La fortuna d’essere fiorentini. Il partito della bistecca redivivo

Troppo spesso chi ha in mano un gioiello lo lascia cadere per raccogliere una pietra.

di Carla Ceretelli | 24 settembre 2018

“Mi devo occupare dell’area vasta fiorentina” ci informa dal piccolo schermo, dove appare vieppiù negli ultimi tempi,  quello che vuole la bistecca alla fiorentina,  un miraggio ormai per troppi, patrimonio dell’Unesco. Ce lo racconta con quell’ aria impostata e moderatamente loffia e moscia, che lo caratterizza.

Naturalmente è solo una proposta che  sarà formalizzata   nell’incontro del 4 ottobre con il Presidente dell’ufficio italiano dell’Unesco, Franco Bernabé.

Dire  “il nostro sindaco” mi risulta difficile. “Il mio sindaco” addirittura impraticabile perchè   non l’ho votato.  Ma dato che è  stato democraticamente eletto, direttamente dai cittadini, è il sindaco di tutti dunque anche il mio. Come i precedenti, sempre del suo partito o giù di lì.   Quelli che detengono il potere  da decenni su e in  questa città.

Da sempre all’opposizione anche in veste di consigliere di quartiere 1 centro storico ho dovuto, all’epoca,   talvolta anche per partito preso, votare contro tutti gli atti della  maggioranza. In primis, come sa anche il gatto, il bilancio. A occhi chiusi, per principio e  per onestà intellettuale nei confronti del partito sotto la cui bandiera sei stato eletto, anche se con tutte le  preferenze cercate  col lanternino e trovate con grande pazienza, a una a una a piccoli passi. Poche ma buone e sopratutto mie, e sufficienti per salire sugli strapuntini del palazzo di fronte alla Basilica di  Santa Croce. Ma oggi,  libera da partito e istituzioni ormai da anni, mi sento di accedere senza lacci morali e materiali  alla valutazione obiettiva dell’amministrazione attuale guidata , si fa per dire, da Dario Nardella . Senza pregiudizi di sorta.

Tutti lo considerano un bravo ragazzo. Anch’io sono una brava donna ma non mi sentirei certo di sedermi sulla seggiola di Clemente VII. Chi lo fa dovrebbe sapere che non è una passeggiata di salute, che la città ha tanti di quei problemi che bisogna essere dei superman per gestirla e amministrarla,  in ispecie se ci si deve occupare anche, appunto,  dell’area vasta o  città metropolitana che dir si voglia.

Ma una seggiolina nel salone dei 200 non mi dispiacerebbe. Per mettere a disposizione  una certa esperienza maturata  nella circoscrizione 1  in due consigliature domenicane,  per il bene della mia città. E possibilmente in maggioranza perchè   stare all’opposizione  per dieci anni, al quartiere, è da masochisti.

Si dà il caso che da allora,  dai primi anni del nuovo secolo/millennio sia  cambiato poco o nulla. Solite  attese sanitarie, illegalità strisciante deteriorata e  addirittura degenerata che provoca insicurezza, non solo percepita, come vuole qualcuno,  ma reale. Traffico insano e caotico  non si sa ancora se peggiorato o migliorato con la tramvia.  Insufficiente assistenza ai vecchi e alle  persone con patologie gravi in  aumento esponenziale  anche per  la crescita   dell’aspettativa di vita che porta inevitabilmente a un incremento  di  malattie croniche degenerative che isolano non solo la il malato  ma anche la famiglia che  lo  ha in carico.  Spesso lasciata sola.

Per non parlare della ormai esasperata  penuria  di lavoro per giovani o meno giovani, e soprattutto  di incentivi alle attività imprenditoriali.

Promuovere la  bistecca  mentre scorrono  file kilometriche alle mense della  caritas non è davvero di buon gusto.

C’è da chiedersi  se  il nostro Dario vive a Firenze. Eppure sviaggia per via de’ Neri davanti al paninaro più famoso del mondo, quanto meno per farsi i capelli dal mio parrucchiere, Salone Aveda, una delle poche cose che ci accomunano. E, a questo  proposito, forse vuole emulare    Tommaso  il paninaro che fa  marketing lanciando il suo panino alla finocchiona con salsa di formaggio o porchetta con salsa al tartufo, nel mondo.

In vent’anni da un buchino accanto alla farmacia   oggi dà lavoro a 50 persone. Tutti giovani tutti  tassativamente uomini.

Ma, se   l’attività di  un imprenditore è anche quella di propagandare il proprio prodotto,  un amministratore deve, in primis, pensare al benessere dei propri cittadini. E, francamente, Firenze non ha bisogno di farsi conoscere  e attirare i  turisti ma di gestire il turismo in modo meno sgangherato e con maggiore  buon gusto e buon senso.

 

Dunque, dal ricordo  del    fronte/  partito dell’uomo qualunque del dopoguerra, ecco un flashback  rievocativo del  partito della bistecca, ovviamente satirico,  che ci riporta agli anni 50…..

 

Carla Ceretelli

Nata a Sesto fiorentino, risiede da sempre a Firenze, attualmente nella Piazza di Santa Croce. Laureata in in Pedagogia qualche decennio fa, non ha mai amato l'insegnamento e ha scelto di affiancare il marito farmacista nella conduzione della Farmacia Logge del grano, nella Via de' Neri, per oltre 25 anni. Impegnata in politica attiva sul territorio è stata Consigliere del Quartiere Uno Centro Storico dal 99 al 2009. Da qualche anno si è affrancata dal lavoro e si dedica a varie occupazioni nel sociale, nel volontariato e canta nel coro "Accademia del Diletto" di Giorgiana Corsini. Ha sempre amato scrivere e avrebbe voluto fare la giornalista ma da giovane non ne ha avuto l'opportunità e forse neppure il coraggio. Ma ha sempre scribacchiato in modo non professionale. E, per la serie non è mai troppo tardi, collabora ora molto volentieri con Pensalibero.

5 commenti

  1. marzio siracusa

    Va bene, ignorerò che via de’ Neri ridotta a fogna reale e non metaforica, le suscita disappunto giusto ma ironico, cioè inutile.

    • carla ceretelli

      Caro signore mi dispiace per lei che non apprezza il tono ironico e leggero con il quale si può denunciare un aspetto del reale.e lo giudica inutile. Perde il sale della vita. Considerando come lei è aggressivo, spesso, e non nei miei confronti, capisco. La informo inoltre che nella farmacia vicino al paninaro ho passato la metà della mia vita e ho visto i miei scalini in pietra serena duventare bisunti. Conosco quindi benissimo il problema, ma non per questo ho perso il sonno. Posso chiederle dove vive?

    • carla ceretelli

      Sono andata a vedere, per curiosità, il suo profilo.. evidentemente ritiene l’ironia appannaggio e prerogativa suoi… ” Studiato ho, ahimè, filosofia / studiato ho legge e medicina / e purtroppo anche teologia / intensamente, con aspra fatica! / Eccomi or qui, povero stolto, / senza aver nulla risolto / ” io trovo utilissima, invece, questa sua enunciazione poetica.

  2. marzio siracusa

    Non sarebbe l’ora di smetterla con l’ironia?

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