L’anno che verrà

Il 2019 è già pieno di scadenze pianificate dalle elezioni europee alle cerimonie di Matera città della cultura, e poi il nuovo ponte di Genova. Ce la faremo?

di Fabrizio Binacchi | 18 Nov 2018

L’anno che verrà è già pieno di novità programmate.  E pure di incognite. Perché la scadenza delle elezioni europee è già vista come la data spartiacque per la politica, l’economia, la società (civile e non) e pure per la geografia. Per esempio l’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea obbligherà a rifare tutte le carte geografiche politiche.

L’anno che verrà sarà quello di fine decennio e prodromico (prometto che sta parola non la userò più per un anno, soprattutto a vantaggio di tutti gli amici e conoscenti che hanno la erre arrotolata o elisa) cioè preparatorio dell’anno tondo ma non palindromo (anche per sto termine vi chiedo perdono ma vi basta un giro in Google e tutto vi si illuminerà) dicevamo anno tondo 2020.

Ma intanto vediamo cosa ci promette di pianificato questo 2019. Mica male come numero venti diciannove fa già la sua figura grafica. Naturalmente capiremo che saremo nel Diciannove a gennaio avanzato perché, com’è piuttosto noto e sentito, fin dopo l’Epifania (mh che tutte le feste di porta via, da una vita) risentiamo della fine dell’anno prima. Ci mettiamo sempre quella decina di giorni per abituarci al numero e alle scadenze dell’anno nuovo.  Alzi la mano chi per una quindicina di giorni dell’anno nuovo non ha sbagliato a mettere ancora la data dell’anno vecchio? Dai, siate sinceri e ammettetelo. Capita anche negli uffici più importanti e blasonati.

Non faremo in tempo ad abituarci al gennaio 2019 che avremo subito una scadenza internazionale per una delle nostre città italiane più belle e ultimamente molto celebrata: Matera.  Ecco la data,  il lungo e l’orario della prima grande scadenza dell’anno nuovo che farà scattare l’Anno Europeo della Cultura 2019 a Matera: cerimonia di apertura fissata alle ore 19 e 19 minuti del 19 gennaio 19. Fantasia portami via.

Matera merita un viaggio e una visita bella  approfondita. Non solo per i Sassi o per il Castello del Conte Tramontano ma per tutto quel patrimonio di arte, cultura, spettacolo, folklore, e ambientale che la città lucana racchiude e propone. E ora dischiude.

Sono stato a Matera per alcune trasmissioni che conducevo in televisione e devo dire che lì c’è anche un patrimonio antropologico che ti avvolge.

Oserei proporre un allargamento della visita a Matera nell’anno della Cultura 2019 per fare un tour nella Basilicata più profonda e sconosciuta, ai più.

A qualche chilometro da Matera c’è Bernalda che condivide con il capoluogo di provincia anche una parte dello stemma civico, lo stesso animale, il bue, che tiene in bocca tre spighe di grano su fondo azzurro, centro storico di richiamo e mi dicono piatti di grande tradizione. Lì vicino c’è Montescaglioso, poi Metaponto, Marconia, e via cercando sulla cartina o su maps.  Questa Basilicata, o Lucania che dir si voglia, è proprio, come dicevano e scrivevano i giornalisti di un tempo, uno scrigno che raccoglie grandi tesori e ambienti naturali di grande importanza.

Mi faceva notare un collega di quelle parti ad esempio che noi italici pensiamo a quella regione come all’unione delle due provincie, Potenza e Matera graficamente una sotto l’altra per una percezione ovviamente sbagliata. Mentre l’Umbria ha le due province che la costituiscono geograficamente una sopra l’altra Perugia sopra Terni, qui in Basilicata Potenza è a fianco di Matera, quasi allineati i due capoluoghi sulle stesso parallelo, e pensate che anche tra loro i potentini e i materani si dicono vai su o vai giù, quando si dovrebbero dire vai a est o vai a ovest.

Il sopra e sotto della regione lucana è invece punteggiato da altre località meno conosciute ma determinanti per la costituzione geo-culturale di questo territorio:  San Severino Lucano ad esempio è un paese in cui si parla più campano ed è al confine con la Calabria, quindi a sud. Un altro mondo rispetto a Melfi, o Venosa, o Lavello che sono il nord verso al Puglia e la Campania. Matera: è più pugliese che lucana mi dicono amici e colleghi che stanno lì, pensando che si arriva a Matera in dieci minuti da Altamura o da Sant’Eramo in Colle.  Poi si potrebbe fare un tour della Lucania semplicemente seguendo l’ordine dei nomi particolari e singolari dei paesi o dei comuni. Fate voi, basta guardare la cartina. Io l’ho fatto. Poi mi dite.

Il 2019 contiene anche un’altra data pianificata, almeno nel mese, che speriamo tutti sia ampiamente rispettata. Per l’aprile 2019 è previsto l’avvio dei lavori del nuovo Ponte di Genova sulle macerie del Morandi crollato il 14 agosto 2018. Ce la faranno, ce la faremo? Auguriamocelo davvero. Che il 19 sia l’anno del riscatto e del rilancio di Genova e dei suoi cittadini.  L’anno che verrà, l’anno che sarà.

 

Fabrizio Binacchi

Fabrizio Binacchi, giornalista economico @Tg1, poi in giro per l'Italia a dirigere redazioni e sedi regionali. Ha realizzato e curato varie trasmissioni su @RaiUno e @RaiTre. Ha condotto Linea Verde finendo in acqua e su Striscia, Paperissima, Blob, facendo passare quel poco di popolarità dai palazzi della politica ai supermercati. Insegna in vari master, ha scritto tre libri e ha vissuto in sette città ma solo in due si trova a casa: Bologna e Firenze.

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