La sonnambula sulle Alpi svizzere

di Luca Summer | 27 novembre 2017

La stagione operistica del teatro del Maggio, dopo il successo della Rondine pucciniana, ha proposto La sonnambula, melodramma in due atti di Vincenzo Bellini, che non veniva rappresentato a Firenze da quasi un quindicennio. Per l’occasione è stato messo in scena un allestimento proveniente dal teatro La Fenice, con la regia di Bepi Morassi, le scene di Massimo Checchetto e i costumi di Carlos Tieppo.

 

La vicenda amorosa – a lieto fine – di Amina ed Elvino veniva ambientata sì in Svizzera, come prevede il libretto di Felice Romani, ma era posposta più o meno agli anni ’30 del secolo scorso, ossia circa un centinaio d’anni dopo rispetto alla prima esecuzione dell’opera medesima; inoltre aveva come sfondo non un bucolico paesaggio con contadini e contadinelle, bensì una stazione sciistica frequentata dalla ricca borghesia dell’epoca. Una soluzione, nel complesso, che non disturbava sostanzialmente l’impianto drammaturgico, anche perché la storia non è di grande spessore e la mano del regista è apparsa principalmente tesa a delineare con una certa attenzione i mutevoli stati d’animo dei protagonisti.

Questi ultimi, con Laura Giordano nella parte di Amina e Shalva Mukeria in quella di Elvino, sono stati una coppia di discreto livello da un punto di vista vocale, soprattutto il soprano, che ha esibito una buona tecnica anche nei passaggi più virtuosistici, mentre il tenore ha affrontato la sua prova con disinvolta sicurezza; ciò che è sembrato un po’ carente, semmai, è stata la dimensione espressiva dei personaggi, che è rimasta come in superficie, specialmente in Laura Giordano, a tratti monocorde o quanto meno sottotono sul piano dell’intensità caratteriale. Molto più efficace, in tal senso, è stato il basso Nicola Ulivieri, un conte Rodolfo di notevole incisività interpretativa. Buona la prova di Giulia Bolcato (Lisa), discrete quelle degli altri coprotagonisti.

 

Sul podio vi era Sebastiano Rolli, giovane direttore che ha saputo creare un buon equilibrio fra le delicate sonorità delle voci e il maggior peso dell’orchestra; quanto al coro, che nella Sonnambula svolge un ruolo di autentico protagonista, ha dimostrato grande compattezza, grazie ancora all’ottima guida di Lorenzo Fratini.

Teatro stracolmo, con buon successo di pubblico.

Luca Summer

 

Diplomato in pianoforte presso il Conservatorio Luigi Cherubini di Firenze, si è laureato presso il Dipartimento di Storia della Musica presso l’Università di Firenze. Insegnante di Storia della Musica in varie scuole ed associazioni, è specializzato nei compositori del 19° e 20° secolo. Ha al suo attivo numerose pubblicazioni.

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