La politica estera della nuova Francia

Si apre una nuova fase nella politica estera francese. Sarkozy intende rafforzare il rapporto atlantico senza però sminuire l’alleanza con la Germania e il resto dell’Unione Europea. di Angelo Marinazzo

di Angelo Marinazzo | 19 maggio 2007

Nicolas Sarcozy intende aprire un nuovo corso nella politica estera della Francia.
Nella sua campagna elettorale, che ha preceduto il suo insediameno all’Eliseo, ha fatto chiaramente capire di voler rinsaldare il rapporto con gli Stati Uniti che si era via via sbiadito durante la presidenza Chirac.
Il punto più basso raggiunto nei rapporti tra i due paesi è stato segnato senza dubbio dalla guerra in Iraq, quando l’allora amministrazione francese si era decisamente svincolata dall’alleato americano, incrinando la secolare collaborazione e partnership tra in due paesi.
Il nuovo presidente, senza voler mettere in dubbio la tradizionale idea di grandeur della propria nazione, intende slegarsi dal solco isolazionista segnato tanti anni fa da De Gaulle e percorso con vari accenti e sfumature da vari Presidenti della Rapubbica tra cui lo stesso Chirac.
L’ idea di Francia che lui ha in mente è di conciliare l’asse atlantico con un più stretto rapporto con l’Europa e con la Germania in particolare.
Dopo aver più volte ribadito in campagna elettorale sia il suo atlantismo sia il suo interesse ad una forte identità nazionale, Sarkozy ha però fatto una mossa dal forte connotato simbolico: il giorno stesso del suo insediamento ha deciso di volare a Berlino dal Cancelliere Angela Merkel, segno inequivocabile di una volontà forte di vicinanza con l’alleato tedesco.
Il viaggio in casa Merkel è senz’altro servito a far capire che Sarkò crede nell’Europa e reputa l’asse franco-tedesco essenziale per il futuro di un’Unione Europa in stallo da tempo. Un’ Europa incapace di superare la doccia fredda causata dalla bocciatura francese ed olandese al referendum costituzionale, e peraltro faticosamente impegnata a digerire l’ingresso al suo interno dei nuovi paesi orientali.
Saper ritrovare la capacità d’azione dell’ Europa, senza però rinunciare ad una forte alleanza con gli Stati Uniti che sappia essere costruttiva per il futuro dell’Occidente.
Questa è la sfida che aspetta Sarkozy per dare davvero un nuovo corso alla politica francese al di fuori dei propri confini, sia di quelli nazionali che di quelli nazionalistici.

Angelo Marinazzo

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