Dopo la giuliva Virginia anche il vispo “Giggino”

Luigi Di Maio, come già Virginia Raggi, bestemmia la democrazia liberale e lo stato di diritto. Nessuno, poi, racconti di non essere stato avvertito.

di Nicola Cariglia | 2 ottobre 2017

Tempo fa, agli albori delle eroiche gesta della sindaca di Roma, Virginia Raggi, mi permisi di criticare un suo non certo democratico vezzo. Tutte le volte, e non erano poche, che incappava in qualche gaffe, o che le azzoppavano qualche dirigente comunale o assessore che aveva scelto con non poca leggerezza, magari a causa di qualche indagine della magistratura, la sindaca si chiudeva nel più assoluto silenzio. Poi, dopo avere incontrato il capo del movimento 5 Stelle, Beppe Grillo, o Casaleggio I, dava, urbi et orbi, un solenne annuncio: “ho parlato con Grillo (oppure con Casaleggio I) ed abbiamo chiarito tutto. Anzi, mi ha spronato ad andare avanti”. Non le passava minimamente per la testa che il chiarimento doveva ricercarlo nell’ambito della istituzione a ciò deputata, il Consiglio Comunale di Roma, nel cui ambito, tramite le opposizioni, il problema era stato sollevato. Mi permisi di scrivere che tale modo di fare denotava una mentalità totalitaria, dal momento che la signora Raggi, purtroppo in buona fede, riteneva veramente di avere compiuto il suo dovere: il partito le aveva permesso di diventare sindaco ed al partito esclusivamente ella riteneva giusto di rendere conto. Fui sommerso da moltissime offese (oltre che da altrettante manifestazioni di assenso). E ciò mi fece contento perché confermava che Pensalibero aveva non pochi lettori anche fra coloro che non ne condividevano l’impostazione laica, liberale e riformista.

Oggi, proprio il neo candidato alla inesistente premiership del Paese, Luigi Di Maio, con la sua pretesa, una volta al governo, di “riformare” i sindacati, conferma questa propensione al totalitarismo da parte dei massimi esponenti dei 5 Stelle. Non è una offesa fare questo rilievo, ma una constatazione. Totalitario, infatti, si dice “Di regime politico in cui, nel ripudio più o meno dichiarato delle istituzioni caratteristiche dello stato liberale e democratico, si attua l’assoluta concentrazione del potere nelle mani di un gruppo dominante che assume il controllo di tutti gli aspetti della vita della nazione: stato, regime, sistema totalitario”.

Non c’è niente di male ad avere e manifestare questa propensione. Anche Di Maio ha pronunciato la sua bestemmia nei confronti dello Stato liberale e di diritto con grande naturalezza. E la sua ignoranza dei principi elementari della democrazia non è meno o più grave della volontà di volerla offendere deliberatamente. E pure gli elettori che danno il loro consenso ai 5 Stelle, senza curarsi di ciò, meritano rispetto fino a quando si limitano al voto senza passare all’azione. Ma che nessuno, poi, ci venga a piagnucolare di essere  stato ingannato, secondo un già sperimentato vezzo italico. Nessuno, cioè, ci venga poi a dire che non poteva sapere.

Nicola Cariglia

Nicola Cariglia ha svolto un’intensa attività giornalistica in RAI, dove entra nel 1970. Per vari anni è stato Vice Direttore della Direzione Esteri RAI (auttalmente RAI International), Direttore della Sede di Pescara e Direttore della Sede RAI per la Toscana.
Ha avuto anche una importante parentesi politico-amministrativa, ricoprendo tra gli altri incarichi quello di Vicesindaco di Firenze e Presidente della Società di gestione dell’Aeroporto di Firenze.
Dal 2002 è Presidente e co-fondatore del Gruppo dei Centouno e Direttore di PensaLibero.it
Dal 2009 è Presidente della Fondazione Filippo Turati, Ente Morale Onlus associato alle Nazioni Unite.

14 commenti

  1. NICOLA CARIGLIA

    Caro Paolo, eccoti accontentato. La fiducia sulla legge elettorale è un atto eversivo. I firmatari del patto (Renzi, Berlusconi, Salvini, Alfano e Alfanini vari) non fanno, tutti assieme e sommati, la metà di uno statista. Quanto ai grillini, sei tu che li consideri di scarsa importanza. Altrimenti non sottovaluteresti la loro mentalità totalitaria che a me preoccupa non poco.

    • Paolo Francia

      Solo che l’atto eversivo, degno del totalitarismo, è quello perpetrato da coloro che hai citato, ma non dai grillini…..
      eppure in tanti si sono congratulati con la banda, per aver portato, per ora, a casa questa legge schifosa.

      • Ma possibile, Paolo, che non ti riesca trovare la forza di ammettere le cazzate di piccoli petsonaggi come Di Maio e Raggi? Nemmeno fossero Churchill e la Tatcher…. non ti fanno male tutte le contorsioni che ti tocca fare? Buona domenica.

