La Segretaria

La dolorosa vicenda di Marchionne, un italiano atipico che lavorava 14 ore al giorno, ripropone comunque il ruolo fondamentale esercitato dalle dirette assistenti dei top manager.

di Oscar Bartoli | 30 Lug 2018

Tra i vari interrogativi che si affastellano sulla morte di Sergio Marchionne ve n’è uno relativo al comportamento della sua compagna.

Marchionne era separato dalla moglie ma non divorziato.

La signora era, come sembra per certo, a conoscenza delle precarie condizioni di salute del partner, ed era dipendente della FCA .

Si è trovata in una situazione imbarazzante perché alcuni ipercritici sostengono che quantomeno avrebbe dovuto informare per le vie brevi il suo capo, responsabile della comunicazione del gruppo, allo scopo di evitare pericolose oscillazioni e speculazioni azionarie se la notizia delle condizioni dell’amministratore delegato FCA fosse trapelata.
Secondo noi ha fatto bene a tenersi per se’ le sue preoccupazioni facendo prevalere l’amore.

La dolorosa vicenda di Marchionne, un italiano atipico che lavorava 14 ore al giorno, ripropone comunque il ruolo fondamentale esercitato dalle dirette assistenti dei top manager.Il fatto che la vita sentimentale di un capitano d’industria (et similia) trovi un porto sicuro tra le braccia di una stretta collaboratrice non deve meravigliare, tenendo conto del fatto che un alto personaggio con enormi responsabilità deve poter contare sulla fiducia di una persona che condivide con lui la maggior parte delle sue ore di impegno professionale e della quale si fida in toto.

Se poi la collaboratrice e’ gratificata anche da un aspetto piacevole e da una personalità ad ampio spettro, galeotto allora fu l’ufficio ed un matrimonio magari traballante.

La casistica è variegata e quasi sempre a senso unico: ricordiamo con simpatia un alto dirigente di un’industria fiorentina che si tratteneva fuori orario negli uffici dell’antico palazzo oggi sede di un prestigioso albergo a cinque stelle.

Solo che gli straordinari li faceva con la giovane segretaria, una tipa dal lamento erotico sopra i 150 dB.

Una guardia notturna impicciona sentendo quei potenti miagolii pensò bene di introdursi nel mega ufficio e da lì scaturì una storia che il top management della azienda fu costretto a rappattumare, inviando il dirigente, super sposato e con una larga prole, in altra locazione regionale.

E come non ricordare quell’altro capo del personale di un grande istituto pubblico la cui moglie, incarognita per i frequenti sconfinamenti ancillari, pensò bene una mattina di raggiungere in ufficio  il marito che prese a ombrellate destinandone qualcuna anche alla segretaria tuttofare.

 

Oscar Bartoli   (letter from Washington)

Oscar Bartoli, Avvocato, giornalista pubblicista, collabora con molti media italiani. Risiede negli Stati Uniti dal 1994 e vive tra Washington D.C. e Los Angeles. Ha lavorato per molti anni nel gruppo SMI,leader europeo nel settore metalli non ferrosi, successivamente nell'IRI come responsabile dei contatti con i media e in seguito direttore IRI USA. Ha insegnato per dieci anni alla scuola di giornalismo della Luiss e per due anni alla Catholic University di Washington DC. Tiene un corso sulla comunicazione nel Master di Relazioni Internazionali dello IULM di Milano. Da giovane, per pagarsi gli studi ma, soprattutto, perche' gli piaceva, ha lavorato come chitarrista - cantante suonando nelle case del popolo, circoli cattolici, night clubs, radio e televisione. Gli articoli per la rubrica Pillole d'Oltreatlantico sono pubblicati dal blog Letter from Washington DC

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