La legge del contrappasso

Già un altro governo aveva tentato di mettere Alitalia nelle mani di imprenditori italiani per salvarla dalla vendita ad Air France. Fu Silvio Berlusconi a fare quella scelta cancellando di fatto le trattative portate avanti da Prodi.

di Roberto Caputo | 15 ottobre 2018

Di nuovo è scontro duro tra Di Maio e Tria. La questione è di quelle pesanti, infatti si tratta di Alitalia, un buco nero che non ha mai fine. Miliardi e miliardi di perdite che sono ricadute sulle spalle dei cittadini italiani. Ora il governo gialloverde vuole tenersi la compagnia di bandiera ed ipotizza un intervento delle FS. Come disse Seneca, parlando di un imperatore romano diventato succube dei suoi liberti, siamo di fronte alla legge del contrappasso. La vicenda Alitalia si trascina pericolosamente da moltissimi anni. Tutti i  tentavi di vendita sono falliti e sono stati fatti fallire. L’ ultima carta era nelle mani di Gentiloni e di Calenda, ma non è mai stata giocata, e poi sono arrivate le elezioni del 4 marzo che hanno spazzato via tutto. Già un altro governo aveva tentato di mettere Alitalia nelle mani di imprenditori italiani per salvarla dalla vendita ad Air France. Fu Silvio Berlusconi a fare quella scelta cancellando di fatto le trattative portate avanti da Prodi. Come ben sappiamo anche quella opzione è finita malissimo. Oggi, Di Maio ripropone l’ ipotesi berlusconiana cambiando solamente i soggetti acquirenti italiani. L ‘ ipotesi è sicuramente azzardata e a forte rischio e chi dovrà aprire i cordoni della borsa sarà ancora lo Stato Italiano, ovvero gli ignari cittadini. Passano gli anni, ma le lezioni della storia, storia ben poco conosciuta da molti governanti, non insegnano nulla e gli errori, ahimè, tragicamente si ripetono.

Roberto Caputo

Roberto Caputo è un politico milanese, per più legislature è stato consigliere comunale a Milano e Assessore alla Cultura e allo Sport nella giunta del sindaco Paolo Pillitteri nelle fila del Partito socialista italiano. Ha ricoperto poi la carica di Presidente del Consiglio Provinciale di Milano durante la presidenza di Ombretta Colli e quindi Vicepresidente dello stesso con la giunta di Guido Podestà sino all'avvento della Città Metropolitana. Ha alle spalle anche una intensa attività pubblicistica incominciata prima con le raccolte di poesie, poi con i racconti sulla "Mala" a Milano, infine con una serie di romanzi noir metropolitano che ha scritto a quattro mani con la giornalista Nadia Giorgio.

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