La politica finisce nel porcile…ma per favore non tirate in ballo la scrofa e la sua rosea dignità

Ecco questi sono i toni di questi ultimi giorni di campagna referendaria costituzionale. Per gli ultimi giorni prima del silenzio elettorale cari politici vi preghiamo solo una cosa: cercate di elevare il tono del dibattito.

di Cesare Mannucci | 22 novembre 2016

Non era arrivato a tanto nemmeno George Orwell con la sua “Fattoria degli animali”. Anzi il celebre romanziere inglese aveva dato più dignità ai maiali attribuendogli il merito della ribellione contro l’uomo e dopo la “rivoluzione” contro il genere umano proprio ai maiali era toccato il vertice e la direzione della fattoria autogestita. La polemica questa mattina invece ha tirato in mezzo la specie suina.

“Renzi ha una paura fottuta del voto del 4 dicembre. Si comporta come una scrofa ferita che attacca chiunque veda. Ormai non argomenta, si dedica all’insulto gratuito e alla menzogna sistematica”. Così il M5s sul blog di Beppe Grillo ha attaccato il premier anche sulla vicenda De Luca: “la Costituzione non è un piatto di fritture” dicono i 5 Stelle alludendo alla frase pronunciata dal governatore campano in una registrazione pubblicata da ‘il Fatto Quotidiano’.

La replica del premier: “Ora Grillo ha detto che siamo una scrofa ferita. Se eravamo una scrofa sana cambiava qualcosa per lui? Quando ci dice serial killer, rispondiamo: bene, superiamo il Cnel, il bicameralismo paritario. Quando ci dice scrofa ferita prima si chiama il veterinario poi si dice: bene, il Cnel, il bicameralismo… Perché sulla scheda non c’è scritto volete essere una scrofa ferita Sì o No”. “Se dite No, non si cambia per sempre. Non fatevi fregare, leggete il quesito”.

Ecco questi sono i toni di questi ultimi giorni di campagna referendaria costituzionale. Per gli ultimi giorni prima del silenzio elettorale cari politici vi preghiamo solo una cosa: cercate di elevare il tono del dibattito, così si rischia solo di fare sterile polemica e “mandare tutto in vacca!”

Cesare Mannucci

Cesare Mannucci, Vice Direttore per il Nord di Pensalibero, svolge una intensa attività giornalistica da quasi 30 anni. Ha cominciato nel settimanale L'Eco di Milano e provincia, come collaboratore, per ricoprire poi incarichi di responsabilità come caposervizio, caporedattore sino alla condirezione dello stesso. E' stato collaboratore esterno del quotidiano del pomeriggio La Notte (gruppo Rusconi Editore), e per oltre 24 anni giornalista al quotidiano nazionale Il Giorno (Eni e poi Poligrafici Editoriale) per il quale si è occupato di cronaca nera, amministrativa, sindacale e giudiziaria. Componente del Cdr de Il Giorno in qualità di fiduciario. E' stato anche collaboratore del quotidiano della Cei, L'Avvenire e dell'Unione Sarda. Ha svolto, inoltre, intensa attività politica come Sindaco del comune milanese di Mediglia, Vicepresidente vicario del consiglio direttivo del Parco Agricolo del Sud Milano, per il quale è stato componente del consiglio d'amministrazione di Fedenatur la rete dei parchi periurbani della Comunità Europea in rappresentanza della Provincia di Milano. Componente del comitato tecnico intercomunale per la trasformazione del Consorzio dell'Acqua Potabile di Milano (Cap) in società di capitali. E' stato infine delegato per la Lombardia al congresso nazionale dell' Associazione nazionale comuni italiani (Anci) del 1999 a Catania.

Un commento

  1. Paolo Francia

    Evidentemente lei, Mannucci, non essendo residente all’estero, non avrà ricevuto la scheda elettorale accompagnata nello stesso giorno dalla letterina inviata, a noi poveri deficienti di italiani residenti all’estero, col faccione del nostro e il si con la crocetta, come si faceva ai bei tempi nelle chiese con la pubblicità agli onorevoli democristiani.
    Lo scontro è duro, perché il rignanese ci mette troppo il suo faccione, chi semina vento, raccoglie tempesta.

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