La Milano “nera” resta sempre un “Passaggio all’Inferno”

Nel mondo sono 21 milioni le persone vittime di tratta, il 70 per cento donne giovanissime e bambini. Solo in Italia ogni anno sono oltre 70mila le giovanissime donne che vengono vendute al mercato della prostituzione e per lo più sono Nigeriane. Comprate per 40 euro, strappate dai loro villaggi e dalle loro famiglie con la promessa di una vita migliore, ma nessuna di loro riesce a tornare a casa per raccontare cosa davvero le aspetta una volta arrivate. L’ultima fatica letteraria del nostro Roberto Caputo della giornalista Nadia Giorgio.

di Cesare Mannucci | 7 Maggio 2018

Giornalista lei e una vita per la politica per lui.  Nadia Giorgio e Roberto Caputo tornano in libreria con una nuova avventura del commissario Marco Ferrari. Un noir avvincente ambientato nella città dei due scrittori, Milano.

 

Il vostro si può dire sia ormai un vero tandem letterario?

Roberto: – “Siamo all’ottava pubblicazione, quasi tutti noir e questa è la sesta indagine che mette alla prova il nostro commissario della Digos Marco Ferrari”.

In ognuno dei vostri romanzi c’è una componente forte legata all’attualità, nel precedente lo smaltimento illecito dei rifiuti, in questo la tratta di donne….

Nadia: – “Cerchiamo di ambientare le nostre storie nella vita quotidiana, c’è sempre una componente importante di cronaca e credo avvicini il lettore, oltre che puntare i riflettori su temi importanti”.

Milano è sempre al centro, Roberto, possiamo dire che per te sia un elemento imprescindibile?

“Milano è la nostra cornice naturale, entrambi siamo molto legati a questa città e ci piace accompagnare per le strade i lettori. A me probabilmente è restato lo sguardo di chi amministra una città e la vorrebbe vedere reggersi su servizi e offerte di qualità”.

In Passaggio all’inferno si tocca un tema importante al quale non sempre è data la giusta rilevanza?

Nadia: – “Nel mondo sono 21 milioni le persone vittime di tratta, il 70 per cento donne giovanissime e bambini. Solo in Italia ogni anno sono oltre 70mila le giovanissime donne che vengono vendute al mercato della prostituzione e per lo più sono Nigeriane. Comprate per 40 euro, strappate dai loro villaggi e dalle loro famiglie con la promessa di una vita migliore, ma nessuna di loro riesce a tornare a casa per raccontare cosa davvero le aspetta una volta arrivate.

Tratta di esseri umani, vere e proprie associazioni criminali, com’è cambiata la delinquenza in questi decenni?

Roberto: – “Direi radicalmente, nel nostro romanzo parliamo di Ascia nera, un’associazione criminale che nasce in Nigeria e che si è ramificata in mezzo mondo fino in Italia, che ha trovato una sponda nella mafia siciliana e in fronde di ex militari serbi. Direi che siamo ben lontani dalla Mala Milanese e non va di certo meglio. Oggi, la criminalità internazionale viaggia su veri e propri business: armi, droga, prostituzione, ma lo fa in un modo più subdolo, si ramifica in maniera silente.

Che tipo è il vostro Commissario Ferrari?

Roberto: – E’ uno tosto, un po’ anarchico e non amante della burocrazia. Un poliziotto vecchio stampo che si basa sull’istinto. Ama il suo lavoro, punta sulla squadra e ha un evidente debole per la buona cucina e le donne”.

Nadia: “Il commissario Ferrari è cresciuto con noi, nelle diverse indagini ha messo a fuoco ogni volta una parte di sé importante e poi è uno che non si risparmia mai: che si mette sempre in gioco”.

Il ritmo è veloce, già nel primo capito c’è il colpo di scena….

Roberto: – “Fosse stato per me ci sarebbe stato alla seconda riga, poi ho mediato con la mia coautrice! Sì, il ritmo è veloce, l’azione è scandita da una serie di avvenimenti che toccano anche in prima persona il nostro protagonista. Un conflitto a fuoco che diventa molto personale”.

Com’è scrivere a quattro mani, discutete spesso?

Nadia: – “Direi in continuazione! La cosa positiva è che abbiamo due stili e due approcci, per assurdo, molto diversi: io sono la parte narrativa e di costruzione dello spazio e dei personaggi, Roberto è quello che crea l’azione e gli intrighi. Insieme funziona bene!”.

Perché come dicono gli autori: “In fondo, una speranza ti può portare ovunque, anche all’inferno”.

Passaggio all’inferno è edito da De Ferrari Editore ed è distribuito in libreria o ordinabile in rete.

Cesare Mannucci

Cesare Mannucci, Vice Direttore per il Nord di Pensalibero, svolge una intensa attività giornalistica da quasi 30 anni. Ha cominciato nel settimanale L'Eco di Milano e provincia, come collaboratore, per ricoprire poi incarichi di responsabilità come caposervizio, caporedattore sino alla condirezione dello stesso. E' stato collaboratore esterno del quotidiano del pomeriggio La Notte (gruppo Rusconi Editore), e per oltre 24 anni giornalista al quotidiano nazionale Il Giorno (Eni e poi Poligrafici Editoriale) per il quale si è occupato di cronaca nera, amministrativa, sindacale e giudiziaria. Componente del Cdr de Il Giorno in qualità di fiduciario. E' stato anche collaboratore del quotidiano della Cei, L'Avvenire e dell'Unione Sarda. Ha svolto, inoltre, intensa attività politica come Sindaco del comune milanese di Mediglia, Vicepresidente vicario del consiglio direttivo del Parco Agricolo del Sud Milano, per il quale è stato componente del consiglio d'amministrazione di Fedenatur la rete dei parchi periurbani della Comunità Europea in rappresentanza della Provincia di Milano. Componente del comitato tecnico intercomunale per la trasformazione del Consorzio dell'Acqua Potabile di Milano (Cap) in società di capitali. E' stato infine delegato per la Lombardia al congresso nazionale dell' Associazione nazionale comuni italiani (Anci) del 1999 a Catania. Attualmente è consigliere comunale all'opposizione a San Donato Milanese, cittadella che ospita Metanopoli e il quartiere generale dell'Eni

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