        • Paolo Francia

          Non mi riesce, caro Nicola, perché Di Maio per ora mi sta simpatico e il suo li suo linguaggio mi piace, lo votero’ senza ombra di dubbio, visto che tutti sono piccoli politici, la scelta tra quelli si fa, se te preferisci Renzi, Nardella, e la Boschi di tricolore vestita, accomodati.

          • E da cosa deduci, di grazia, che io preferisco i Renzi, Nardella, e la Boschi? Da niente, è solo il tuo alibi. Se non altro, per votare i tuoi
            beniamini hai bisogno di autogiustificarti. Meno male…

  2. Paolo Francia

    Interessante sarebbe l’opinione di Nicola sulla fiducia posta dal governo, attuata da Renzi e dalla sua banda.

  3. Paolo Francia

    No, Nicola, mi spiace ma o non hai letto i nostri commenti o non li hai capiti, ma per favore non scrivere che siamo andati fuori tema. Non ti fa onore.
    Non faccio nesssun tifo da curva sud, parlo invece del totalitarismo strisciante ovunque in Europa, il problema che i nuovi tiranni sono andati tutti a scuola da Putin, sono tutti eletti “democraticamente”, ma tutti dittatorelli, Macron, come lo fu Renzi (in questo, almeno, Gentiloni lo apprezzo decisamente di piu’!).
    Forse Di Maio sarà uguale a loro, ma se il mio è tifo da curva sud, la tua è antipatia a prescindere per i grillini, cio’ traspare in tutto quello che scrivi.
    Penso che ci voglia un repulisti in Italia e che non sia male che le cose cambino, i partiti tradizionali hanno fallito, rubato e ingannato, non si capisce come tu possa ancora dare loro credito.
    Io no.

    • NICOLA CARIGLIA

      Scusa Paolo,

      perchè quando parlo di sciocchezze attribuibili a vari partiti consenti, e quando tocco i 5 Stelle ti risenti? Vedi, ho alle spalle quasi cinquanta anni di giornalismo. Secondo i maestri e maestrini della materia, la notizia è se l’uomo morde il cane, non se il cane morde l’uomo. Capito perchè parlo dei 5 Stelle? Tu che ci simpatizzi dovresti farlo ancora di più. O non sarai credibile quando denunci le sciocchezze degli altri.

      • Paolo Francia

        Non è questo caro Niciola, non mi risento se indichi cose che non vanno nei 5 stelle, ma nel fatto che a priori tu consideri di scarsa importanza questo fenomeno, e che gli altri siano, come partiti tradizionali, i soli a dover rappresentare il popolo, è questo punto che non condivido con te, è un tentativo di voler strizzare l’occhio ai soliti noti. Poi , mi dirai, che il giornale è cosa tua e ci fai quel che ti pare, io dal mio canto mi permetto di constatare e contestare se c’é bisogno. Liquidare con appellativi da idiota il candidato di questo movimento, non mi pare lungimirante né segno di aver capito i tempi che viviamo, magari mi sbaglio, ma è questa la sensazione che emerge.

  4. marzio siracusa

    Caro Nicola, la Raggi è sprovveduta a “saltare” il consiglio comunale romano per appellarsi a Beppe. Ma non crederai che un Sala non abbia la linea telefonica dirette con Renzi quando deve decidere qualcosa di importante per Milano. Semplicemente Sala non lo dice. Il tema del tuo articolo è il totalitarismo, ora vedere pericoli di totalitarismo nei grillini mi sembra eccessivo, visto che la democrazia diretta via internet ha il tempo che trova, come insegnano le elezioni americane. Stiamo vivendo soltanto una gigantesca impostura fatta passare per nuova storia, anche grazie alla petulanza d’un Bergoglio per il quale la nostra ” non è epoca di cambiamenti, ma cambiamento di un’epoca “, E quando mai un’epoca cambia senza cambiamenti minuti? Ecco un esempio di retorica delle frasi storiche.
    Caro Paolo, certo che si diventa complicati a voler spiegare i passaggi dal serio al faceto e viceversa, si diventa funamboli e trapezisti. In questi giorni, i giorni di apertura delle iscrizioni all’università, si è data grande importanza ai pochi laureati italiani. Tralasciamo il confronto della qualità degli studi nei singoli paesi e la scelta dei parametri di giudizio, ma vediamo il perché della tempistica. I giovani non trovano lavoro, allora tante famiglie di povera gente, la povera gente ossia i veri disgraziati silenti che per dieci euro in più non rientrano nella statistiche della povertà, quelle famiglie possono convincersi a intraprendere sacrifici per iscrivere il figlio a una qualche facoltà: ” Da dottore troverai lavoro ” suona il nuovo inganno di Circe! Ecco un buon risultato per i pornografi che ci governano, si riduce il numero dei giovani disoccupati o in cerca di occupazione, si incrementano le entrate per gli atenei, e si rinvia il tutto. Non è questo un altro passaggio dal tragico al comico e ancora al tragico? Quanto a Macron, non seguo le vicende francesi, mi basta la faccia insignificante da tennista in attesa della palla, senza un minimo tic denuncia dell’interiore logorio che dovrebbe essere la costante di un politico decente.

