L’assurda legge sul Trattamento sanitario obbligatorio

di Roberto Fronzuti | 9 ottobre 2017

Sentiamo sempre più frequentemente pronunciare il termine Tso (Trattamento sanitario obbligatorio).

Purtroppo, la negazione del diritto alla conoscenza da parte dello Stato, che non fa delle azioni divulgative verso i cittadini per spiegare che cos’è il Tso, cancella di fatto la possibilità di apprendimento delle leggi. Proprio così… In Italia può capitare che bussino alla porta di casa vostra e portino via vostro figlio con la forza, come avveniva quarant’anni fa (prima delle legge Basaglia), quando portavano le persone ammalate di mente nei manicomi. La destinazione è il reparto psichiatrico di un ospedale pubblico, dove il vostro congiunto viene internato e sottoposto a cure da cavallo, dalle quali – con tutta probabilità – non si riprenderà per tutta la vita.

I familiari, gli avvocati, il medico personale, non hanno alcuna possibilità di agire verso l’ospedale psichiatrico, dove il primario ha il potere assoluto di gestire il malato. In questi reparti non esistono garanzie; neppure quelle previste nelle carceri per i detenuti.

Vi chiederete: come può accadere una cosa del genere in Italia? Accade,..  È sufficiente che due medici, certifichino che la persona debba essere sottoposta a Tso e che questa richiesta venga rivolta al sindaco del comune di residenza, e il dramma si consuma. Ma un grave provvedimento come il Tso dovrebbe come minimo essere convalidato preventivamente da un magistrato, con l’obbligo del giudice di ascoltare il malato entro 24 ore. Le persone arrestate per reati comuni devono essere sottoposte all’interrogatorio di garanza (pena l’annullamento del mandato di carcerazione), nel corso del quale il magistrato si rende conto personalmente…al di là dei documenti.

Purtroppo non è così per il Tso; un’autorità amministrativa qual è il sindaco si prende la responsabilità di privare della libertà personale un cittadino, senza conoscerlo, senza sapere nulla del vissuto di un essere umano, al di là delle carte carenti di motivazioni, spesso redatte in burocratese e ciclostilate. Mentre la persona viene di fatto arrestata, il sindaco ha ben 48 ore per trasmettere la documentazione al giudice Tutelare, che a sua volta ha altre 48 ore per convalidare il Tso.

In Italia, ogni anno, 10.000 persone vengono sottoposte a Tso; se consideriamo il coinvolgimento nel dramma dei familiari dell’internato, dobbiamo pensare che una intera città di 45.000 abitanti come Lodi è coinvolta in una dolorosa vicenda, contornata da una miriade di dubbi e interrogativi.

Non molto tempo fa è morto a Torino per soffocamento un ragazzo che i vigili volevano portare in ospedale per sottoporlo a Tso. Ma c’è una vicenda per tutte, che si è svolta all’ospedale di Vallo della Lucania, in provincia di Salerno, dove viene ricoverato Francesco Mastrogiovanni, (considerato una bravissima persona dai numerosi conoscenti che hanno portato la loro testimonianza) che dimostra quale iattura sia il Tso. L’insegnante, fin dall’arrivo viene collocato su una barella e legato mani e piedi.

Per 90 ore rimane in sofferenza senza mangiare, bere, ed essere  visitato da un medico. Anche dopo morto, viene lasciato abbandonato sulla portantina. Per questa tragica e incredibile vicenda, sono state giudicate e condannate 18 persone, fra medici e infermieri, solo grazie alla telecamera che aveva registrato il tutto Mastrogiovanni stava facendo il bagno in mare; era in stato un po’ euforico, ma non era mai stato violento e tanto meno aveva dato fastidio a qualcuno. Anche in questo caso sono stati i vigili urbani a fare l’impresa di trarlo in arresto. Abbiano citato solo due ordinanze di Tso finite tragicamente; ma purtroppo sono centinaia i casi di persone che sono morte a seguito di questo provvedimento forzoso.

Quella sul Tso è una legge fatta male, tortuosa, che si contraddice, che viola 3-4 articoli della Costituzione, in materia di diritti e di libertà personali. È una legge che va cancellata, così com’è avvenuto in Germania dal 2012.

Di fronte ad una situazione del genere, come fa un sindaco a firmare un Tso senza prima guardare negli occhi  la persona che viene privata della libertà personale?

Infine, non possiamo non avanzare i nostri dubbi sulle possibili complicità fra gli “attori” coinvolti nei Tso, tese a togliere di mezzo qualche parente scomodo facendolo passare per matto. Varrebbe la pena di indagare seriamente sui 10.000 casi di Tso e sulla necessità del provvedimento.

Roberto Fronzuti

Fronzuti Roberto, editore e giornalista. Nel 1967 Inizia l’attività giornalistica collaborando con varie testate. Nel 1968 Fonda e tuttora dirige il settimanale d’informazione “L’Eco di Milano e Provincia”. Ha fondato le riviste di settore mensili, “Stampare” e la pubblicazione “F & C Magazine” tradotta anche in inglese e spedita in altri paesi. Dal 1970 al 1980 ricopre incarichi a livello amministrativo nel Comune di San Donato Milanese, nel ruolo di assessore alle Finanze e Commercio. Nel 1992, su nomina del Presidente dell’0rdine dei Giornalisti, entra nel Consiglio di Presidenza dell’Istituto per formazione al Giornalismo Carlo De Martino. Dal 1992-1997, viene eletto nel Consiglio direttivo dell’Associazione Lombarda dei giornalisti. Dal 1997 ad oggi, è Segretario Nazionale della Associazione onlus “Tribunale per la Tutela della Salute”.
Ad oggi, Editorialista del settimanale on-line www.pensalibero.it, dal 1
gennaio 2016 è stato nominato direttore de Il Globulo, la rivista dei Donatori di Sangue dell’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano.

Rispondi

Il suo indirizzo e-mail non verrà pubblicatoI campi obbligatori sono marcati *

*