prima con il “porcellum- toscanellum”: a liste bloccate, sbarramenti e soglie tali da anticipare la legge introdotta, solo un anno dopo, a livello nazionale. Con qualcosa, se possibile, di peggio perché la legge toscana, sostenuta da uno scellerato patto tra il presidente della Regione Martini (DS) e Denis Verdini (Forza Italia), venne anche accompagnata da un altrettanto osceno aumento dei consiglieri regionali che passarono da cinquanta a sessantacinque. Nel sonno profondo  dei Curzio Maltese, dei Roberto D’Alimonte e di tutta l’industria del riciclo politico, giornalistico e intellettuale della nostra amata Italia.

Tuttocchiali: uno scriba errante e discontinuo che appare e scompare da oltre quaranta anni su giornali e testate della Toscana. qualcuno dubita che realmente esista, altri pensano addirittura che i suoi scritti siano frutto dell'opera collettiva di una molteplicità di altri scrivani. Ma non è lecito rivolgersi ad esempi del passato che porterebbero a confondere l'ironia con il ridicolo.

2 commenti

  1. Adalberto Scarlino

    A me…di più !

  2. Giampaolo Mercanzin

    Mi piace moltissimo.

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