La relazione di Cantone gela Consip e la politica

Aldilà dei risvolti giudiziari di Consip, ad affondare non è solo la “centrale per gli acquisti” ma anche la politica, almeno una parte.

Raffaele Cantone

di Roberto Caputo | 10 agosto 2017

A quattro mesi dall’avvio dell’istruttoria, arriva come una doccia fredda la relazione dell’Anac, guidata da Cantone sull’affaire Consip. Si parla di fondato sospetto relativo a un “accordo di cartello” fra tre imprese concorrenti per spartirsi i lotti principali escludendo così le altre aziende. Il dossier è stato trasmesso alla Procura di Roma, competente per l’inchiesta. “La politica continua a occuparsi di gare e appalti. La corruzione nasce qui”. – A parlare era sempre il Presidente dell’Autorità Anticorruzione Raffaele Cantone e l’argomento era sempre Consip e Romeo.  – E sui politici sotto inchiesta diceva: “Si valuti, a prescindere dagli interventi giudiziari, se sono compatibili con ruoli di responsabilità per il Paese”. Era marzo, solo pochi mesi fa. Da allora, la situazione non è certo migliorata. Perché aldilà dei risvolti giudiziari di Consip, che si voglia o meno ammetterlo, ad affondare non è solo la “centrale per gli acquisti” ma anche la politica, almeno una parte. Tra le fronde dell’inchiesta c’è infatti tutta la parte relativa all’imprenditore campano Romeo e a Gasparri, ex dirigente Consip entrambi accusati per corruzione, rivelazione di segreto d’ufficio per il ministro Luca Lotti, traffico di influenze illecite per Tiziano Renzi, Carlo Russo e Italio Bocchino. Le indagini faranno chiarezza e solo allora, forse, si dissolverà la cortina fumogena generata dal clamore mediatico sulla vicenda. Il fulcro però rimane sempre lo stesso: come si fa a sconfiggere la corruzione nel nostro Paese? Come si fa a far sì che a certe gare di peso possano accedere tutti e con le stesse possibilità? Perché se pensassimo che non esistano imprenditori onesti saremmo un paese finito, e lo stesso vale per la politica. Anche se, su quest’ultima, un dubbio resta: forse non bisognerebbe che i politici si occupassero di gare e appalti pubblici, in nessuna forma, misura o influenza.

Roberto Caputo 

Roberto Caputo è un politico milanese, per più legislature è stato consigliere comunale a Milano e Assessore alla Cultura e allo Sport nella giunta del sindaco Paolo Pillitteri nelle fila del Partito socialista italiano. Ha ricoperto poi la carica di Presidente del Consiglio Provinciale di Milano durante la presidenza di Ombretta Colli e quindi Vicepresidente dello stesso con la giunta di Guido Podestà sino all’avvento della Città Metropolitana. Ha alle spalle anche una intensa attività pubblicistica incominciata prima con le raccolte di poesie, poi con i racconti sulla “Mala” a Milano, infine con una serie di romanzi noir metropolitano che ha scritto a quattro mani con la giornalista Nadia Giorgio.

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