Là sul discrimine dove la vita sembra perfetta

di Luigi Oliveto | 28 agosto 2017

Luigi Oliveto

 

 

L’ultimo romanzo di Silvia Avallone, “Da dove la vita è perfetta”, è un affresco a tinte forti dove si intrecciano temi che spesso convivono e collidono: la maternità, la paternità, il rapporto genitori-figli (talvolta a ruoli invertiti, con i figli chiamati a fare da genitori ai loro stessi genitori), la solitudine, scelte e vizi sbagliati, il desiderio di rivincita (persino di redenzione), l’attesa che qualcosa accada perché qualcosa dovrà pure succedere. Tutto ciò vissuto in un quartiere di periferia che, per quelle esistenze, è reclusione (fisica e mentale); è la condizione per la quale sarà loro impossibile poter cambiare i propri destini. Poiché – così si avverte il lettore – è “un quartiere con molte strade e nessuna via d’uscita”. È in tale contesto che si incontrano le storie di Adele, una ragazzina che sta per dare alla luce una bambina dalla quale verrà subito separata; Dora, trentenne, portatrice di handicap, anch’essa sul procinto di partorire un figlio-ragione-della-sua-vita; Zeno, lo studente di liceo classico, che è poi il narratore, il punto d’osservazione, in quanto destinato a non vivere per sé, ma ad osservare (aiutare) le esistenze altrui. Leggi tutto:

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giornalista e scrittore. Ha pubblicato i saggi: La grazia del dubbio (1990), La festa difficile (2001; 2003; seconda edizione accresciuta), Il paesaggio senese nelle pagine della letteratura (2002), Siena d'Autore. Guida letteraria della città  e delle sue terre (2004). Suoi scritti sono compresi nei volumi collettanei: Musica senza schemi per una società nuova (1977), La poesia italiana negli anni Settanta (1980), Discorsi per il Tricolore (1999). Arricchiti con propri contributi critici, ha curato il libri: InCanti di Siena (1988), Di Siena, del Palio e d’altre storie. Biografia e bibliografia degli scritti di Arrigo Pecchili (1988), Dina Ferri. Quaderno del nulla (1999), la silloge poetica di Arrigo Pecchioli L’amata mia di pietra (2002), Di Siena la canzone. Canti della tradizione popolare senese (2004). Così come è curatore, insieme a Carlo Fini, del libro di Pecchioli Chi la sa non la insegna. Raccolta di proverbi e modi di dire senesi (1995), dell’intervista di Mario Luzi realizzata per il calendario – libro Le Crete e la Val d’Orcia. Un terra di celeste stella (2000), dei volumi Mi guarda Siena con testi di Mario Luzi e immagini fotografiche di Pepi Merisio (2002) e Toscana Mater (2004) con testi di Mario Luzi e foto degli Archivi Alinari. Suoi anche i testi della guida Castelnuovo Berardenga. Storia, arte, natura e tradizioni (2007) e dell’album Indy e Lib (la “Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo” adatta per i bambini delle scuole elementari) giunto alla terza edizione. Oliveto è anche autore/sceneggiatore del documentario televisivo La città raccontata (2004) e, per la parte dei testi, del documentario Palio (2006) pubblicato in dvd. Nel 2007 ha curato il libro Qui sostò l’eroe. Garibaldi in terra di Siena (2007, primamedia editore). Nel 2011 ha scritto Giosué Carducci.Una vita da poeta e nel 2012 Giovanni Pascoli. Il poeta delle cose (primamedia editore). Da oltre dieci anni tiene una rubrica (Aforismi del giorno dopo) sul Corriere di Siena. Nel 2006 la sua attività pubblicistica trova un significativo riconoscimento con la menzione speciale al Premio giornalistico “Paolo Frajese”. È direttore responsabile di Sienalibri.it, portale di cultura e promozione libraria.

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