La Russia non rischierà la pace in Ucraina

di Enrico Martelloni | 20 novembre 2017

Putin non rischierà la pace in Ucraina, perché tra poco ci saranno i mondiali di calcio. Sarebbe come aprire gli occhi al mondo che non vuol guardare, come il solito, le atrocità che non le fanno comodo. Nel Donbass ci sono le fosse comuni di maschi e femmine di ogni età pro Ucraina, trucidati dai russi e dagli stessi ucraini filo russi legati alle varie mafie e oligarchie. Chi ha potuto è scappato via; non solo la squadra di calcio dello Shakhtar Donets’k ora riparata a Leopoli , ma milioni di persone. Il capo dl Cremlino, sarà costretto a nascondere questa situazione, perché una pace costringerebbe al conteggio del disastro umano; dalle fabbriche depauperate, spostate in massa in Russia,  alle camere di tortura. Oltre appunto alle fosse comuni dobbiamo ricordare la strage del volo 17 della Malaysia Airlines del 2014, dove l’esercito russo è responsabile per l’ abbattimento dell’aereo civile. Si sta ricreando il clima ceceno, quel fantasma orrendo che trasformò la seconda guerra cecena in un miscuglio di sporchi affari e faide tra federati russi, oligarchi e delinquenza, che fece sprofondare la regione nel dolore e nella vergona, oggi diventata il focolaio russo degli ultimi quattro anni, cioè da Maidan in poi, degli attentati in Europa, innescati o indotti,  dalla Russia e dalla influenza Wahabita  in quella regione. Orami, è sempre più difficile per i giornalisti internazionali entrare negli oblast di Donets’k e Luhans’k  sotto il controllo russo.  Per Putin,  è più importante il fronte interno,  che vive una nuova ed egemone disinformazione con la rinascita del culto di Stalin. Evitare in tutte le maniere una nuova Perestroika è strategicamente importante per Putin che sta ricostruendo da molti anni l’orgoglio perduto nel suo paese.  Questa guerra, che presto verrà riconosciuta da Suprema Rada come l’aggressione della Russia verso l’Ucraina un tempo sorella minore, ha saldamente portato Kiev dalla parte occidentale, così come le nuove generazioni, ambiziose di emanciparsi. Putin ha già perso.  Questo è un altro motivo per il quale, il conflitto, tarderà a finire.  Ad oggi migliaia di fanatici, soldati “ vacanzieri”, mercenari che compongono le forze “ ibride”, si sono gettati nella mischia sorretti dal sentimento nazionalista, indotto dal regime che giustifica le difficoltà materiali e lo scarso prestigio internazionale del loro paese. Difficile , dunque, oggi parlare di pace. Congelare il conflitto non sarà così semplice e la strategia dell’Ucraina del futuro, sarà da una parte quella di consolidare il suo impegno verso le riforme sociali che porteranno allo sviluppo e alla sua crescita. Potrebbe rimanere così la guerra, una febbriciattola costante per l’ Ucraina, ma il tempo giocherà a favore se saprà nel fronte interno superare i gravi problemi che si affacciano, dove la corruzione svolge un ruolo importante. Tra le due zone di guerra esiste un commercio clandestino, ad esempio, che permette ai soliti noti di fare affari con carbone , gas ed atri minerali cui è ricca la regione del Donbass. Le industrie sono state quasi tutte smontate e rimontate in territorio russo, ma gli affari sporchi continuano, mentre la gente che ancora non è scappata deve stare rinchiusa in casa. Già al tramonto per paura delle bande criminali che ormai hanno il sopravvento, impunite, nessuno più esce. Chi non aveva nulla, nulla ha perso, e si è rifugiato in Ucraina da parenti o amici, attraversando il “confine” dove fino a poco tempo fa esistevano centri di primo soccorso.  Ora, questi sono stati abbandonati e tra i motivi e le responsabilità spuntano i nomi del governo e di parte del parlamento, già da tempo molto discusso nel paese a causa, tra le altre cose, di aver tolto la cittadinanza all’uomo nuovo del popolo ucraino: Saakashvili.

Enrico Martelloni

Fiorentino di nascita ma senese d’adozione, disegna su qualsiasi elemento gli capiti in mano, passando da una vignetta pungente ed irridente ad un ritratto del proprio interlocutore con estrema naturalezza. Nasconde una profonda sensibilità ai temi ucraini, ben raccontati su questo sito.

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