La guerra comunismo liberismo

di Franco Luceri | 8 novembre 2017

Se la scienza e la tecnica trasformano il caos della natura in catastrofi ambientali e guerra fra poveri, nella politica e nella giustizia persino democratica, qualcosa di sbagliato dovrà pur esserci, a cominciare dal liberalismo di John Locke  al marxismo di Karl Marx, ed eredi e successori.
Alle domande che ci pone la realtà oggettiva, noi umani civilizzati e progrediti a casaccio forniamo solo risposte rigorosamente demenziali, eccetto una azzeccata per sbaglio.
Affrontiamo il problema della crescita demografica mondiale, con la migliore intenzione di adeguare la “produttività economica” ai bisogni primari della intera comunità: ma poi, da un secolo, perseguiamo quella finalità intelligente con soluzioni politico-economiche inimmaginabili persino nel manicomio criminale d’Aversa. Col comunismo e liberismo che si fanno la guerra impoverendo gli ultimi e arricchendo i primi. Infatti:
1°  si produce più ricchezza per concentrarla, non per perequarla.
2° si incentivano le guerre locali e i terrorismi mondiali, per indurre le popolazioni ad accettare come soluzione meno peggio la “migrazione” che poi è la deportazione in massa verso Paesi produttivi ma finti democratici.
3° si chiudono le porte dopo che sono fuggiti i buoi. Dopo che il sindacalismo idiota, la politica salariale ammazza competitività, e la giustizia fiscale inqualificabile, aggiunte allo strozzinaggio finanziario a norma, hanno sterminato le piccole imprese, messo in fuga le grosse e distrutto milioni di posti di lavoro.
4° quanto basta a far crollare i salari e rassegnare alla schiavizzazione milioni di lavoratori persino laureati, assunti dallo Stato a 400 euro mensili, senza assistenza malattia e senza contributi pensionistici. (Rai Report)
5° quindi collasso della giustizia sociale.
6° e crescita delle devastazioni ambientali.
Come dire che tutta la cultura, il mercato e la politica del mondo finalizzate per finta alla civilizzazione e al progresso, sono diventate rigorosamente criminali, perché impiegano l’intera popolazione mondiale per far crescere il finto benessere ai piccoli padroni ignoranti e illusi, la povertà al 93 % dei lavoratori sindacalizzati e salariati, e la ricchezza fagocitata dallo zerovirgolapercento di Paperoni stramiliardari strozzini e pigliatutto.
Qua non va bene niente, è tutto da rifare. La scuola e la stampa formano popoli prima illusi dal progresso sindacal comunista stermina imprese, e poi rassegnati alla disoccupazione prima e schiavizzazione poi.
Nessuno ha capito che la politica, se non assolve alla funzione di garantire la pace sociale impedendo la guerra ricchi-poveri, alla fine, la guerra, finisce per scatenarla e renderla sempre più sanguinosa sprecando fiumi di risorse finanziarie per un apparato pubblico di ladri e parassiti.
Pensate a che livello di imbecillità può arrivare la politica ne l’organizzazione dello Stato di diritto. Le istituzioni italiane sono predisposte in massa a derubare a norma di legge gli imprenditori onesti, (con la giustizia del lavoro e con la giustizia tributaria più esosa del mondo), nonché completare l’opera con la migliore giustizia fallimentare dichiarandoli falliti e istigandoli al suicidio.
Come dire, lo Stato comunista vero e liberale finto, sa di doversi allattare alle mammelle imprenditoriali, ma avendo vocazione suicida, sfrutta, perseguita e uccide i piccoli imprenditori onesti con un livello di tassazione sterminatore tipo DDT.
I comunisti, forti del consenso del 93% fra lavoratori e pensionati  hanno trasformato lo Stato liberale italiano in tirannide burocratico comunista, e i politici liberali che avrebbero dovuto impedirglielo; col solo consenso risibile del 7% fra imprenditori e professionisti hanno fatto e fanno buchi ne l’acqua, accodandosi ai tiranni mancini nella protezione di burocrati, multinazionali e banchieri rapaci.
Anche quando gli elettori si spostano in massa verso la destra liberale e persino fascista, lo fanno per chiedere salari e pensioni per sé, e tasse e lotta a l’evasione per gli imprenditori, ladri a prescindere.
E non finisce qua. Se gli italiani osassero ribellarsi al sistema, salterebbero dalla padella comunista, alla brace 5*; perché ove i grillini caricassero il costo del risanamento italiano sul popolo delle partite iva, (ormai ripulito dalle multinazionali delocalizzate, e dagli imprenditori onesti falliti o suicidi) troverebbero solo evasori, sfruttatori, truffatori, corruttori e negrieri di tutte le razze, perfettamente rassegnati e adattati da decenni a subire e a rifarsi della rapina burocratica fiscale comunista, truffando e derubando senza pietà clienti e fornitori pubblici e privati.
Quindi, anche i cuochi 5* (pur muniti di guanti d’amianto per la più candida e onesta delle politiche) al governo finirebbero ustionati; perché si troverebbero a cavare dal fuoco la patata delle partite iva che ha smesso da un bel po’ di essere bollente, e per difendersi dalla rapacità tributaria delle politiche comuniste e dallo strozzinaggio di quelle finanziarie liberiste, ormai è diventata magma vulcanico ammazza popolo e Stato.
Insomma, giusto per capirci, se in Italia non ci fosse così tanto da piangere, oggi schiatteremmo tutti dal ridere.
Franco Luceri

Nato nel 1941 e residente nel Salento, dopo due anni di esperienza da dipendente, come ragioniere, passò a l’attività autonoma come agente di commercio. Sposato da 46 anni, e pensionato da 10, ormai coltiva la sua passione più grande e quasi trentennale di opinionista dilettante, apolitico e libero, iniziata nel 1987 per il Quotidiano di Lecce e poi estesa alla Gazzetta del Mezzogiorno e altri giornali nazionali o locali con interventi occasionali. Dal 2011 ha un blog personale su internet “il rebus della cultura”. E dopo varie collaborazioni sul web, è approdato, per la cortese ospitalità del Direttore Nicola Cariglia, su Pensalibero.

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