  5. Cari Paolo e Marzio,

    qui si è parlato di totalitarismo, perchè glissate sull’argomento? Vi va bene un ragazzotto che vorrebbe, se capo del governo, intrufolarsi in casa di altri? E la sindaca di Roma che ad ogni cazzata, invece di rivolgersi ai cittadini o al consiglio comunale, annuncia giuliva che “Beppe” l’ha perdonata? Quello che scrivete, giusto o sbagliato, non c’entra con l’articolo che commentate. Dunque, se vi preme trattare altri argomenti, mandate i vostri articoli che saranno puntualmente pubblicati, invece di confinarli nei commenti a pezzi che parlano d’altro.

    P.S: la mentalità totalitaria è un grosso problema in Italia, altro che bazzecole. Non riguarda soltanto i 5 Stelle. Così come sono un grosso problema i moltissimi che appoggiano i partiti da tifosi stile curva sud, invece di valutarli serenamente anche per i loro errori. Vero Paolo Francia?

  6. Paolo Francia

    Caro Marzio, inizi benissimo, ma poi diventi troppo complicato. Dovresti spalmare uno strato anche su Macron, fatto passare qui e ovunque, come grande statista…..
    Ma per ritornare ai 5 stelle, non si capisce proprio, semplicemente, come i rottami della destra e della sinistra, o del centro, possano funzionare meglio dei 5 stelle? Usato sicuro?
    Un buonismo striscinate putrido, delle democrazie ormai teatrini, dei capi di stato simil-dittatori, di quello si dovrebbe parlare, e della sinistra che vince con programmi di destra.
    Ma pare questo non interessi nessuno.

  7. marzio siracusa

    Mi sfugge caro Nicola, come il tuo consueto aplomb emotivo, vada in cenere e si infiammi di accanimento contro i 5Stelle, i quali sono quello che sono ed i cui limiti stanno sotto gli occhi di tutti. Ma perché eserciti misura e attesa nei confronti dei miserabili democristiani del PD o Forza Italia, o della caterva di pagliacci che vanno dalla sinistra, al centro alla destra, e invece tanta furia nei confronti dei grillini? E poi chi tiene davvero alla democrazia e alla libertà più che al liberalismo, dovrebbe preoccuparsi di ben altro. Ad esempio poco fa i servi dell’informazione Rai ci hanno comunicato che un illustre sconosciuto, un ispanico o ispanico americano, ha accusato l’Italia di avere pochi laureati e che la maggioranza dei lavoratori italiani sono privi di competenze. Ora non difenderò che pensa che dopo Caporetto Giulio Cesare abbia lasciato la poltrona a Diaz, rivendico soltanto il diritto di un fisico nucleare qualsiasi stanco a cinquant’anni di inseguire la solita frittata del micro infinito per mettere su una tonnara, e viceversa auspico il diritto del pescatore stufo di mattanze che grazie alla Fedeli in dieci anni diventa eccellente fisico ricercatore e corre a Princeton ad annusare le orme di Einstein, e quindi apre una calzoleria a New York. Oppure secondo il cretinetti che viene a censurare il nostro sistema scolastico e universitario milioni di giovani appena imbarbati dovrebbero fare la loro scelta e cementarsi la vita fino alla tomba, tipo operaio di sistemi elettrici, operaio assemblatore, ciabattino per scarpette da danzatore, ciabattino per vecchi scarponi, tutti da qui all’eternità u.s.w. Ma dove finisce la mitica flessibilità del lavoro? Flessibilità per spostarsi da Palermo a Milano e da Milano a Palermo per lo stesso lavoro secondo le strategie dell’azienda? E invece non avrebbero diritto i milioni che una volta si chiamavano operai di darsi alla macchia pur di non ascoltare più l’informazione democratica e liberale? O darsi alla macchia allude a brutti ricordi, magari peggiori dei 5 Stella? Non avverti caro Nicola che la democrazia sta franando per ben altre cause rispetto alle patetiche inadeguatezze dei 5Stelle? Non avverti che il cretinetti ispanico venuto a censurare il nostro sistema scolastico in realtà ci invita a colare cemento nella vita sociale, ovviamente conservando il diritto alla libertà di voto. Per la cui legge elettorale sono favorevole al Vitellum “. ossia vota soltanto chi si presenta al seggio accompagnato da un vitello, al quale ovviamente dà la delega di esercitare il voto.

  8. Paolo Francia

    Hai descritto alla perfezione il Manifesto e l’Azione di Macron in Francia, poiché agisce cosi.
    Ma gli altri, tutti, hanno fallito, allora avanti il nuovo, con buona pace dei vecchi.
    E poi, diamo una possibilità anche a lui, no?!?

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