L’Assedio e la misteriosa morte di Francesco e Bianca: il ricordo, la festa.

di Enrico Martelloni | 12 settembre 2018

Cari amici, da buon villano invito tutti coloro cui può interessare la festa di Poggio a Caiano, tra i giorni 14 e 16 settembre. L’Assedio alla Villa,  rievoca il celebre incontro nel 1565 tra Francesco I de Medici e l’infelice Giovanna d’Austria, sposati come di solito capitava tra regnanti per procura e per necessità politiche.  Sarà di sicuro una bella festa con rievocazioni storiche dai tempi di Lorenzo il Magnifico a Vittorio Emanuele II. Da Elisa Baciocchi Bonaparte e Niccolò Paganini, fino al ‘900: V secoli di Storia, in una delle più belle ville medicee, commissionate da Lorenzo all’architetto fiorentino Giovanni da Sangallo. Il fascino della Villa, purtroppo  ancora separata dalle Cascine adiacenti, è avvolto dalla misteriosa morte dei nobili amanti. Francesco I che si disinteressò della apatica Giovanna per Bianca, si ritrovava con lei spesso, nella  splendida vastità del parco di Poggio a Caiano che ne costeggiava la Villa, ricco di boschi e di canali un tempo navigabili. Lo percorrevano su piccole barche per loro svago, come per quello delle molte principesse che in Villa vi soggiornarono in seguito. Ancora oggi, la misteriosa morte di Francesco e Bianca Cappello interessa la curiosità mondana, fatta un tempo di pettegolezzi sfumati nei secoli in una apparente spicciola storia d’intrighi, divenuta allora chiacchera in tutte le corti d’Europa. Veleno a base di arsenico, o solo febbre terzana, magari dovuta alla puntura nefasta di una zanzara sui nobili e diafani  glutei di amorosi amplessi tra i prati d’orati e nei boschi del Barco reale? Nessuno lo saprà fino infondo anche se morti entrambi alla distanza di poche ore l’uno dall’altro, pare senza l’uno sapesse dell’altro, furono poi seppelliti distanti. Lui, alle Cappelle Medicee con la prima moglie Giovanna, lei poco distante dalla Villa. La scoperta del corpo della veneziana Bianca Cappello è stata da pochi anni riconosciuta da precise analisi con il corpo diviso dalla testa per la perfidia dell’omicida, presso la chiesa di Bonistallo che guarda verso Firenze dominando Poggio a Caiano. Il sospettato numero uno, resta il fratello divenuto Granduca col nome di Ferdinando I. Lo sappiamo tutti, è vero, ma cari amici, noi non eravamo lì. Ci affidiamo, dunque, alle analisi moderne e alla ricostruzione di una storia che non ha chiarito definitivamente i dubbi di una così efferata morte, ma che per i tempi, il metodo era abbastanza di moda quasi ovunque in Europa. Vi esorto dunque di passare da queste parti, previa pecunia, e ripercorre le stanze, e le vie  dei due sfortunati principi, ben ricordandovi che se avete voglia di sbarazzarvi di qualcuno non necessariamente dovete usare l’arsenico; con i metodi di indagine d’oggi non la fareste franca.

Enrico Martelloni

Fiorentino di nascita ma senese d'adozione, disegna su qualsiasi elemento gli capiti in mano, passando da una vignetta pungente ed irridente ad un ritratto del proprio interlocutore con estrema naturalezza. Nasconde una profonda sensibilità ai temi ucraini, ben raccontati su questo sito.

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